Mastodon: Intervista a Bill Kelliher

Un disco favoloso, forse il migliore di questo 2004, sicuramente il più epico e ‘metal’. Una band in crescita sia sul piano professionale che personale. Enormi soddisfazioni e gran voglia di farsi conoscere. Dei ragazzi che oltre ad essere dei portentosi musicisti sono anche delle ottime persone, come ci dimostra la rilassata conversazione con Bill Kelliher (chitarre) a proposito della sua vita privata, della band, dei suoi sogni e delle sue aspettative. E’ emerso un fatto: che la passione con cui si fanno le cose è fondamentale ed è solo questa a portare a dei risultati concreti e soddisfacenti. Quindi, anche se sappiamo benissimo qual è la situazione attuale della band, chiediamo a Bill come sembra gli stiano andando le cose dal suo punto di vista. Iniziando dalla più banale delle domande. Come stai?

"Bene, grazie. Va tutto alla grane. Anche il tempo da un po’ di giorni è gentile. Abbiamo avuto un paio di uragani ultimamente… Ivan è stato l’ultimo, ma fortunatamente ci ha evitati per un soffio aggirando la Louisiana e quindi noi, che siamo in Georgia, non abbiamo avuto grossi problemi. Per il resto… beh, puoi immaginare come siamo tutti su di giri. Io soprattutto per il fatto che da poco meno di un mese sono diventato papà e poi anche per il disco… siamo molto soddisfatti."

Un bel periodo! Ancora congratulazioni vivissime per la tua famiglia. E poi il disco è davvero grandioso, suoni potenti, melodie epiche e bellissime, vocals strepitose… Vi immaginavate che, una volta ultimato, ‘Leviathan’ suonasse così… perfetto? Voglio dire, quando avete finalmente ascoltato il disco per intero a lavoro finito, quali sono stati i vostri pensieri?

"Ahhh è stato fantastico, al settimo cielo! Principalmente perché in quel periodo si era in tour, costantemente in giro per gli Stati Uniti e c’era la possibilità di scrivere i pezzi solo nei momenti di ‘pausa’. Invece di dormire o mangiare, quindi… ahahah! Praticamente è un disco on the road. Poi abbiamo avuto un periodo di pausa di circa un mese e mezzo. In quel lasso di tempo abbiamo buttato giù il materiale scritto in tour e lo abbiamo riarrangiato, registrato e masterizzato. Il tutto in un solo mese e mezzo. Ma dopo un paio di giorni, a registrazioni finite, ci schedularono altre date per un nuovo tour e dovemmo partire all’istante. Noi pensammo ‘Ohh ancora?? Ma abbiamo un disco da ultimare… dobbiamo ancora terminare il lavoro, vedere le nostre famiglie… ‘ Insomma, chiaro no?"

Come no! Sempre di corsa, corri di qua, vai di là… non è una novità amico!

"Ahahah! Perfetto! Va proprio così: di corsa, sempre! Noi avevamo comunque già suonato le canzoni in sede live, alla data di Washington di quest’anno. Anche se non ci rendemmo conto molto bene della qualità dei pezzi. Insomma, quando sei in studio puoi sentire bene tutti gli strumenti, mentre on stage senti un po’ di basso, molta batteria, pochissimo la chitarra… Insomma, c’erano anche queste difficoltà, incertezze e dubbi, da affrontare, oltre al lavoro in studio da portare avanti. Poi in effetti l’album finito suona da dio! Ci sono tutti gli strumenti, le chitarre hanno un suono massiccio e molto buono, la batteria è incredibilmente precisa e molto ben delineata, il basso è perfetto e quelle linee vocali… ahhhh holy shit! Grazie Troy! Ahahah! E poi, quando abbiamo visto l’artwork completo, di nuovo ohhh yeahh holy shit! Siamo saltati dalla gioia, ci è piaciuto un sacco il lavoro del designer."

Davvero fantastico questo non sapere fino all’ultimo momento come il disco suonerà, vero? Alla fine, è uno dei momenti migliori dell’essere musicisti.

"L’hai detto! E sinceramente questo è l’aspetto che preferisco. La totale sorpresa di come suonerà un disco è come… sperimentare in cucina. Prepari la salsa di pomodoro con degli ingredienti che aggiungi a tua fantasia, metti un po’ più di sale o di pepe, magari del tabasco o la cipolla… e poi assaggi il risultato finale quando mescoli la salsa con la pasta. Praticamente hai due possibilità: o butti tutto nel cesso oppure ti congratuli con te stesso ‘Ahhh, magnifique! Ahahah!’"

L’argomento principale del disco sembrerebbe essere il più famoso romanzo di Melville, Moby Dick. Però, andando più a fondo e leggendo bene i testi, si ha come l’impressione che il tema principale di questo disco sia più la paura che l’uomo ha verso lo sconosciuto, l’ignoto. Moby Dick è solo una metafora in questo disco?

"Si è esatto. Praticamente abbiamo voluto prendere la storia del capitano Ahab che lasciò la famiglia e si gettò alla caccia di questa balena gigantesca e spaventosa perchè sconosciuta. E’ una storia pazzesca, un uomo parte con la propria nave e si lancia nell’oceano con un manipolo di uomini per dare la caccia a questo animale di cui solo qualcuno ha sentito parlare e che è più leggenda che realtà. Considerata la vita di oggi, non può esserci solo la storia di una balena, hai ragione. Praticamente la prima volta che ho letto la storia, un paio di giorni immerso nel libro, ho avuto modo di capire che riportata ai giorni nostri la balena bianca rappresenta tutti i problemi e le ansie della nostra esistenza. Quando ci gettiamo nei lavori più difficili e di cui non sappiamo molto, o quando -vedi il mio caso- ti nasce un figlio e non sai come comportarti, è tutto un gran mistero. A causa della nostra rincorsa ai sogni impossibili trascuriamo famiglia, amici, la nostra stessa vita. E modernizzando opportunamente il romanzo di Melville si comprende benissimo che Moby Dick rappresenta le nostre attuali paure e i sogni a cui diamo la caccia."

Già, in effetti ognuno ha i propri demoni da combattere. Forse Moby Dick andrebbe letta in una chiave differente oggi, non trovi?

"Beh sicuramente può essere di aiuto per risolvere alcune questioni personali o per dare uno spunto di idea sulla attuale situazione, che so, lavorativa. Se sei un tipo intraprendente può darti il coraggio di andare avanti e combattere, se sei un pavido ti può far passare la voglia di sfoderare gli artigli e magari allo stesso tempo ti aiuterà a cambiare strada, a capire quale direzione prendere per cambiare vita. Ovviamente ognuno ha una personalità e una mente diversa quindi chiunque può interpretare un romanzo a suo comodo… credo."

Musicalmente parlando, questo disco è certamente più lineare di ‘Remission’, ma sottolinea comunque una qualità e una capacità compositiva fuori del comune. Qualcuno di voi ha preso lezioni di musica o ha studiato seriamente in qualche istituto?

"A dire il vero no. La tua domanda mi lusinga ma non abbiamo una così approfondita conoscenza della musica come se avessimo studiato. Nessuno di noi ha mai preso lezioni. Per esempio, io ho iniziato a suonare la chitarra quando uscirono ‘Reign In Blood’ e ‘Master Of Puppets’. Ero letteralmente incastrato in quelle ritmiche. E ne ho fatto tesoro. Così come Brann Dailor ha imparato a suonare la batteria ascoltando i dischi di Genesis e Jimi Hendrix. La nostra fantasia ha fatto il resto. Non mi considero certo un fenomeno, soprattutto negli assoli ho ancora alcune difficoltà e in questo se non studi e non ti eserciti non arrivi certo ad alti livelli. Però sono piuttosto soddisfatto della sezione ritmica. Per quanto riguarda la struttura del disco invece, sì, hai ragione, c’è una maggiore linearità e più melodia rispetto a ‘Remission’. Non è stato volutamente scelto questo metodo di comporre le canzoni anche se in fondo volevamo incidere un disco decisamente più epico del precedente e marcatamente metal. Si nota eh?"

Accidenti se si nota! Ma veniamo al dunque, sei un padre di famiglia, due eccellenti dischi all’attivo, Mastodon è oggi una delle migliori band in circolazione e state per partire in tour con gli Slayer. Fammi sapere cosa ne pensi perché si stenta a crederlo…

"Guarda, non so cosa pensare effettivamente. Fino a poco tempo fa ho avuto il sospetto che si trattasse di un geniale scherzo giocatomi da qualcuno dei miei amici ahahah! Poi… beh poi invece ho realizzato che tutto è arrivato perché io e i ragazzi della band abbiamo lavorato duramente. Pensa che quando il nostro manager ci ha comunicato che saremmo partiti a breve per il tour con gli Slayer eravamo nel nostro van e stavamo tornando a casa dalle sessioni in studio. Alla notizia ricevuta, urlata da me che presi la chiamata, la persona che guidava, ora non ricordo se fosse Troy o Brann, ha incominciato a sbandare e gridare che non ci credeva, metteva la testa fuori dal finestrino e urlava ‘Yeeeaaahhhh!! Partiamo in tour con gli Slayer!! Yeeaaaahhhh!!!’ e chiamammo i nostri amici, i nostri parenti, gente che nemmeno sa chi sono gli Slayer. Eravamo letteralmente impazziti. Sì, ci sta andando tutto davvero alla grande. Spero davvero non sia un sogno."

In tutto questo gran da fare e correre trovi anche del tempo libero oppure quello è un sogno, sul serio?

"Eh, quando trovo dei momenti per pensare e rilassarmi spero di poter avere un pò di tempo libero ahahah! Mi piacerebbe stare un po’ più con la mia famiglia e con gli amici, ma so anche che devo bilanciare il mio lavoro e le mie passioni esterne alla band. Ad esempio, io adoro cucinare e sperimentare nuovi piatti. Mi piace molto la vostra cucina, la trovo la migliore del mondo e saper cucinare italiano è una sfida per un Americano come me! Inoltre ho una passione per la collezione di giocattoli e oggetti vintage. A te cosa piace fare invece?"

A me? Mi rigiri le domande?

"Ahahah! No davvero, mi piace sapere con chi sto parlando, dai!"

Beh io, oltre a comprare vinili in continuazione, curare la moto e fare un sacco di sport, ho una enorme collezione di birre in bottiglia che ha toccato quota 600 qualche mese fa e poi faccio la birra in casa…

"Fai la birra in casa? Accidenti dovrò provarla prima o poi! Dove vivi, Milano, Roma, Firenze…?"

Vivo a Milano ma vengo da Roma.

"Ah Roma… Fantastica! Ci sono stato una volta in vacanza, non con la band. Secondo me è la città definitiva! Non c’è niente da fare amico, voi state davvero alla grande con le vostre città, storiche e artistiche. Avete un grandissimo patrimonio che noi purtroppo non possiamo vantare."

Grazie. Anche voi comunque avete delle belle citta’. Lo scorso anno ho avuto la possibilita’ di fare un mese negli Stati Uniti e San Francisco e New Orleans mi hanno colpito al cuore.

"Già. Anche noi siamo fortunati, peccato solo che ultimamnte non stiamo molto simpatici a qualcuno laggiù da voi… pazienza. Comunque spero davvero di tornare in Italia, magari per un tour e dato che ancora non abbiamo in booking nulla da voi cercheremo di fare un po’ di pressione. Si stanno scegliendo delle date europee con gli Slayer ma per ora non c’è nulla di programmato definitivamente, quindi non possiamo neanche promettervi un periodo in Italia… Ricordo una data a Milano, durante il tour di promozione per ‘Remission’. C’erano forse 50 persone nel locale ma è stato molto divertente, sembrava una riunione di famiglia. Certo fa molto più piacere suonare davanti ad una platea di diverse centinaia di persone o addirittura in uno stadio… ma sono sogni di un giovane musicista… fammi inseguire la mia balena bianca, ok?"

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