Extrema: Better Live Than Dead! – Intervista a Tommy Massara

“Tu non lo sai chi è!!! È RINGHIO GATTUSOOOOO!!!”

Il mio ingresso nel camerino degli Extrema, esattamente un paio di metri dietro la batteria già montata sul palco,viene salutato così da Tommy Massara, alle prese con una partita a Pro Evolution Soccer in cui, ahilui, finirà per perdere con un sonoro 3-1.

“Ha avuto culo! Solo tre tiri in porta!” . E’ proprio milanista…

Per fortuna la sconfitta, non lo mette eccessivamente di malumore perché, insieme a G.L. ed all’ultimo arrivo Paolo (Paolino per tutti…) si dimostra subito, e come sempre, affabile e quanto mai appassionato della propria musica.

Tommy: “Noi siamo molto contenti del nuovo disco, anche se preferiamo tenere un profilo basso. Venivamo dal cambio di line-up, con Cristiano che è uscito a dicembre e a febbraio-marzo è entrato nel gruppo Paolo e, strano a dirsi perché solitamente siamo molto lunghi nella composizione dei brani, per la prima volta nella nostra vita, in soli quattro mesi abbiamo composto l’album. Siamo entrati in studio nemmeno troppo certi del risultato definitivo ma alla fine credo che sia uscito un disco entusiasmante. E per fortuna non siamo solo noi a dirlo, ma anche tutta la critica. Questo feedback, devo dirlo, non lo avevamo dai tempi di ‘Tension At The Seams'”.

G.L.:”Mentre con gli altri dischi, dopo che lo avevi composto e ascoltato a morte, lo mettevi in uno scaffale per un po’, questo l’ho già ascoltato un centinaio di volte e continuo a farlo. Volevamo fare un disco diretto, perché l’anima è metal, nonostante la piccola sterzata su ‘Better Mad Than Dead’. Una volta che abbiamo preso confidenza con Paolo, abbiamo iniziato a lavorare sul disco come non abbiamo mai fatto. Pensa che negli ultimi tre giorni in studio abbiamo scritto tre pezzi che sono finiti sul disco”.

Lo sapete che le accuse che vi verranno volte riguarderanno un possibile cambio di rotta dopo i risultati non esaltanti di ‘Better…’?

G.L.: ‘Ma non è andato poi così male! Anche da un punto di vista della critica, pensa che ci ha addirittura chiamato il Mucchio Selvaggio per farci i complimenti. Ha avuto però una gestazione lunghissima, abbiamo addirittura risuonato i pezzi. Se fosse uscito un anno prima avrebbe avuto una storia diversa”.

Tommy: “E’ stato semplicemente un disco più maturo degli altri, perché abbiamo provato a sperimentare cose oggettivamente distanti dal canone Estrema. La differenza fra ‘Better…’ e questo è che ‘Set The World…’ è meno cervellotico. Quello era un album troppo… pensato. C’era troppa cerebralità”.

Nella direzione più pesante del nuovo disco, quanto peso ha avuto l’arrivo di Paolo?

Tommy: “Paolo e’ entrato nel gruppo come persona timida ed educata. Aveva quasi paura di intervenire fin quando gli abbiamo chiesto di essere sé stesso ed allora è stata tutta un’altra storia…”

Paolo: “Io, in effetti, mi sono trovato come in una seconda famiglia. Pinna, il batterista degli Hormonauts, mi ha avvertito che gli Extrema lo avevano preso, ma non aveva abbastanza tempo da dedicare al progetto. Allora ha dato un mio cd ed il mio numero a Tommy, che mi ha chiamato. La mia preoccupazione, più che per i pezzi, era per l’impatto con le persone. E invece mi sono trovato subito benissimo”.

Tommy:”Abbiamo provato 25 batteristi, tra cui alcuni bravissimi e alcuni veramente scarsi. Ma la bravura era didattica, non facevano musica. Abbiamo capito che era lui il batterista degli Extrema perché, oltre a essere un musicista molto preparato, è anche uno che ascolta e in un gruppo devi sempre ascoltare cosa fanno quelli che suonano con te. E’ propositivo, entusiasta e noi avevamo bisogno di entusiasmo, perche’ con Cristiano eravamo arrivati ad un punto difficile. Come quei matrimoni che finiscono e tu cerchi in tutti i modi di tenerli in piedi. Siamo ancora molto amici, lui semplicemente aveva voglia di altre cose e noi avevamo bisogno di altre ancora”.

G.L: “La prima volta che abbiamo suonato con lui non eravamo più abituati ad uno che suonava così veloce. Eravamo noi a rimanere indietro”.

Tu prima parlavi di entusiasmo, avete fatto una serie di dischi ottimi ma non siete ancora riusciti a fare il grande salto. E questo dovrebbe pesare sulla voglia, sull’entusiasmo. Chissà se a Tommy è mai venuta voglia di dare un calcio nelle palle a G.L., farlo cantare da castrato e vendere milioni di copie in Giappone…

G.L.: “Te lo dico subito: mi fa CAGARE cantare in quel modo”.

Tommy: “Noi non siamo uno di quei gruppi che si siede a tavolino e decide cosa suonare. Abbiamo avuto in passato la possibilità di vivere con la musica. Ad esempio, Mattia (Bigi, il bassista) ha fatto il turnista con Biagio Antonacci e là girano soldi veri, non come gli Extrema. Ma a noi piace fare la nostra musica e noi non riusciamo proprio a studiarla a tavolino. Anche la ventilata scelta commerciale di ‘Better…’ non è stata tale. Forse le cose più commerciali sono state quelle con gli Articolo 31, volevamo dare una sterzata al nostro suono ma eravamo veramente all’avanguardia per i tempi. Detto questo, ‘Tension…’ è un grande album e lo dicono tutti, ma in ogni nostro disco ci sono pezzi importanti. La differenza è che a quei tempi eravamo intrippati come ragazzini e se c’era anche un singolo riff che assomigliava a qualcosa di già sentito lo buttavamo. Adesso siamo un po’ più tranquilli e, se allora sul 100% di materiale ne buttavamo il 90%, soprattutto su questo album, il rapporto si è rovesciato. Anche il pezzo nuovo che hai sentito al Gods era un pezzo che avevamo scartato ai tempi di ‘Tension…’ e tutto l’album si avvicina di più ritmi di quel disco”.

Un’altra critica che può venirvi fatta è quella di seguire troppo i trend imperanti nel momento in cui incidete, vedi il Panteriano ‘The Positive Pressure’ o il successivo ‘Better Mad Than Dead’…

G.L.: “Vedi, già qualcuno ha già iniziato ad accostarci al fenomeno metalcore. Bene, io l’hardcore lo ascolto da quando avevo sedici anni e parlo di gruppi come Cro-Mags e i Goverment Issue, roba che nessuno sa più chi siano. Abbiamo tutti, anche Mattia, un background fortemente hardcore”.

Tommy: “Se vai a leggerti le nostre interviste, anche quelle di qualche anno fa, vedrai che ci siamo sempre definiti una heavy metal band con attitudini hardcore. Anche ‘Better…’ è fortemente hardcore, non c’è una chitarra stoppata ma tutti riff aperti. Trovare definizioni semplifica il lavoro di chi scrive ma la musica non funziona così. Io ci tengo a dire che ormai sono in giro da venti anni, ci sono band che escono oggi e che girano il mondo e che hanno preso anche molto da noi”.

G.L.: “Senza contare che spesso noi ci sbattiamo, scriviamo i pezzi poi non riusciamo a farli uscire in un tempo ragionevole – in questi anni è successo per una serie di motivi, fra cui anche il fallimento dell’etichetta – ed allora esce il gruppo americano con un riff simile e ci tocca abbandonare il riff. È successo anche con i Machine Head. Alle volte è solo la fortuna di uscire al momento giusto…”.

Ma quanto succedono queste cose non vi esce un sentimento fatto di rabbia e invidia, soprattutto nei confronti di band nate molto dopo di voi e che per una serie di coincidenze fortunate o di scelte, meramente estetiche, azzeccate si trovano sulla cresta dell’onda. In fondo voi, di fronte a 40.000 persone, ci avete già suonato nel ’93 con i Metallica…

G.L.: “Un concerto che ci ricordiamo bene, soprattutto per l’accoglienza. Nessuno ha nemmeno pensato a tirarci roba addosso, io alla fine non me ne volevo andare e ci ho messo quasi mezz’ora a calmarmi… Per il resto gli Extrema non sono una band invidiosa…”

Tommy: “Lo so che in molti potrebbero pensare ai Lacuna Coil, ma sono una band di amici e soprattutto sono una band in giro da 10 anni anche loro, 10 anni di gavetta. Hanno avuto una botta di culo, ma 400.000 copie nel mondo non le vendi per caso ed il disco nuovo, per me, arriverà ad un milione di copie e lì la loro vita cambierà ancora…”.

Ce li strappano via, il concerto sta per iniziare e sarà il solito fottuto massacro collettivo

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