Matt Bayles: Intervista

Matt Bayles, un nome forse sconosciuto ai più ed ai fruitori di mp3. Sicuramente un nome che non sfugge agli attenti, a coloro che ne hanno potuto sentire la mano in ‘Binaural’ di Pearl Jam, oppure nei dischi di Botch, Mastodon, Burnt By The Sun o Isis. Insomma, di quella musica che conta per fare un passo in avanti, nel cuore del Nostro Genere Preferito che sta riservando proprio da oltre Oceano le sorprese migliori. Certo, l’universo di Matt e dei gruppi con i quali ha lavorato è ancora sommerso, ma ci sono segnali decisi e forti che arrivano proprio da quei territori, segnali che sono stati presi brutalmente in prestito per una veloce chiacchierata con il tecnico/produttore/musicista: “ A questo punto credo sia molto imporante che tutti siano coinvolti nella musica con la quale si sta lavorando. Se ho un’idea, amo lavorare con gente che è disposta ad accettare dei suggerimenti dall’esterno. Magari quello che io propongo poi lo si scarta perché non rende bene a livello di disco, oppure può rimanere o addirittura diventare spunto per essere poi messa a punto dal gruppo stesso, all’interno di canzoni che loro stessi hanno provato e riprovato a lungo prima di suonarle in studio. Questo è il modo che preferisco per collaborare con i gruppi. ” Matt è uno di quei produttori che sembra entrare nell’anima della band e collaborare con lo spirito del gruppo, almeno a quanto ci dato di sentire in dischi che non hanno un filo comune a legarli, sebbene il responsabile di parecchie cose dietro la consolle sia la medesima persona: “ in effetti la prima differenza che riscontri in progetti diversi è ovvia: la differenza della gente con la quale lavori. La seconda è la differenza degli studi in cui vai a registrare. Inizio chiedendo alle band cosa stiano cercando a livello di suoni, ascolto come suonano e parto da lì. Non ritengo di fare nessun favore alle band se le facessi suonare tutte allo stesso modo. Gli studi, poi, imprimono un diverso suono agli strumenti e di consguenza al disco in generale a causa delle acustiche, delle apparecchiature di studio come i monitor dai quali riascolti e via dicendo. Infine, voglio che i dischi sui quali lavoro possano rappresentare al meglio le band che li hanno registrati e creati. Voglio che possano suonare come se quelle persone stessero suonandoti dal vivo in casa ed allo stesso tempo spingerli a compiere un ulteriore balzo in avanti .” Ci sono comunque due frasi che Matt utilizza spesso in studio per rivolgersi ai musicisti: “ ’Rifallo’ è la prima (ride) e ‘ma sei intonato’ la seconda. Voglio che il gruppo dia il 105% delle proprie possibilità, altrimenti non saremmo mai soddisfatti del lavoro svolto.”

(con Aaron Turner di Isis)

Fra le altre cose, Matt è anche il leader di un gruppo chiamato ‘ Minus The Bear’ del quale non potevamo ignorare l’esistenza in quanto: “ con Dave Knudson, il chitarrista di Botch e Jake degli Sharks Keep Moving oltre a Jake e Cory dei Kill Sadie. Siamo un gruppo contemporaneamente di indie rock e indie pop. Dave fa un grosso lavoro di tapping sulla chitarra e le canzoni sono energetiche e melodiche allo stesso tempo. Abbiamo anche delle tastiere ed a volte il tappeto di drum machine. Abbiamo inciso per la Suicide Squeeze lo scorso anno un ep intitolato ‘This Is What I Know About Being Gigantic’ e stiamo registrando l’album. Entrambi i dischi verranno poi distribuiti in Europa dalla Cargo inglese, l’ep fra giungo e luglio e l’album temo non prima di Novembre. Saremo comunque in Europa all’ inizio del 2003 per suonarvene un po’ .” Nel frattempo, se volete ascoltare qualcosa: http://www.minusthebear.com . Torniamo comunque a parlare con Matt dei gruppi con i quali ha lavorato, con la classica domanda da backstage: “ I dischi he trovo più difficoltosi da lavorare sono quelli in cui mentre ti sta finendo il tempo in studio non sei affatto orgoglioso del risultato ottenuto. A dire la verità non ho avuto problemi con alcuna delle band con cui ho lavorato, logicamente lasciando da parte i vari momenti di tensione logici in una situazione così delicata come quella della gestazione in studio delle canzoni .” Presto usciranno l’ep finale per Botch ed il nuovo disco di Isis che hanno visto la sua collaborazione: “ Nel nuovo Isis ci sono più melodie che in passato ed il disco è risultato più dinamico rispetto alle loro produzioni precedenti. Per quello che riguarda Botch devo ammettere che questi lavori sono i migliori che abbiano mai composto, ma forse sono un po’ di parte perché Botch è la band che amo più in assoluto al di fuori del lavoro sia come musicisti che come persone. Ci sarà anche una sezione multimediale con video da ‘We Are The Romans’ ed una serie di foto.

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