Die Apokalyptischen Reiter: Banzaaai!!! – Intervista

Per prima cosa ti chiedo di darci una breve presentazione dei Die Apokalyptischen Reiter, una band davvero originale e sui generis nella quale sembra confluire tutto quanto sia metal made in Germany…

“Ok! Brevemente…la band è stata fondata nel 1995 da Skelleton, il primo batterista, e da me. Nel 1996 abbiamo registrato ‘Firestorm’, il primo demo, ma subito dopo mi trasferii in Nuova Zelanda. Dopo sei mesi arrivò una lettera con scritto testualmente: “Hei! Avete un contratto!”. Tornai a casa di corsa per registrare il primo full-length, ‘Soft & Stronger’. Con ‘Samurai’ siamo arrivati al quinto album in studio.

Abbiamo all’attivo due tour europei e uno da headliner in Germania, Austria e Svizzera. Suoniamo dal vivo quasi tutti i weekend e da tre anni a questa parte viviamo grazie alla nostra musica. ‘All You Need Is Love’ e ‘Have A Nice Trip’ sono stati due album di successo, in Germania sono anche entrati in classifica!”

‘Samurai’ propone il consueto mix di stili che vi distingue. Cosa pensi che lo differenzi di più dai precedenti album?

“Beh, innanzitutto lo abbiamo registrato in un nuovo studio in Danimarca. E’ un disco molto più organico e carico d’intensità. Non abbiamo tagliato proprio niente, lo abbiamo registrato come se fossimo stati in presa diretta. Sono state ritoccate solo alcune parti di chitarra ma nulla di più, ed abbiamo ottenuto il nostro disco più “heavy” in assoluto. Cosa più importante, ci sono molte nuove influenze, nell’ultimo periodo siamo cresciuti molto sia come musicisti sia come compositori.”

Personalmente trovo che i Die Apokalyptischen Reiter possano piacere sia ai fan dei Rammstein che a quelli dei Manowar. Trovi azzardata la mia affermazione?

“Assolutamente no. Ci sono tre tipologie di pubblico che ci seguono: i metallari più estremi, gli skaters e le casalinghe.”

Da cosa siete stati più ispirati per la stesura del nuovo album?

“Non tanto da questa o quella band o da un tipo di musica particolare, ma piuttosto dalla vita stessa. Non c’è niente di più stupefacente, folle, bellissimo e paradossale della vita, che è la nostra principale influenza. Quando scrivo una canzone mi lascio ispirare da cose che mi sono realmente accadute. Siamo cresciuti ascoltando di tutto, dai Kreator ai Napalm Death, ma nulla ci ha ispirati come la vita stessa. Ho viaggiato e viaggio tuttora molto, ovunque vado raccolgo un po’di cultura e ne faccio tesoro.

In Australia avevo come compagno di viaggio un signore che veniva da Israele che per tutto il tempo ascoltava musica araba. Sono tornato a casa e ho scritto la canzone ‘Fatima’. Sono stato in Spagna e sono tornato con le idee che mi hanno portato alla stesura di ‘Baila Conmigo’. I testi sono realistici, parlo di cose che sono realmente accadute o di come le vedo io. Ogni album è una sorta di diario musicale in cui non trattiamo mai un unico argomento ma parliamo di cose differenti legate a precisi stati d’animo. Questo perché nessuno può essere triste, arrabbiato o felice per un anno intero, non trovi?

‘The Silence Of Sorrow’ parla di un mio ex amico al quale ora sto veramente antipatico e che cerca di ostacolarmi. ‘Per Aspera Ad Astra’ significa che bisogna affrontare dispiaceri per poi godere il bello della vita, simboleggiato dalle stelle. ‘Roll My Heart’ parla di un ragazzo che conosco che viaggia per il mondo per aiutare la gente. Lo sento spesso e mi tiene informato su come vanno le cose in alcuni paesi dove le persone hanno bisogno di aiuto.

Insomma, per farla breve: prendi una pizza quattro stagioni e mettici dentro tutto quello che trovi in cucina!”

I due album precedenti avevano titoli lunghi e sibillini come ‘All You Need Is Love’ e ‘Have A Nice Trip’. Questa volta una parola semplice e diretta: ‘Samurai’. Perché?

“Diciamo che il titolo di ogni album riflette lo stato d’animo del momento. ‘All You Need Is Love’ è stato il nostro album più estremo in cui abbiamo messo tutta la nostra rabbia e lo sconforto. In quel periodo prendevamo droghe, non farmici pensare, la mia testa era quasi fottuta. Era un grido di aiuto, gridavo a tutti il mio bisogno d’amore. ‘Have A Nice Trip’ è invece una sorta di viaggio, ogni canzone parla di aspetti differenti della vita.

Perché ‘Samurai’? Beh, da un lato il titolo parafrasa la disciplina ferrea di questi guerrieri e la loro lealtà, dall’altro la dedizione che essi avevano per la musica, l’arte e la poesia. Tutti elementi che fanno parte del nostro quid sonoro. Non ci sono canzoni particolari in ‘Samurai’, ma vorrei citare comunque ‘Barmherzigkeit’ e ‘Hey Ho’, dove ci sono delle venature orientali. Il nostro produttore possiede una collezione di strumenti orientali e alcune volte abbiamo fatto delle jam utilizzandoli. Ci siamo lasciati influenzare anche da questo.”

Ora vorrei parlarti di alcune canzoni che mi hanno davvero impressionato: la prima è ‘Reitermaniacs’, che suona decisamente epic metal, non trovi?

“Certo che sì! Il brano è dedicato ai nostri fan e in particolare al fan club della band che si chiama appunto ‘Reitermaniacs’. Quei ragazzi sono veramente fusi, ci sostengono e ci seguono ovunque, alcuni di loro ci hanno visti dal vivo per più di venti volte e alcune settimane fa ci hanno seguito anche in Norvegia! Una volta all’anno organizzano un meeting con la band. In quell’occasione non suoniamo ma stiamo in mezzo a quei ragazzi, parliamo, beviamo insieme e facciamo un sacco di cazzate! Questo è uno degli aspetti più belli del nostro lavoro!”

Un’altra è ‘Lazy Day’, un inaspettato pezzo molto orientato verso il blues e il jazz.

“Mi è venuto in mente quel pezzo mentre ero in vacanza in Portogallo. Ero disteso sulla spiaggia e mi rilassavo, guardavo il mare e nient’altro. Quando sei così rilassato non ti vengono in mente dei riff particolarmente heavy… ‘Lazy Day’ è l’ottavo brano di ‘Samurai’, dopo sette canzoni compatte arriva come un invito a passare in nostra compagnia le prossime vacanze estive!”

E’ previsto un tour dopo l’uscita dell’album?

“Certo amico, porteremo i nostri culi a spasso per un bel po’! Fino a Marzo sono già state pianificate ben quaranta date. In Italia arriveremo a Luglio o giù di lì.”

Nel 2003 suonaste in Italia in occasione del No Mercy Festival insieme a Testament, Marduk e Death Angel. La reazione del pubblico però fu abbastanza tiepida. Secondo te perché?

“Non mi risulta…Anzi, possiedo ancora una foto che ho fatto dal palco con quelle centinaia di mani alzate. Non ci aspettavamo un calore e un supporto del genere in un paese dove non siamo ancora ben conosciuti. (Già, e il lancio di lattine di birra per convincere il pubblico a seguire lo show? N.d.a.)”

Bene, per noi è tutto. Prima di lasciarci ti chiedo un ultimo commento su ‘Samurai’.

” ‘Samurai’ è il nostro lavoro più carico di feeling positivi! Se volete amare, odiare, combattere, rilassarvi, ridere o perdonare qualcuno non lasciatevelo sfuggire!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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