Tribuzy: Band Superstar – Intervista a Renato

Renato, la prima domanda è molto semplice ed ovvia: perché questo progetto?

“Circa quattro anni fa lasciavo la mia vecchia band e avevo iniziato a scrivere un album di musica soul insieme a Kiko (chitarrista degli Angra); però lui dovette abbandonare poiché aveva iniziato a scrivere i brani di ‘Rebirth’ e mi chiese di finire di comporre il disco da solo. Io ho proseguito il lavoro, ma ho praticamente cambiato lo stile delle canzoni fino a creare ‘Execution’, un album di heavy metal che non centra nulla con quello che avevamo iniziato a fare.

Così un bel giorno ho chiamato Kiko al telefono e gli ho detto: “Ciao fratello, ho finito di scrivere l’album come mi avevi chiesto, ma ora che ho finito in realtà si tratta di un album di puro heavy metal e non c’è più niente di soul. Vuoi ancora suonarci?”

Egli rispose di si sghignazzando e così iniziò a prender piede veramente il progetto Tribuzy e la ricerca dei vari ospiti che ne fanno parte.”

La seconda domanda è ancora ovvia ma interessante: come hai precisato nel tuo album ci sono tantissimi ospiti di rilievo. Come hai fatto a contattarli uno per uno ed ottenere la loro collaborazione?

“L’idea si è sviluppata durante la composizione dei brani; mentre scrivevo i pezzi conoscevo ed incontravo alcuni artisti che hanno fatto parte del progetto e così quando il processo di composizione è finito ho invitato gli artisti conosciuti nel frattempo.

Per realizzare il tutto mi sono armato di molta pazienza perché anche solo per parlare con alcuni di loro ho dovuto attendere anche 20 giorni perché magari si trovavano in tour.

Kiko Loureiro (Angra) è un mio grande amico sin da quando avevamo 15 anni ed è stato il problema minore contattarlo, mandargli qualche pezzo e convincerlo a collaborare.

Poi è arrivato il turno di Roy Z (Bruce Dickinson); l’ho incontrato al party per l’album ‘Rebirth’ degli Angra; in quest’occasione abbiamo parlato un po’, ci siamo scambiati i numeri di telefono ed abbiamo in seguito chattato; approfittando di uno di questi momenti gli ho chiesto se voleva suonare sul disco e lui ha accettato.

In seguito è venuto anche Kiske; abbiamo diversi amici in comune e non è stato difficile contattarlo e accordarci.

Con Grapow ho suonato qui in Brasile e quindi conoscendolo gli ho subito parlato del progetto.

Mat (sinner) e Ralf (Scheepers) li ho contattati solo dopo aver deciso di coverizzare ‘Nature Of Evil’ (Sinner); ho scritto loro proponendo di intervenire nella cover del pezzo e loro mi hanno risposto che si trattava di una buona idea.

Chris è entrato nel gruppo per sostituire Magnus (Hammefall) che non poteva prender parte al progetto; ho conosciuto Chris grazie al mio tour manager.

Bruce Dickinsone è arrivato per ultimo, ah, ah… del resto lo seguivo da quattro anni. L’unico motivo per il quale sono riuscito a contattarlo sono gli amici che abbiamo in comune, in particolare Chris, che gli ha dato il demo della song che lui canta su ‘Execution’ parlandogli del progetto e del fatto che io lo volevo sul disco.

Poi Bruce è venuto a suonare in Brasile per il ‘Dance Of Death’ tour e Roy Z (Bruce Dickinson) gli ha dato il mio numero di telefono e così… BUM! Quattro ore dopo stavo parlando al telefono con Bruce Dickinson; è stato molto “cool”!”

Ora potresti descriverci il quoziente di professionalità e lo stile dei vari ospiti presenti sull’album?

“Penso che ognuno di loro sia estremamente professionale ed è molto difficile parlare del loro stile; sono tutte persone che suonano in modo perfetto il loro strumento e questo alla fine è ciò che conta.”

Durante la registrazione/realizzazione dell’album hai incontrato qualche problema con alcuni degli ospiti presenti?

“No, ciascuno di loro è stato molto professionale e gentile; ho potuto imparare molto da ognuno di loro.”

Probabilmente non risponderai mai a questa domanda, comunque… chi è secondo te il miglior musicista di quelli che hanno collaborato con te? Intendo quello o quelli che hanno realmente capito ciò che volevi realizzare e trasmettere con le tue canzoni…

“Ah, ah, ah… in effetti non posso risponderti… perchè è impossibile; sono stati davvero tutti perfetti in questo album; Bruce, Kiske e Mat hanno cantato con l’anima; Roy, Kiko, Roland hanno suonato la loro chitarra proprio come le canzoni richiedevano.

Ok, poso dirti che chi ha capito veramente cosa volevo era Gustavo, perché ero sempre al suo fianco durante le fasi registrazioni del disco e gli dicevo come volevo ogni cosa… ah, ah, ah!!”

L’artwork della copertina è molto drammatico e brutale. Chi è l’uomo dipinto nell’illustrazione? Qual è il significato di questa immagine?

“L’uomo? L’uomo al centro dell’immagine rappresenta ognuno di noi, immerso nel mondo di oggi. Il disegnatore è Gustavo Sazes, un ottimo illustratore brasiliano.

La copertina riflette molto del significato più profondo dell’album , legato al mondo in cui viviamo oggi, dove si dichiara guerra ad uno stato perché sospettato di detenere armi nucleari, oppure dove altri stati propagandano il terrorismo per terrorizzare il mondo occidentale creando le basi per far crescere sempre di più il terrore.

Viviamo in un tempo in cui dichiarare sentenze di morte verso le persone è sempre più semplice, ma dovremo fermare tutto ciò prima che la sentenza finale non raggiunga la razza umana.

La persona al centro della copertina rappresenta l’umanità di oggi, senza colore o speranza, con il proprio spirito distrutto dalla paura.”

Nei ringraziamenti del booklet inserisci prima di tutto Dio. Sei cristiano? I temi dei tuoi testi vengono affrontati da un punto di vista cristiano?

“Non sono cristiano, ma credo in un Dio, non il Dio delle bibbie e tutto il resto. Io credo nel Dio che vive in me e mi dà la forza di andare avanti. Non conosco la sua faccia, il suo colore, posso solo sentirlo, sentire la sua presenza, per questo ritengo di dover ringraziare prima di tutto Lui, perché tutto quello che ho realizzato qui è stato grazie al Suo aiuto.. e se sono riuscito a realizzare un album come questo significa che i miracoli esistono davvero, ah, ah, ah.”

Hai lavorato anche con Dennis Ward, che ha suonato il basso in un pezzo e ha dato il proprio contributo come produttore. E’ stato difficile produrre un CD come ‘Execution’?

“Si, è stato difficile. Io ho prodotto l’album e Dennis ha cominciato a lavorare all’album durante le fasi di mixaggio e alle sessioni di masterizzazione; ha capito subito cosa si voleva realizzare e ha dimostrato di essere un vero genio nel suo campo.”

Per il progetto Tribuzy hai anche una band da studio. Ciò significa che ci sarà la possibilità di vederti dal vivo?

“Assolutamente si; abbiamo iniziato da poco il tour qui in Brasile; in novembre andremo a registrare un DVD con vari ospiti dell’album come Bruce, Mat e quasi tutti gli altri tranne il solo Kiske; di conseguenza continueremo a suonare molto dal vivo e spero che raggiungeremo anche l’Italia molto presto.”

Ok Renato, saluta i fan italiani dicendo loro per quale motivo dovrebbero prendere l’album ‘Execution’.’

“Hummm… perchè? Perchè è grande, è un album serio e rispettoso degli ascoltatori, non è un CD per procacciare soldi; se amate davvero il metal dovere avere ‘Execution’.

Saluti e che Dio vi benedica tutti!”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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