Bakerteam Records: Intervista ad Angelo Mora ed Enzo Mazzeo

E’ con piacere che pubblichiamo l’interessante chiacchierata coi ragazzi di Bakerteam Records, in occasione del festival da loro organizzato. Una buona occasione per gettare uno sguardo da insider sulla vita, la storia e gli eventi che gravitano attorno a questa valida etichetta indipendente nostrana.

Ciao ragazzi, e benvenuti sulle pagine di Metallus. L’occasione per fare due chiacchiere non potrebbe essere delle migliori, ovvero il Bakerteam Festival, che riunisce sotto un unico palco (e a prezzo ridotto) alcune delle migliori band del vostro roster. Com’è nata questa bella iniziativa metallica?

Angelo Mora: Grazie per l’accoglienza, è un grosso piacere farvi visita. L’idea del Bakerteam Festival è nata nei primi mesi del 2013. A quasi tre anni di distanza dalla prima riunione in cui si progettò una sottoetichetta della Scarlet Records dedita alle migliori realtà dell’underground nazionale e non, ma soprattutto dopo aver già pubblicato oltre venti titoli in questo lasso di tempo, abbiamo deciso di fare uno sforzo in più per celebrare degnamente la nostra attività.

L’evento, ospitato sabato 25 maggio, presso l’accogliente cornice della Rock’N’Roll Arena di Romagnano Sesia (NO), vede la partecipazione di realtà metalliche vecchie e nuove, come Cadaveria, Gory Blister, Bejelit, Malnàtt, Lahmia e una manciata di altri gruppi, dando l’idea di una selezione improntata a soddisfare tutti i palati musicali, dal gothic al black, dal thrash al death. Quali sono, in questo senso, le vostre attuali teste di serie?

A. M: Per carriera, prestigio, carisma e – non ultimi – risultati commerciali, Cadaveria e Gory Blister sono le punte di diamante della Bakerteam Records. Dietro di loro c’è una folta batteria di band più giovani e altrettanto talentuose: sia nel filone heavy metal classico, sia in quello estremo. Si va dal power incendiario dei Bejelit – reduci da un’intensa campagna dal vivo sulla scorta dell’ottimo “Emerge” del 2012 – al black melodico e dissacrante dei Malnàtt, dallo scintillante death di stampo svedese dei Lahmia al black spietato e senza compromessi degli Stigmhate, dalle sonorità crossover e filo-americane dei Rhope al “fantasy-power” progressivo dei Wind Rose, per arrivare infine alla melodia contagiosa del suono moderno dei The Ritual. Sarà quindi un festival piuttosto vario e stimolante dal punto di vista stilistico, così come vario e stimolante è l’assortimento della scuderia dell’etichetta.

L’occasione del Bakerteam Festival ha anche un altro importante risvolto, ovvero la possibilità per le band emergenti di incontrarvi direttamente, in quanto etichetta, proponendo una sorta di open day fra domanda e offerta, che certamente non potrà che avere buoni sviluppi, in termini di reti di contatti e relazioni. Davvero un’ottima idea, che riscatta alla grande il ruolo del contatto umano, in un’epoca così pesantemente influenzata dalla tecnologia e dai soliti tre schermi che ci ritroviamo a fissare ogni giorno (tv, pc, telefono). Cosa ne pensate?

A. M: La vostra domanda contiene già la migliore risposta possibile. Infatti, saremo a disposizione dei gruppi che desidereranno incontrarci per conoscerli di persona, parlare della loro musica e magari sviluppare i presupposti di un’eventuale collaborazione futura. Niente contro le e-mail e la tecnologia in generale, ma pensiamo che “metterci la faccia” – letteralmente! – abbia ancora un senso.

Facciamo un passo indietro, raccontateci quando e come è nata l’avventura e l’esperienza Bakerteam Records.

Enzo Mazzeo: Come si è già detto, l’idea che ci ha portati a creare Bakerteam nasce almeno tre anni fa, per poi diventare realtà nell’autunno 2011 quando uscì il primo titolo marchiato Bakerteam (ovvero il bellissimo debutto degli israeliani Red Rose dal titolo “Live The Life You’ve Imagined”). Intendiamo l’etichetta come una vera e propria costola della Scarlet, visto e considerato che fa parte della stessa società e si avvale della stessa struttura distributiva e promozionale. Con la Bakerteam intendiamo dare rilevanza ai generi musicali più disparati e alle realtà più prettamente underground che, all’interno del roster di un’etichetta consolidata e dai connotati stilistici piuttosto definiti come la stessa Scarlet, verrebbero per mille motivi “sacrificate”. In un lasso di tempo relativamente breve, la Bakerteam è riuscita a ritagliarsi uno spazio autonomo all’interno di una scena musicale parecchio affollata di band e addetti ai lavori. La cosa ci fa enormemente piacere.

Mentre per quanto riguarda l’origine del nome? Sono certo che c’è un aneddoto interessante dietro.

E. M: Per capire l’origine del nome “Bakerteam” basterebbe riguardarsi un “certo” film d’azione americano uscito nel 1982 (ndr. Il riferimento è a “Rambo, First Blood”), che riscosse un successo planetario ed è ancora oggi oggetto di culto per molti. In lingua originale, ovviamente.

Come si compone il vostro team e cosa comporta la vostra giornata tipo?

E. M: il nostro è un team parecchio affiatato, in larga parte condiviso con Scarlet, appunto, e che prevede tutti i settori di cui tradizionalmente si compone un’etichetta indipendente: ci sono essenzialmente persone che si occupano di gestire i rapporti contrattuali con gli artisti, altre che curano quelli con i distributori e altre ancora le attività promozionali. Alcune funzioni altrettanto importanti vengono poi delegate a collaboratori esterni, anche se legate a noi da un rapporto continuativo, come i grafici per esempio. Ognuno di noi ricopre un ruolo a suo modo essenziale che, spesso, si interseca con quello degli altri. La nostra giornata tipo è parecchio indaffarata e soprattutto slegata da quelli che sono i normali orari di ufficio in altri ambiti. Nel nostro settore capita regolarmente di essere impegnati anche di sera o addirittura di notte, piuttosto che durante i weekend o nei giorni tradizionalmente festivi. Questo è un lavoro che di base richiede tanta passione.

Rispetto al lavoro di scouting e selezione di nuove band, avete delle linee guida e dei parametri di scelta oggettivi, o vi affidate solamente al feeling e al gusto personale?

E. M: Il feeling che si instaura con una band o il gusto personale sono essenziali quando si parla di musica e di arte in generale, ma per noi è altrettanto importante selezionare artisti che credano in loro stessi almeno quanto noi. Al giorno d’oggi una band che vuole avere una chance reale deve essere motivatissima e, dunque, presentarsi con un progetto grafico accattivante, un’immagine altrettanto forte, una buona attività live e, soprattutto, la voglia di sacrificarsi e imparare dai propri errori. Viviamo in un’epoca altamente concorrenziale, in tutti i settori, figurarsi in questo. Per ottenere risultati dobbiamo tutti quanti remare nella stessa direzione. E lavorare duramente.

Quanto è difficile, in questo momento di crisi generalizzata e di tagli al superfluo, proporre un prodotto che si sta smaterializzando e marginalizzando sempre più?

A. M: Proporlo non è difficile, venderlo sì. Al momento resiste ancora un dignitoso zoccolo duro di appassionati che non rinuncia al formato CD, mentre il mercato digitale è in lenta, costante e confortante crescita. Un possibile scenario del futuro potrebbe prevedere che lo zoccolo duro di compratori di CD pretenda sempre più spesso una versione deluxe del prodotto, e che il pubblico più giovane e generalista si rivolga ai formati digitali con maggiore frequenza. I due mondi potrebbero così coesistere più o meno felicemente, garantendo alle case discografiche gli introiti necessari per portare avanti la propria attività senza eccessivi affanni economici.

Dal punto di vista delle band, attualmente le label ricoprono sostanzialmente il ruolo di finanziare le registrazioni e il marketing dell’album, mentre i possibili ricavi diretti restano legati al merchandising e ai live. I rapporti, sia umani che commerciali, non si stanno in questo senso sfilacciando e sfaldando, andando sempre più verso una sorta di mera agenzia di marketing multimediale?

A. M: Perdonate il cinismo: con le attuali cifre del mercato discografico nel quale ci muoviamo, “finanziare le registrazioni” è francamente impossibile nella quasi totalità dei casi. Dunque una volta ascoltata, valutata e apprezzata una band che si presenta con un lavoro finito, inizia una trattativa volta alla pubblicazione del disco in questione. Se l’esito è positivo, a quel punto il nostro lavoro si svolge essenzialmente in tre fasi: la stampa del CD, la sua distribuzione mondiale (sia fisica, sia digitale) e la sua promozione. Non sappiamo se i rapporti umani e commerciali stiano andando a sfilacciarsi, in questo senso. Pensiamo che, una volta messo in chiaro il tipo di servizio che offriamo, esistano solamente due modi per svolgere il nostro lavoro: bene o male. L’obiettivo è quello di svolgerlo sempre bene. Semplice, ma non troppo.

Quali sono i prossimi progetti marchiati Bakerteam Records?

A. M: la fresca ristampa con bonus-track di ‘Horror Metal’ di Cadaveria (a testimonianza di un gratificante successo di critica e pubblico) e la recente pubblicazione del secondo album dei Soul Of Steel – power metal melodico e orecchiabile nella migliore tradizione tricolore – e del debutto dei Mechanical Swan – una band dalle atmosfere suadenti e oscure che si muove tra metal moderno e dark rock. Nel frattempo stiamo trattando con diversi altri gruppi nostrani che, a nostro avviso, hanno il potenziale necessario per farsi notare nella scena mondiale.

Se doveste descrivere Bakerteam Records con un solo aggettivo, quale scegliereste?

A. M: Laboriosa.

Ok ragazzi, grazie della pazienza e della disponibilità, ma soprattutto dell’occasione di convivio, divertimento e buona musica offerta dal Bakerteam Festival, iniziativa che spero diverrà un appuntamento fisso del calendario live metallico. A voi lo spazio dei saluti.

A. M: Grazie a voi. Un saluto ai lettori di Metallus.it e un invito a scoprire il lavoro della Bakerteam Records, partecipando al festival del 25 maggio o anche solo conoscendo meglio il nostro roster presso il sito Internet ufficiale www.bakerteamrecortds.com e la relativa pagina ufficiale Facebook.

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