Backyard Babies: “Wasted Years” – Intervista a Dregen

Four By Four” il nuovo album degli svedesi Backyard Babies verrà pubblicato il prossimo 28 agosto, cinque anni dopo il break improvviso che aveva mandato nello sconforto totale i fan del gruppo.

Fortunatamente la band è di nuovo in pista più agguerrita di prima e da poco ha pubblicato il singolo “Th1rt3en Or Nothing”, un concentrato esplosivo di rock’n’roll all’ennesima potenza che non farà rimpiangere il vecchio materiale, di questo e di altro ancora abbiamo parlato con Dregen chitarrista della band.

Iniziamo parlando del vostro nuovo album “Four By Four”. Raccontaci come sono andate le cose e come è stato tornare a lavorare con i ragazzi.

Oh sai è stato meglio di quanto sperassimo, intendo, tutta questa cosa non è stata progettata. Nel 2010 decidemmo di prenderci una pausa. Ci siamo sentiti come se avessimo avuto bisogno di quello stop altrimenti penso che la band si sarebbe davvero divisa, eravamo così stanchi, non di noi, ma stanchi di suonare e stanchi di tutto. Eravamo costantemente on the road da quando praticamente abbiamo formato il gruppo nel 1989 a maggior ragione dopo il 1998 quando la band è decollata. Sono davvero contento che ci siamo presi quella pausa e che ci siamo detti che il break poteva durare dieci mesi, un anno, o quattro o cinque anni come è stato. Poteva durare dieci anni finchè noi non saremmo stati pronti. Abbiamo sempre saputo che questo non è un… non mi piace la parola ritorno perchè la band non si è mai sciolta, abbiamo sempre detto che ci sarebbero stati nuovi album e tour dei Backyard Babies, ma solo non sapevamo quando. E l’estate dell’anno scorso abbiamo iniziato a parlare. Io ero in tour per il mio disco solista e nel frattempo durante la pausa abbiamo fatto un bel po’ di roba di quel tipo e poi abbiamo discusso che potevamo iniziare a comporre e suonare di nuovo e lo abbiamo fatto. Abbiamo incominciato a scrivere l’album a settembre e l’intero disco è stato registrato e finito a maggio e ci siamo divertiti molto. Abbiamo scoperto che non era affatto difficile suonare di nuovo insieme.

E’ tutto materiale nuovo o c’è anche qualche cosa di scritto in passato per i precedenti lavori?

No tutto materiale nuovo.

Ascoltando l’album si ha la sensazione di un ritorno prepotente alle origini, ad un approccio più semplice e diretto senza fronzoli, soprattutto nel primo singolo che è uscito. Cosa ci puoi dire riguardo a questo tipo di sound?

Io credo che una band che suona da quasi ventisette anni e che ha la stessa line-up deve fare un album come questo. Volevamo farlo ma lo pensava anche il nostro produttore che si chiama Jacob Hellner. Quando ha iniziato ad ascoltarci in sala prove ad ascoltare i brani, ha pensato davvero che fossimo diventati musicisti migliori dopo il break. Voleva fare come hai detto tu un album semplice e diretto e in definitiva “Four By Four” è l’album in cui usiamo meno canali per le registrazioni, c’è la batteria, due chitarre, il basso e la voce e alcune sovra incisioni per le chitarre soliste, ma è molto semplice. Avevamo fatto album in precedenza dove entrava in gioco il coro e avevamo in uscita altre otto chitarre, come una grande produzione, ma quando ascolto questo nelle cuffie, quando chiudo gli occhi posso effettivamente vedere un band di fronte a me che suona.

Parlando delle canzoni dell’album ho scelto tre brani di cui vorrei discutere con te, il primo è “Bloody Tears” e credo sia più melodico rispetto al vostro tipico trademark e parlando con gli altri ragazzi della webzine mi hanno detto che è più simile all’album solista del vostro cantante Nicke. Pensi che questo tipo di esperienza dei vostri album solisti in qualche modo abbia inciso sul sound del nuovo album dei Backyard Babies?

Non lo so davvero perchè nei Backyard Babies c’è il 100% di democrazia. Se io ho un’idea e gli altri tre ragazzi dicono di no, il voto sarà no perchè sono tre contro uno. Abbiamo composto entrambi in questo album, principalmente io e Nicke scriviamo i pezzi ma credo che in realtà Nicke abbia scritto più di me in questo disco; quando però si parla di produzione e degli arrangiamenti della musica, forse sono io quello che ha fatto di più. Sono un po’ un produttore in un certo senso. Amo produrre. Se ho un’idea di come dovrebbe suonare la chitarra ritmica o di quanto alto dovrebbe essere il volume me ne occupo io di cose di questo tipo. Stavo dicendo che volevamo fare un disco più diretto e credo che anche il mio album solista lo sia, così non so, forse agli altri ragazzi è piaciuto il mio solo album, non saprei. Ma d’altra parte come hai detto tu per quanto riguarda il brano “Bloody Tears” non avevamo mai fatto canzoni come questa dai tempi di “Making Enemies Is Good” del 2001. Avevamo un pezzo composto con Tyla dei Dogs D’Amour intitolato “Painkiller”. Io credo che in “Four By Four” ci sia qualche cosa per far felice ogni fan dei Backyard Babies. Puoi trovare del sound old school, del materiale più pesante, del materiale più punk rock, ma puoi trovare anche il futuro perchè in composizioni come “Th1rt3en Or Nothing” o in un brano chiamato “Walls” c’è un sound che non abbiamo mai avuto prima, così credo ci sia un po’ del futuro dei Backyard Babies.

La seconda traccia di cui volevo discutere con te è “Wasted Years”. Ha un forte impatto credo sia il brano più forte del disco. Di che cosa parla il pezzo e cosa significa il titolo? E’ riferito alla vostra storia?

Non proprio. E’ buffo perchè io e Nicke abbiamo scritto il brano e il testo. Amo comporre i testi quando puoi avere due versioni della storia, così sta agli ascoltatori decidere di cosa parla il brano; in generale comunque è riferito al posto dove siamo nati, nella stessa città in un piccolo paese a sud della Svezia. Molte persone hanno talento o hanno dei sogni, e parlano dei loro sogni, vanno avanti con le loro vite, ma poi quando compiono i sessanta anni sono ancora bloccati nello stesso villaggio e non hanno davvero realizzato il loro sogno, ma quando sento Nicke cantare “Wasted Years” penso a tutti i suoi anni sprecati quando era ubriaco e devastato, perchè Nicke oggi è sobrio e si sente bene al riguardo, così rido sempre quando lo sento cantare il ritornello perchè ripenso al passato.

Il terzo brano che voglio approfondire è “Walls”, credo sia il brano più strano dell’album per il suo outro insolito, con questo mood drammatico. Cosa puoi dirmi, qual è l’idea principale dietro a questo mood drammatico, molto diverso dal materiale più divertente che avete realizzato in passato?

No lo so abbiamo provato a creare un nuovo genere, magari chiamato prog-sleaze, progressive sleaze. (ride) In realtà è stato Nicke a comporre il brano, non che fosse un cattivo brano ma era un po’ prevedibile, era più o meno un blues ed era un buon brano ma non aveva quella cosa in più che volevamo. Il testo parla delle droghe, di come le droghe prendono il sopravvento e di come diventi quando sei sballato e cose di questo tipo. E’ un po’ come hai detto tu, uno strano testo riguardo le droghe e volevo assicurarmi che la musica si adattasse così ho tirato il contrabbasso come fosse un basso jazz. Volevo avere una spruzzata di Twin Peaks e l’outro ha questo stile romantico-italiano che ricorda il Padrino mixato con del death metal o qualcosa di simile.

Avete suonato ad alcuni festival estivi. Che tipo di feedback avete ricevuto dal pubblico?

E’ stato fantastico. Sono così contento perchè quando stavamo tornando assieme il mio stato mentale non era dei migliori: mi vedevo in piedi sulla strada a Stoccolma che portavo dei volantini dicendo: “Hey c’è un gruppo che si chiama Backyard Babies che suonerà in cantina”. Pensavo che nessuno si ricordasse di noi, ma è stato totalmente l’opposto ed è figo. C’è come una nuova generazione che non ha visto prima i Backyard Babies, forse avevano diciotto o diciannove anni quando ci siamo presi una pausa e non potevano entrare nei club. E’ stato grande. Credo che abbiamo fatto finora diciassette festival. Abbiamo suonato in tutti i più grandi d’Europa.

Parlando in generale dell’industria musicale, sappiamo che ci sono sempre meno vendite di dischi e cose di questo tipo. Credi che sia ancora importante far uscire un nuovo album come il vostro o pensi sia solo un modo per poter suonare dal vivo?

Per quanto mi riguarda amo i dischi, amo anche le canzoni, ma quando davvero voglio ascoltare qualche cosa mi piace sentire un intero album, sono un po’ vecchia scuola in quel modo. Mi piace il lato A e il lato B. Compro ancora i vinili, ma d’altra parte sono anche un grande fan dei servizi di streaming specialmente per un musicista sempre in tour come me. E’ sempre difficile portarsi dietro un sacco di dischi quando sei in tour o devi volare, sai è comodo che puoi ascoltare musica on line e hai questa enorme libreria di musica nuova che puoi consultare, ma al giorno d’oggi compro ancora dischi, non tanti come facevo prima, ma solo gli album che davvero amo. Per esempio se ascolto qualche cosa su Spotify e mi piace per davvero allora si poi lo compro. Ma più che altro è perchè sono diventato padre. Quando non ci sarò più voglio lasciare qualche cosa per mio figlio, voglio lasciargli qualche cosa di mio, perchè sono stato un musicista, voglio che scopra cosa ascoltavo. Cosa dovrebbe fare? Capire cosa sentivo sui siti di streaming? Voglio che ascolti i miei dischi, qualche cosa a cui possa fare riferimento. Tornando alla tua domanda, è anche un modo di pensare un po’ da conservatore e forse credo sia anche bello. E’ sempre una grande sfida per un gruppo creare un album, sono molto felice quando ho finito di lavorarci, ma forse in futuro i Backyard Babies faranno uscire un EP a quattro, cinque tracce, sono un grande fan degli EP e poi potremmo andare in tour a promuovere quell’EP. E’ come dire amo i quadri ma ogni dipinto deve avere una cornice e deve essere quadrato, ma perchè il quadro non può essere rotondo e senza cornice? Perchè non puoi dipingere una fottuta sedia? E’ musica, non c’è nessuna legge o obbligo. Penso che c’è lo dirà solo il futuro. Credo anche che ci siano molti trend perchè la nuova generazione di giovani non è cresciuta con gli album. Ascoltano le canzoni e le playlist, così è una cosa nuova, ma forse tra dieci anni le persone scopriranno, i giovani scopriranno nuovamente gli album.

Stai parlando del vinile, da quello che abbiamo capito sei un collezionista, “Four By Four” uscirà in vari formati, anche in box set. Cosa ci puoi dire riguardo queste diverse edizioni dell’album?

Intendo è la stessa musica, ma c’è qualcosa per tutti. Non stiamo cercando di forzare le persone all’acquisto dell’album dicendo che dovete comprare il vinile . Per me va bene anche se preferite ascoltare l’album tramite un link di streaming o se volete acquistarlo su iTunes, potete anche comperare il cd o il vinile. Il boxset uscirà in cinque singoli vinili in picture disc e riceverete una bella confezione, con il CD incluso, una bella cartolina stampata, una t.shirt esclusiva ecc.

E’ un qualche cosa che potete tenere in mostra nella vostra libreria e addirittura ha un bel aspetto come un piccolo tesoro in casa. Ma poi, naturalmente è un grande disco e in dieci anni questa cosa varrà un sacco di soldi.

Si credo di si. A Novembre ritornerete in Italia per un concerto a Milano. Che tipo di show possiamo aspettarci da voi e che tipo di scaletta suonerete?

Non lo so non abbiamo ancora iniziato a discutere della set list perchè al momento stiamo più suonando una specie di greatest hits, perchè nei festival alle volte hai a disposizione solo quaranta, quarantacinque minuti o un’ora e abbiamo solo suonato “Th1rt3en Or Nothing”, il nuovo singolo, ma di sicuro suoneremo più brani dal nuovo disco, ma credo anche che le persone sarebbero deluse se solo suonassimo il nuovo album e due brani da “Total 13” e niente altro. Quindi credo che avrete un best of, qualche nuovo pezzo e forse per i fan più accaniti alcuni brani, alcune b-side, qualsiasi cosa. Potete aspettarvi una band ancora più energica di quella che avete visto in passato. Solo perchè abbiamo quaranta anni non significa che rimaniamo seduti come quattro vecchi e grassi svedesi. Siamo sempre gli stessi, siamo sempre una fottuta esplosiva rock’n’roll band.

Ok Dregen un’ultima domanda. Pensi di rilasciare qualche cosa di nuovo come artista solista o è un’esperienza accantonata?

Assolutamente no, non è qualcosa di concluso. Credo che il futuro dei Backyard Babies sia di andare molto in tour per “Four By Four”, ma magari il prossimo disco potrebbe essere non so un nuovo album solista di Dregen anche se adesso finalmente i Backyard Babies sono diventati come una nave madre e possiamo fare molte altre cose. Ci saranno più album dei Backyard Babies, così come spero che noi due potremmo parlare tra venti anni del nostro nuovo disco. Chi lo sa forse i Backyard Babies saranno i nuovi Rolling Stones.

Ok Dregen questa era l’ultima domanda, grazie per l’intervista.

Grazie, grazie, grazie (detto in italiano) spero di vedervi a novembre.

Se vuoi puoi concludere l’intervista con un messaggio finale per i vostri fan italiani.

Non mancate allo show e non lasciatevi sfuggire questo disco, è bello.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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