Babymetal: “The Fox God” – Intervista con Su-metal, Yuimetal, Moametal

Da quando hanno cominciato a farsi notare anche dalle nostre parti le Babymetal hanno creato un vero e proprio polverone. Una divisione quasi manichea tra chi le segue con simpatia e chi invece le considera un vero e proprio insulto all’heavy metal e alle sue rigide tradizioni. Eppure il mondo del metal non è certo nuovo ad abbinamenti improbabili e scelte scenografiche particolarmente kitsch. E forse il segreto sta proprio nel divertirsi senza prendere necessariamente il tutto troppo sul serio. Sentiamo cosa ci hanno dichiaro le tre ragazzine giapponesi in arrivo questa settimana nel nostro paese per un concerto che promette di essere un piccolo evento, a supporto del debut album “Babymetal“.

Siete una delle band più giovani ad essersi esibita al Budokan Theater. Che è più o meno ciò che si può definire il tempio della musica rock e metal. Cosa ci puoi dire di quella esperienza così importante per delle giovani ragazza come voi?

SU-METAL: Fin da quando ero una bambina ho sognato un giorno di esibirmi al Budokan e mai avrei pensato che quel desiderio si sarebbe avverato. Ma lo abbiamo fatto e ascoltare le voci dei fan intorno a noi a 360 gradi è stato incredibile. Qualcosa che ci diceva che era tutto vero, che stiamo davvero suonando al Budokan !! E ‘stato semplicemente fantastico.

Voi siete impegnate con le parti vocali e le coreografie, ma pensate che uno di questi giorni potremmo ascoltare qualcuna di voi suonare anche qualche strumento nella band?

MOAMETAL: Non sperarci troppo! Ma parlando tra noi tre, ne discutiamo sul fatto che ci piacerebbe suonare anche alcuni strumenti. Per ora, però, stiamo lavorando duramente sul nostro ruolo di danza e canto, e in più abbiamo la scuola, naturalmente, ma se l’occasione ci sarà, ci piacerebbe sicuramente accettare la sfida con noi stesse e provare a fare anche cose nuove.

Da dove nasce l’idea di usare Kitsune come simbolo per la band? E, parlando di “Megitsune” e del suo testo, cosa pensate del ruolo della donna nella società giapponese, visto dal punto di vista di giovani donne come voi?

YUIMETAL: Mentre stavamo lavorando con le nostre lezioni di danza ci hanno mostrato il tipico segno della corna, ma noi in quel momento non sapevamo nulla di heavy metal, e all’inizio lo abbiamo scambiato per il segno della volpe. Da allora, il segno è rimasto con noi. Per quanto riguarda “Megistune”, la canzone racconta di quanto le donne siano forti, anche quando sono nel dolore o nella tristezza, riuscendo comunque a ridere e non mostrando cedimenti.

Come è stato lavorare insieme ai Dragonforce? Una bella esperienza per voi? Pensate di ripetere l’esperimento con altre band in futuro?

MOAMETAL: Abbiamo incontrato i Dragonforce un paio di volte e quando ho sentito che stavamo preparando una collaborazione con loro ero totalmente entusiasta. Grazie alle loro abilità tecniche siamo riusciti a tirar fuori una canzone favolosa, che mi piace veramente moltissimo. Non sappiamo con chi o quando la prossima collaborazione sarà possibile, ma se potessi scegliere ti dico che mi piacerebbe tantissimo lavorare con i Metallica! Personalmente mi piacerebbe anche collaborare con Taro Hakase, un incredibile violinista giapponese!

Come vi sentite nel rapporto con i fans occidentali? Avete notato molta differenza rispetto a quanto avviene con i fans giapponesi?

YUIMETAL: Penso che i fan d’oltreoceano e quelli in Giappone siano tutti uguali quando si tratta di come reagiscono a nostra musica e a ciò che facciamo sul palcoscenico. L’unica differenza che vedo è forse che i punti dello spettacolo in cui si entusiasmano di più sono po ‘diversi. Ma per me, sia in Giappone che fuori del Giappone tutto rimane molto divertente!

Come parecchie delle band di successo anche voi attirate moltissime critiche. C’è forse qualcosa che vi piacerebbe dire ai vostri detrattori per spiegare la vostra musica e far loro cambiare idea?

SU-METAL: Dico solo che noi stiamo imparando tantissimo sul Metal in questi anni e siamo costantemente alla ricerca di cose nuove che possiamo fare come Babymetal. Ci sono alcune persone che non ci vedono come una gruppo metal, ma per noi il nostro genere è solo nostro, è Babymetal! Noi continueremo a metterci tutto l’impegno per crescere e migliorare ogni volta e speriamo che ci siano sempre più persone che ci sosterranno in quello che facciamo!

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

marcella.fava

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Marcella Fava nasce a Reggio Emilia il 30 aprile 1988. Figlia d’arte, il padre è Antonio Fava, grande scrittore, regista, ma soprattutto attore teatrale e insegnate di Commedia dell’Arte di fama mondiale. La sua prima macchina fotografica è la polaroid di Barbie, all’età di 6 anni, che tutt’ora utilizza per divertimento. Le fotografie vengono fuori di qualità scarsa dati gli anni che ha, ma contengono tanta tenerezza e tanto affetto. Frequenta e si diploma presso il Liceo D’arte “Paolo Toschi” di Parma, a seguire il Centro Sperimentale di Fotografia “Ansel Adams” di Roma fino ad ottenere il Postgraduate Certificate in Professional Studies – Photography presso il Central Saint Martins – College of Art And Design di Londra, specializzandosi in reportage e fotografia analogica. Attualmente è fotografa a tempo pieno con sede a Reggio Emilia (anche se non si nega viaggi reportagistici in girando il mondo) e scatta per Metalus.it da circa 4 anni, unendo insieme alla fotografia l'altra sua grande passione, la musica!

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