Avatarium: “Hurricanes And Halos” – intervista a Jennie-Ann Smith

Gli Avatarium continuano il proprio cammino trionfale, regalandoci il terzo album sublime su tre dischi usciti fino ad ora in appena quattro anni di carriera. Dopo le nostre due precedenti interviste col simpatico chitarrista Marcus Jidell, questa volta tocca alla bravissima cantante Jennie-Ann Smith raccontarci tutto del nuovo “Hurricanes And Halos”.

Prima di tutto, come presenteresti il vostro nuovo album in poche parole ai nostri lettori?

Questo nuovo album possiede un’energia focosa e un paio di canzoni sono davvero molto dirette e rock’n’roll: siamo sempre all’interno della nostra tradizione doom, ma con un’energia impetuosa. Spero tanto che alle persone piaccia ascoltare il disco così come noi ci siamo divertiti nel realizzarlo.

In una recente intervista hai dichiarato che registrare “Hurricanes And Halos” è stato per te un vero e proprio ottovolante emotivo: cosa intendevi con questa affermazione?

Eheh! Questo è il nostro terzo album e l’unica cosa che noi volevamo creare era una musica che piacesse a noi stessi, questo era il nostro obiettivo. Quando è arrivato il momento di scrivere il materiale per il disco penso di essere stata presa dal bisogno di superare me stessa, di fare qualcosa che per me avesse davvero un significato, sia come musicista che come cantante. Dopo che lo scorso autunno abbiamo vinto un Metal Hammer Award in Germania, a Berlino, abbiamo deciso che doveva esserci un seguito. E’ stato un periodo particolare della mia vita e volevo essere in grado di mettere tutto a quanto a posto… e ci siamo riusciti! E sono molto grata per questo.

A cosa si riferisce il titolo del disco?

E’ un titolo che emerge dai testi e dagli arrangiamenti e ha una connessione anche coi nostri due precedenti album: è un riflessione sulla vita. Gli uragani e le aure, dal mio punto di vista, rappresentano una riflessione sul momento che stiamo vivendo, che è allo stesso tempo dinamico e spaventoso; sono tempi in cui le persone cercano spesso di avvantaggiarsi, di raggiungere il potere. Penso che si possano fare numerose riflessioni sul titolo del disco.

Come vedi il nuovo album in confronto con le vostre due precedenti release?

Ci sono un paio di canzoni dirette e veloci in più, anche un po’ più corte. Prima di realizzare l’album abbiamo parlato di questo, del fatto che volessimo alcuni brani che completassero le nostre setlist: quando suoni dal vivo, è grandioso avere a disposizione l’energia tipica dei pezzi veloci. Penso che siamo riusciti in quest’obiettivo e che tali canzoni si combinino bene con un paio di tracce strumentali che legano assieme l’intero album.

L’artista Erik Rovanpera, che ha disegnato la copertina del disco e ha anche realizzato l’artwork del vostro platter di debutto, ha dichiarato che essere contattato per lavorare di nuovo con voi è stato per lui un onore: come commenteresti la sua ultima opera?

Si tratta della prima cover che ho colorato io stessa, ed è stato grandioso! L’album in sé, così come la sua copertina, è molto colorato, e ciò emerge dalla maniera in cui le canzoni sono scritte, dagli arrangiamenti e dalla straordinaria collaborazione fra tutti i musicisti che hanno partecipato alla realizzazione di questo disco. Abbiamo una line-up molto forte, anche per quanto riguarda i musicisti addizionali fra i quali spicca Michael Blair, che ha suonato per noi le percussioni e ha lavorato con giganti del calibro di Lou Reed e Tom Waits. Siamo molto fortunati ad avere musicisti di questo calibro sul nostro album.

Abbiamo già potuto vedere il lyric video della nuova canzone “Into The Fire / Into The Storm” (l’intervista è stata condotta quasi due mesi prima dell’attuale pubblicazione, quando ancora non molto del nuovo album era stato diffuso, n.d.r.), una traccia veloce, potente e puramente heavy metal: quali sono le ragioni che vi hanno spinto a sceglierla come primo singolo?

L’abbiamo scelta perché penso abbia un refrain molto catchy! Non trovi anche tu? Ahah! Come hai detto, si tratta di una pura traccia heavy metal, molto rock’n’roll: penso che rimanga davvero impressa, per cui ha rappresentato una scelta naturale come primo singolo. E tu cosa ne pensi ti, ti è piaciuta?

Certamente, l’ho apprezzata molto! Come dicevamo, la trovo una canzone catchy e potente e penso sia un’ottima opener per i vostri futuri live show.

Sì, esatto!

Ricollegandoci proprio alla vostra attività dal vivo: dopo due EP e tre full-length, pensi che in un futuro prossimo possa esserci spazio per il vostro primo live album?

Sì, senza dubbio! La cosa un po’ mi spaventa perché personalmente non ho mai realizzato un album dal vivo. Il nostro secondo EP presentava però tre canzoni live, provenienti dal secondo concerto in assoluto che abbiamo tenuto in carriera: se le riascolto al giorno d’oggi le trovo ottime, per cui non dovrei essere ansiosa o spaventata. Un intero live album sarebbe insomma un grande progetto.

Se non sbaglio, per il momento non avete mai tenuto un concerto in Italia (Jennie-Ann mi interrompe a questo punto dispiaciuta dicendo “nooo, lo so!”, n.d.r.): pensi che il vostro prossimo tour possa finalmente darci l’opportunità di vedervi dal vivo nel nostro paese?

Mi piacerebbe tantissimo, io adoro l’Italia! Io e Marcus Jidell abbiamo passato vacanze romantiche in Calabria (Jennie-Ann Smith e Marcus Jidell sono moglie e marito e lui stesso ci aveva parlato di questo viaggio nella nostra prima intervista, n.d.r.), andando a Tropea un paio di volte, ma siamo anche stati in altri posti: l’Italia è un paese grandioso e senza dubbio ci piacerebbe venire da voi a suonare, quindi spero per davvero che ciò si tramuti presto in realtà.

Per concludere, una domanda più divertente che si ricollega a quanto mi hai appena detto; nelle mie due precedenti interviste con Marcus, lui ha sempre dichiarato il proprio amore per la cucina italiana e per le mete vacanziere del nostro paese: anche tu sei una fan di questi aspetti dell’Italia?

Sì, certo che lo sono! La cucina è come la musica, anche se non sei un musicista puoi sentire che nel mettere insieme gli ingredienti per realizzare una composizione c’è la stessa passione. Senza paragonare la musica degli Avatarium a un piatto, penso che questa sia molta vicino alla maniera di cucinare italiana: puoi anche usare pochi ingredienti, ma quando questi sono molto buoni, scelti con tanto amore e presi dai migliori produttori, il risultato è davvero ottimo quando li mischi insieme. Penso quindi che la musica degli Avatarium e la cucina italiana si sposino molto bene insieme! Ahah!

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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