Moonspell: Aspettando la notte eterna – Intervista

Prima di tutto, i miei complimenti per “Night Eternal“, mi è davvero piaciuto molto…e già dal primo ascolto ne ho apprezzato la natura contrastante, l’alternarsi di giri veloci, riffs molto heavy e momenti più melodici e melanconici, di grande intensità e drammaticità.

Come spieghi questo duplice mood del disco, sempre che tu sia d’accordo con questa mia breve analisi?

“E’ un’interpretazione assolutamente esatta, anche se io avrei usato parole diverse. Con “Night Eternal” volevamo fare un disco che fosse allo stesso tempo forte e bello, e credo che sia proprio questa la vera natura di Moonspell, ovvero una commistione di forza e bellezza. Forse nel passato abbiamo voluto mostrare maggiormente la forza e l’aggressività, ma noi non siamo una band di metal estremo e questa volta ci siamo concentrati sulle nostre emozioni, quelle che stiamo vivendo in questo preciso momento della nostra vita, e che sono la cosa più importante per me e per i Moonspell.

Se devo essere onesto con te, si è creata una vera e propria scissione all’interno della band: da un lato, io ero più incline alla composizione di canzoni d’atmosfera, come “Scorpion Flower” (in cui Ribeiro duetta con Anneke di Agua de Annique, ex The Gathering, ndr) e “First Light”, mentre gli altri volevano fare pezzi più veloci e heavy. Per questo disco abbiamo lavorato tutti insieme come una vera squadra, anzi, come una vera famiglia…di pazzi…si, …tipo la Famiglia Addams (ride, ndr) e con questo spirito abbiamo deciso di dare libero sfogo a tutte le nostre idee, alle nostre sensazioni, senza mai opporci alle opinioni gli uni degli altri, e da qui nasce la natura contraddittoria di questo album. Credo di poter dire, però, di essere riuscito a dare un’armonia al disco, una sorta di omogeneità in cui diverse nature si incontrano e si plasmano uniformemente. Ci siamo concentrati molto anche sulla tracklist, pensando alla sequenza in cui disporre le canzoni dell’album cercando il più possibile di dargli armonia, e questo è il momento più importante all’interno del processo di creazione di un disco, perché, oltre alla musica in sé, è fondamentale anche il modo in cui la presenti all’ascoltatore. Sai, è come regalare un anello alla persona amata: se lo presenti in una bella confezione, è sicuramente meglio, l’atmosfera sarà più bella, colma di suspense ed emozione…”

Quindi, se dovessi definire Night Eternal in due parole…

“Direi che è un disco insieme forte e melodico.…Alcuni membri della band avevano paura di essere troppo melodici, io avevo paura di essere troppo aggressivo e alla fine credo che ne sia uscito un buon lavoro. In passato è capitato che io e Pedro (Pedro Paixao, tastiere, ndr) siamo stati un po’ duri con Ricardo (Ricardo Amorim, chitarra, ndr), perché, sai, lui è davvero un ottimo chitarrista, ma i chitarristi a volte sono dei pazzi, vogliono fare e disfare in continuazione, ma questa l’abbiamo lasciato tranquillo, senza mettergli fretta. In generale, abbiamo voluto fare le cose in modo più rilassato, prendendoci anche delle pause, con un libro o un bicchiere di vino…lasciando che tutto arrivasse naturalmente.

Questo disco è speciale per noi, è un po’ come “Irreligious” per i suoi pezzi che sanno sorprendere, a volte per la loro varietà di suono…ad esempio, mi ricordo di “Mephisto” e “Raven Claws”, due pezzi così diversi tra loro e che servono a rendere l’idea di “sorpresa” che abbiamo voluto riprendere con “Night Eternal”. ”

…e tutto questo si percepisce molto nitidamente nel disco…

“Si, e aggiungo che questo è un disco maturo, proprio perchè nasce dal dialogo e dal conseguente compromesso a cui i membri della band sono riusciti ad arrivare, rafforzando ulteriormente la nostra unione e amicizia.”

Night Eternal è stato registrato in Danimarca, negli Antfarm Metal Studio con Tue Madsen (The Haunted, Dark Tranquillity, Halford, ndr), ci racconti com’è andata?

“Conoscevamo Tue già da “Under Satanae”, e sapevamo che con lui le cose sarebbero andate bene. Infatti siamo stati davvero molto soddisfatti della produzione, abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con persone davvero in gamba. Si è subito creato un rapporto di fiducia reciproca, di grande stima, ma soprattutto si è creata un’atmosfera molto familiare, rilassatissima. Nonostante ci trovassimo nella seconda città più grande della Danimarca, c’era un silenzio meraviglioso, eravamo circondati dagli alberi, con il cinguettio degli uccellini in sottofondo…A volte mi mancava l’interazione con la gente, la frenesia di Lisbona, ma alla fine ho apprezzato questi momenti di pace, le piccole cose che caratterizzavano le nostre giornate, come, ad esempio, mettersi a cucinare e poi stare tutti insieme a tavola a chiacchierare, un po’ come piace a voi italiani, e credo che questo abbia giovato alla produzione del disco. Tue è davvero una persona molto comprensiva e paziente.

Quando Tue mi vedeva pigro o annoiato, quando magari non ero convinto di qualcosa che avevo messo giù, mi diceva: “Lascia stare per un po’, hai sprecato molta energia, rilassati e riprenderemo quando ti sentirai pronto”. E’ davvero un uomo pieno di umanità e dà alle band la possibilità di esprimere la loro musica, mettendosi al servizio delle loro idee, senza mai volerle modificare o in qualche modo influenzare. Questo è il senso dell'”Antfarm Dogma”, la dottrina di Tue secondo cui la musica deve essere fatta dai musicisti stessi, non da chi li produce, né tanto meno dai computer!

Siamo stati più di un mese nel suo appartamento e, una volta tornati a casa, ci scrivevamo in Msn e mi diceva: “Hey, vi sembrerà stupido…ma… ,c***o ragazzi, come mi mancate!”, e io gli rispondevo: “Anche tu ci manchi, Tue, ma noi siamo portoghesi, come potremmo trasferirci in Danimarca e vivere tutti insieme? Che razza di famiglia ne verrebbe fuori???” (ride,ndr)”

Credo che questo sia molto importante nella produzione di un disco, perché a volte alcune band si sentono quasi obbligate a lavorare in un certo modo, hanno tempistiche da rispettare, oppure subiscono forzature stilistiche che portano inevitabilmente a snaturare l’idea originale di un album…”Night Eternal”, invece, sa di spontaneo e sincero…

“Noi siamo sulla scena da moltissimo tempo, e abbiamo vissuto diverse esperienze. Abbiamo avuto grandi successi e un’immensa adorazione da parte fans, ma abbiamo anche vissuto grosse delusioni da parte di persone che ci hanno voltato le spalle solo perché alcune canzoni non incontravano più il loro gusto, e cose così…Io credo che ci sia troppo protocollo nel metal, e sono davvero stanco di questo atteggiamento! Ad esempio, se mi cade qualcosa per terra, c’è sempre qualcuno pronto a raccoglierlo per me, e io mi chiedo “Che c***o fai? Posso farlo da me!”. Intendo dire che esistono molte persone che a volte viziano troppo i musicisti, li lusingano e li corteggiano, ma i Moonspell non vogliono queste cose! Non ci piace questo protocollo e lo evitiamo perché pensiamo che le persone che si comportano così siano poi le prime a pugnalarci alla schiena, quando facciamo un disco che non soddisfa appieno le loro aspettative o quando non vendiamo più come vorrebbero…

E’ per questo motivo che preferisco circondarmi da meno gente rispetto al passato; oggi prediligo la compagnia delle persone con cui ho un legame più solido ed autentico. Ed è questo tipo di legame che i Moonspell vogliono creare con i loro fans, perché non siamo una band così facile da comprendere, ci vuole tempo per capire la nostra musica, i testi delle canzoni e le nostre pazze idee…ma è un’avventura, è come un compromesso! Penso che la gente che ci apprezza oggi sia la stessa che ha saputo guardare dentro di noi e che ci ha seguito lungo la nostra maturazione, riuscendo a cogliere l’essenza della band. Noi siamo estremamente autentici, indipendenti – anzi, credo che i Moonspell siano una della band più indipendenti sulla scena metal – e sempre attenti a tutto ciò che ci riguarda. Ad esempio, io mi occupo in prima persona di tutto quello che riguarda la parte amministrativa dei Moonspell, trascorrendo interi pomeriggi su fottuti file Excel che a volte odio, ma la ritengo una cosa molto importante, che ci aiuta a mantenere un costante contatto con la realtà e a tener vivo l’entusiasmo di sempre.

Noi non vogliamo il protocollo, noi amiamo la fantasia, la libertà, a noi piace cucinare, anzi, ti posso dire che il nostro batterista Mike (Miguel Gaspar, ndr) è un cuoco eccellente, sa cucinare anche per 20 persone, e per noi stare in cucina è sempre un momento di gioia, un pretesto per parlare o sdrammatizzare, del tipo “Ok, il disco fa schifo, ma la cena è squisita!” (ride, ndr). L’importante è non perdere mai il contatto con la realtà e l’entusiasmo degli inizi, e io mi sento ancora quello di una volta, il ragazzo a cui tremano le mani quando chiede l’autografo al suo artista preferito e che ama andare a sentire le band che gli piacciono.”

A proposito di band che ti piacciono, c’è qualcuno che ami particolarmente e che può in qualche modo avere influenzato la musica dei Moonspell?

“Io ascolto tantissime cose, come il metal classico, ma anche molto black metal, tipo Behemoth – li ho appena visti live e devo dire che sono fantastici, mi piace l’uso dello screaming e le atmosfere oscure – Amo moltissimo Katatonia, e, ovviamente, Paradise Lost…”

Ecco, volevo appunto chiederti se i Paradise Lost abbiano influenzato il sound di alcuni vostri dischi. Ho sempre avuto questa sensazione, forse perché li considero un gruppo fondamentale per il genere e di innegabile ispirazione per molte band attuali che trattano il gothic/electronic/dark metal, ma vorrei una tua conferma…

“Certo. Io li ascolto dal 1998, lavoravo per una fanzine su internet e il primo disco che dovevo presentare è stato proprio “Lost Paradise” e sicuramente li considero un gruppo fondamentale per il nostro genere e per i Moonspell, e posso dire che ci hanno senz’altro influenzato con dischi come “Gothic”, “Draconian Times” o “One Second” e sono stati un esempio per noi. Così come lo sono state molte altre band come Bathory, Celtic Frost, Type O Negative, Katatonia…”

Ho letto in una tua intervista una cosa che m’interessa moltissimo,ovvero una tua definizione del metal che appartiene alla cultura mediterranea, che ha radici in questa zona geografica e che si rifiuta categoricamente di imitare band norvegesi o americane, cercando un’espressione propria, autentica.

“Penso alla storia di Roma, alla meravigliosa e antichissima storia che abbiamo alle spalle, alla cultura fatta di annosi conflitti, intrighi, di politica complessa, e credo sia spaventoso vedere come ci siano band che rinneghino tutto questo background in favore di una cultura “true Norwegian” o altro che non li riguarda minimamente. Credo che non dobbiamo aver paura di esprimere la nostra natura “mediterranea”, le nostre origini…come fanno, ad esempio, i Lacuna Coil, che sanno esprimere passionalità, a differenza di band americane, ad esempio, che hanno un sound simile, ma più “rozzo”, con i loro “motherf***er” e parole così…Credo non si debba mai cadere nella trappola di voler assomigliare troppo a qualcun altro, per paura di venir discriminati o non accettati come si vorrebbe.

Per i Moonspell non funziona così, noi siamo portoghesi e facciamo musica portoghese, non vorremmo mai rifiutare le nostre origini, la nostra storia, quello che realmente siamo.”

Torniamo a parlare di Night Eternal. Ho letto da qualche parte nel web che questo disco parla dello sfruttamento della Terra da parte dell’uomo e di come il nostro pianeta si vendicherà, gettando l’uomo, appunto, nel buio di una notte senza fine…

(ride) No…beh…non proprio (ride ancora, ndr)…

Si, è sembrato un pò strano anche a me… Infatti quando ho letto il titolo dell’album ho subito pensato a qualcosa di più filosofico e metaforico, ho pensato che il disco intendesse parlare della sofferenza eterna a cui l’uomo è condannato, del dolore senza fine che caratterizza l’essenza della vita umana, senza la speranza di poter rivedere la luce di una nuova alba …

“Si,… infatti è più o meno quello il significato del disco. Sarebbe interessante ma anche difficile parlare dei problemi del globo, ma io non sono né Al Gore, né Bono Vox, e lascio i discorsi sull’ecologia a chi se ne intende davvero. Noi facciamo solo musica e poesia. Detto questo, ti posso dire che il discorso ambientalista non è del tutto fuori tema. Mi piace e condivido la tua interpretazione metaforica, ma in realtà “Night Eternal” è l’eterna notte che sopraggiunge appena dopo il collasso della Terra, forse non avverrà nel tempo della nostra vita, ma potrà accadere in un futuro non molto lontano…Il nostro messaggio è che noi tutti abbiamo un’unica vita e un’unica Terra, e non dobbiamo sprecarla… e, si, in questo senso potrebbe essere letto come un messaggio ecologico, ma io ho voluto mantenere un approccio più pagano. In realtà, quando ho iniziato a scrivere “Night Eternal”, ho pensato alla donna, agli abusi e alla violenza che ha sempre dovuto subire, ai lavori pesanti che era costretta a fare per il bene dei figli, alla donna nelle fabbriche. Ecco perchè il disco è permeato di energia “famigliare”, si sentono cori femminili…in “Scorpion Flower”, ad esempio, c’è la bellissima voce di Anneke, che esprime perfettamente la femminilità e la sensualità della donna moglie, amante e madre.

Il nostro è un tema universale, parliamo del dolore delle donne di tutti i paesi del mondo, ed è qualcosa di molto attuale e che riguarda anche i paesi europei, se pensi che solo di recente in Portogallo hanno approvato la legge sull’aborto! Questo disco, insomma, parla anche dell’energia e del sentimento della donna, racconta del potere che la donna non ha ancora acquisito e che dovrebbe avere, sia nella vita privata che nel mondo politico, che è ancora dominato dagli uomini. Ok, non saremo le Spice Girls (ride, ndr), ma sicuramente appoggiamo il “girl power”!”

Anche se mi piacerebbe approfondire il tema “girl power”, c’è rimasto poco e tempo e l’ultima domanda riguarda il tour.

“Stiamo ancora valutando le date, sicuramente parteciperemo a vari festival, come Massive of Rock nella Repubblica Ceca, poi anche in Svezia e a Lisbona. Metteremo giù delle date dopo che i festival saranno finiti. Spero di venire in Italia, come ho sempre fatto, ma penso che i nostri show avranno inizio a partire dall’autunno/inverno 2008. Andremo sicuramente anche negli Usa. ”

Con quali band vi piacerebbe andare in tour?

“Ci siamo sempre trovati bene con tutte le band con cui siamo andati in giro, tranne forse quelle americane che hanno un suono più brutal, direi molto poco affine con quello dei Moospell. Certo, ci piacerebbe moltissimo suonare con band come Katatonia e Daylight Dies, spero riusciremo a combinare qualcosa con loro…”

E lo speriamo anche noi…

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