Arkona: “Vozrozhdenie” – Intervista a Masha “Scream” Arkhipova

In occasione della ri-registrazione del primo album “Vozrozhdenie” e del loro mini-tour in Italia (quattro date, rispettivamente il 13/10 al Druso Circus di Bergamo, il 14 al Revolver di San Donà di Piave, il 15 all’Alchemica di Bologna ed il 15 al Dagda di Borgo Priolo in provincia di Pavia) vi proponiamo la prima intervista per Metallus.it con i russi Arkona (alfieri del folk metal slavo) ed in particolare con la leader assoluta e compositrice Masha “Scream” Arkhipova.

Prima di tutto vorrei chiedervi quali sono le ragioni che vi hanno portato a ri-registrare il vostro debutto.

Semplicemente volevamo ascoltare i vecchi pezzi con un sound nuovo. Come dire… era nostra intenzione dotare di nuovi abiti la nostra vecchia musica. Inoltre, ascoltando il nostro primo album attraverso gli anni abbiamo di volta in volta notato vari dettagli che volevamo sistemare. Ora tutto quel che era necessario correggere è stato fatto.

Cosa troveremo di diverso nella nuova edizione di “Vozrozhdenie”? Intendo dire… ci saranno un artwork nuovo? Nuove canzoni? Un tipo di produzione differente? Nuovi strumenti? Cos’altro?

Ci sono molte differenze cominciando da alcuni arrangiamenti fino all’intero sound dell’album. Nella nuova versione abbiamo le parti di batteria che sono registrate dal vivo e non ci sono sample. Vladimir ha registrato tutti gli strumenti a fiato che erano realizzati con le tastiere nella versione originale. Inoltre abbiamo cambiato gli arrangiamenti dei brani seguendo quel che era la mia reale intenzione compositiva di 12 anni fa. Nella prima versione c’erano troppe cambiamenti realizzati dai musicisti ed ora abbiamo corretto anche quest’aspetto. Inoltre io ho ri-registrato tutte le linee vocali, sia quelle pulite che quelle estreme; inoltre ho realizzato grossi cambiamenti negli arrangiamenti del cantato. Così come puoi verificare è stato davvero fatto un enorme lavoro per questa riedizione.

Questa è la vostra prima intervista per il nostro webmagazine così sarebbe interessante che ci ricordassi l’inizio della vostra carriera collegato a “Vozrozhdenie”; cosa ricordi di quel primo periodo della storia degli Arkona?

Prima di registrare l’album la prima line-up degli Arkona mi disse letteralmente “vaffanculo” e così fui costretta a chiedere ai miei compagni nei Nargathrond, dove io cantavo, di aiutarmi a registrare “Vozrozhdenie”. Da quel periodo Lazar (chitarre, balalaika, komuz, yakut, ecc.), Kniaz (basso) e Vlad (flauti, cornamusa, gaita, ecc.) sono diventati membri degli Arkona. L’album ottenne subito un enorme successo fra i fan di questo genere ed il resto è storia.

Sempre considerando che si tratta della nostra prima intervista ti chiederei di raccontarci qualcosa sulle fonti d’ispirazione per i tuoi testi. Sappiamo che al cuore delle vostre canzoni c’è la mitologia slava e la religione; puoi spiegarci meglio?

Posso essere ispirata da qualsiasi cosa. Può trattarsi della natura, delle persone, degli animale, differenti stili di vita, ecc. Comunque ti sbagli, non c’è nulla che abbia a che fare con qualsiasi forma di religione negli Arkona. Io parlo del mio punto di vista sulla vita e qualche volta quest’aspetto è legato alla mitologia slava. Pagano, dal mio punto di vista, è chi ha i propri punti vista (decisamente individuali) senza regole o leggi. Si tratta di un bilanciamento su ogni aspetto e questo atteggiamento, a mio avviso, è quello che avevano i nostri antenati.

Ti va di spiegarci meglio il contenuto dei testi con le tematiche più importanti di “Vozrozhdenie”?

Non saprei dirti quali sono le canzoni “pù importanti” dell’album. Per me tutte le mie canzoni sono importanti allo stesso modo! Non posso sceglierne una che sia più speciale rispetto ad un’altra. Per me sono tutte come dei figli e quindi ugualmente importanti per me. Nell’opera vi sono differenti tematiche che vengono affrontate nei testi; alcuni brani raccontano di feste pagane: “Kolyada” ad esempio parla del soltizio invernale metre “Masenitsa” è incentrata sull’equinozio primaverile. In queste canzoni parlo degli dei slavi e delle feste a loro dedicate; descrivo in particolare le attività svolte nei rituali, così come accade nelle comunità slave anche ai giorni nostri. Il titolo dell’album ad esempio è dedicato alla riscoperta del punto di vista sul mondo della tradizione e cultura slava che è stato perso molti anni fa. “Chernie Vorony” racconta la storia di un guerriero caduto in battaglia e circondato da uno stormo di corvi neri. “Zov Predkov” è l’invito ai nostri antenati dai loro discendenti; questi ultimi chiedono di far tornare la verità nella nostra terra (il nostro antico stile di vita). Anche le altre canzoni mantengono questo stile e tematiche.

Dando un’occhiata a tutta la vostra precedente produzione ti va di fornirci un tuo giudizio sui singoli album degli Arkona dall’inizio fino al recente “Yav”? E… se tu potessi ora cambiare qualcosa cosa sarebbe negli album già registrati?

Se dovessi iniziare a parlare di ogni album non ci sarebbe abbastanza spazio per una sola intervista e ci vorrebbe un giorno intero. Io credo che ogni nostro ascoltatore troverà qualcosa di interessante nella nostra musica e io raccomando di ascoltare tutti i nostri lavori perché molte canzoni sono davvero diverse ed ogni opera si differenzia dalla precedente.

Per spiegarmi in breve posso dire che il nostro secondo album “Lepta” è più heavy del debutto e potrà sicuramente risultare interessante per gli amanti del black melodico. “Vo Slavu Velikim” è il nostro album più folk e ascoltandolo è possibile percepire lo spirito medievale che lo pervade. In quest’opera abbiamo utilizzato tantissimi strumenti a fiato e di conseguenza il metal non è al primo posto. In “Ot Serdca K Nebu” è possible ascoltare più metal ma permane una speciale atmosfera. “Goi, Rode, Goi” risulta ancor più personale e presenta una sua propria identità concettuale e di suono. “Slovo” è una sorta di mix dei due lavori precedenti ma anch’esso ha un suo sound ben definito che lo rende differente dal resto. Infine la nostra ultima opera “Yav” è ancor diverso rispetto ai precedenti e non tutti i nostri fan l’hanno capito; è l’album degli Arkona con le atmosfere più cupe.

Parlando ancora di “Yav” personalmente l’ho trovato un ottimo lavoro ed infatti ne ho scritto bene in sede di recensione. Puoi spiegarci meglio com’è stato accolto dalla scena e quali sone le incomprensioni a cui fai riferimento?

Non tutti l’hanno capito nel modo giusto. Molte persone erano abituate ad abbondanti dosi di folk metal nei nostri album ed hanno trovato qualcosa di differente e di conseguenza ci sono stati anche fan che hanno smesso di seguirci. Nonostante ciò io credo che un artista debba essere onesto con la propria arte e non comporre per le masse ma per esprimere sé stesso. Gli La musica degli Arkona mi rappresenta in modo profondo, si tratta di qualcosa che vedo e sento. Non so se tutti capiranno o apprezzeranno le mie canzoni ma si tratta di qualcosa che amo profondamente; quando noto che ci sono ascoltatori che capiscono questo particolare mi fa molto piacere; loro sono i fan più sinceri ed onesti che sempre avranno il mio rispetto ed affetto.

Avete finito un tour in Canada e con il 13 di ottobre ne iniziate un altro breve in Italia; come stanno andando le date dal vivo e cosa vi aspettate dai concerti nel nostro paese?

Come puoi immaginare quando iniziamo un tour non sappiamo mai ciò a cui andremo incontro. Io inizialmente comincio a stancarmi di fare così tanti show dal vivo. Ma quando il tour inizia non ritornei più a casa! Voglio ringraziare caldamente tutte le persone che sono state in qualche modo legate al nostro recente tour! Se in ogni tour realizzato avessimo incontrato persone così la vita sarebbe più semplice!

Le date italiane sono per noi molto interessati. Suoniamo molto raramente nel vostro paese ma spero ci sia un buon numero di persone che apprezza la nostra musica e che verrà agli show! E noi daremo loro tutto quello che possiamo offrire!

Vi ho visti dal vivo in Italia al Fosch Festival del 2012 e fu davvero un bel concerto; cosa ricordi di quella data? Io ricordo che andaste via molto presto… forse avevate altri show a seguire…

Ad essere onesta tutto si è mischiato nella mia testa. Stiamo viaggiando così tanto! Proprio per questo motivo non mi ricordo molto di quello show. Ricordo solo il nome del festival e che ci abbiamo suonato.

Ti va di concludere con un saluto per i vostri fan italiani (in attesa delle date live) nello stile degli Arkona?

Amici! C’è una forte mancanza di onestà nel mondo moderno. Siate sempre voi stessi ed onesti prima di tutto con voi. Ci vediamo molto presto dal vivo! Buona fortuna!

Arkona

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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