Pain Of Salvation: Are You Sick? – Intervista a Daniel e Johan

Abbiamo avuto la gradita opportunità di incontrare in un albergo milanese il sempre loquace Daniel Gildenlöw, “mente”, voce, chitarra (e ultimamente anche basso) degli svedesi Pain Of Salvation e la sua spalla Johan Hallgren per far luce sul nuovo arrivato ‘Scarsick‘ album che a nostro avviso genererà più di una discussione tra i metal fan. La chiacchierata è stata un po’ atipica e non ha trattato solo di musica…comunque eccola!

Allora Daniel partiamo com’è ovvio da ‘Scarsick’: musicalmente si nota uno “snellimento” della struttura compositiva ed un ritorno alle sonorità più heavy degli esordi insieme ad una ricerca melodica più recente. È stato un processo di songwriting pianificato o del tutto naturale come risultato di “jam” da studio?

Si è trattato più che altro di una reazione…a molti avvenimenti e situazioni! In primis è stato un passo naturale dopo la realizzazione di ’12:5′, esperienza acustica e ‘Be’ che era un lavoro pomposo, teatrale ed orchestrale…dove avevo personalmente preparato spartiti per la band ed i musicisti classici; questo passo naturale è andato ovviamente in una direzione opposta attuando un ritorno alle origini, abbiamo attaccato i jack delle chitarre agli amplificatori ed abbiamo lasciato fluire il nostro lato più aggressivo ed incazzato verso tutti i cambiamenti che ci sono stati e ci sono tutt’ora nel mondo. Ovviamente il nostro punto di vista su questi fatti è ben delineato da anni ormai e le nostre riflessioni sono pressoché continue: sicuramente questo è il lavoro più “collettivo” dai tempi di ‘Remedy Lane’, che non dimentichiamo era nato nel periodo topico dell’11 settembre. Tramite il nuovo album abbiamo deciso che era giunto il momento di esternare queste riflessioni e renderle pubbliche.

È risaputo che un album dei Pain Of Salvation analizzato senza testi,come la nostra primo copy, è qualcosa di incompleto…

Assolutamente…a tal proposito volevo chiederti una cosa: facevo anch’io recensioni nel 1996/1997 ed ho sempre preferito ricevere l’album completo.

Effettivamente così manca una parte importante per la comprensione del lavoro: ad esempio ‘Be’ aveva secondo me il suo completamento solo nella versione DVD.

(interviene Johan) Esattamente…è come cercare di recensire un film odierno senza poter sentire il sonoro…

A proposito della nostra versione promo nasce spontanea una curiosità analizzando lo slipcase e cioè la suddivisione delle canzoni in lato A e B…mentre i vostri precedenti album erano normalmente suddivisi in tre parti!

Non dovresti farlo sapere in giro…

Immagino che nonostante questa differenza strutturale si tratti comunque di un concept?

Sì, come al solito ed in particolare tratta della visione del mondo attraverso la televisione ed attraverso gli occhi del personaggio principale…soprattutto per ciò che riguarda le prime cinque canzoni (cioè il lato A) anche se il personaggio in questione non è ben visibile e decifrabile ma lo diventa solo da ‘Kingdom Of Loss’ in poi. Prima di proseguire ti devo chiedere una cosa: quando verrà pubblicata questa intervista?

Direi in parallelo con la pubblicazione della recensione…o qualche giorno dopo…

Ok questo facilita le cose perché quello che ti sto per dire non vorremmo si sapesse troppo in anticipo…e cioè che si tratta effettivamente della seconda parte di ‘The Perfect Element’. Come capirai non volevamo lanciare a livello pubblicitario ‘Scarsick’ incentrando tutto sul fatto che fosse la continuazione di un altro lavoro ma cercando di sottolineare il fatto che questo fosse il “best fucking album available out there”. Per tornare al concept avevamo lasciato il personaggio principale maschile alla fine di ‘The Perfect Element’ giacente al suolo come se fosse giunto ad un punto di non ritorno…ad una fine, per lo meno dal punto di vista mentale, dove entrambi i personaggi si sentono imperfetti e disastrati a causa degli abusi subiti e dello smarrimento. Volevamo ripartire proprio da quel punto ma tutto sarà più chiaro booklet alla mano…comunque dicevamo il personaggio principale si risveglia davanti allo schermo della TV e tutta la società contemporanea o meglio quello che l’uomo sta costruendo/distruggendo, gli scorre davanti agli occhi senza soluzione di continuità; nel lato A sono contenuti proprio i frammenti di questa versione “televisiva” del mondo contemporaneo: cronaca, politica, MTV…fino all’apoteosi di ‘America’e ‘Disco Queen’ che si ricollegano direttamente alle prime tre canzoni della parte 1 cioè ‘Used’, ‘In The Flesh’ e ‘Ashes’ che trattavano di violenza ma anche di cattivo uso delle proprie capacità. Ciò che nel 2000 avevamo descritto a livello individuale viene riformulato molto fedelmente ma elevandosi a livello sociale…con il climax della già citata ‘Disco Queen’…nel senso che vi è proprio la sensazione di non poter andare più in là di così…

In tutti i sensi direi…

Esattamente…ma anche musicalmente era l’unico modo per arrivare ad un approccio di più basso profilo a ‘Kingdom Of Loss ‘ e in generale al lato B coi suoi crescendo contrapposti a pause un po’ come un paesaggio eterogeneo fatto di picchi molto alti e pianure desolate…con un importante breaking point in ‘Flame To The Moth’. L’immagine che avevo in mente era quella di un treno che arriva alla fine di un binario morto e inizia un volo su un baratro! In tal senso ‘Enter Rain’, con la sua triste serenità, rapresenta proprio la fase di questo volo, la caduta…più fisica in questo caso (a differenza della prima parte di ‘The Perfect Element’) che mentale…il raggiungimento di un’altra probabile fine condivisa dall’ascoltatore tramite uno straniante senso di calma. Tutto sembra perduto e non più controllabile anche se alla fine abbiamo posto ancora un “to be continued…” che lascia aperto uno spiraglio alla speranza.

Beh, devo dire che questo è stato un ottimo escamotage per non dover più rispondere alle insistenti domande dei fan su ‘The Perfect Element – part 2’

Certo…diciamo che è stato il nostro modo…più mio in realtà per ovviare a questo assillo!

Durante la composizione di ‘Scarsick’ è stata sviluppata prima la parte lirica o quella musicale?

È sempre un processo che va di pari passo: quando alla base c’è già un solido concept allora creare musica diventa più facile perché basta seguire l’umore delle cose che stai raccontando; è un qualcosa di insito nel mio modo di comporre…anzi sinceramente credo di non aver mai scritto una canzone senza un’idea concettuale alle spalle. Per contro, come molti altri musicisti, ho da parte tonnellate di riff e idee che spero prima poi di utilizzare; un esempio può essere ‘Mrs. Modern Mother Mary’ che era una canzone pronta da anni ma per la quale non avevo mai trovato una collocazione adeguata.

Ti sei occupato ancora anche della parte grafica?

Sì è questa volta sono estremamente soddisfatto del risultato finale!!!

Già le prime foto che circolano per il lancio pubblicitario sono inconsuete ed interessanti…

Infatti…questa volta ho lavorato a stretto contatto con un fotografo che ha concretizzato egregiamente le idee o “visioni” che avevo in mente. Ed il risultato è stato almeno due volte migliore di quanto mi aspettassi!

Una domanda che esula un po’ dal contesto: la paternità cambia sicuramente la vita di un uomo e probabilmente per un musicista influisce sul suo modo di comporre. Visto che sei diventato padre pensi che ‘Scarsick’ abbia risentito di questo cambiamento?

Sono d’accordo con te sul fatto del cambiamento personale ma in questo caso ‘Scarsick’ non ne ha risentito semplicemente perché quando è nato mio figlio il processo di creazione dell’album era pressoché completato. Forse la gente si aspettava che iniziassi a scrivere in maniera più allegra e positiva ma questo credo non succederà mai: sono già cambiato molte volte a livello personale ed il mio modo di comporre ne ha già subito le conseguenze in più riprese. Ho sempre saputo che i tramonti e l’ondeggiare degli alberi al vento sono straordinariamente belli e non credo che ora la mia sensibilità si sia acuita. Mettiamola così: più che rendere felici le persone mi piace ragionare con loro vedere cosa possiamo fare insieme per rendere il mondo un posto migliore in cui vivere piuttosto che “fotografarlo” e basta. L’unica cosa a cui devo ancora fare l’abitudine è il comprendere come un essere così importante possa entrare nella tua vita a questo punto, quando ormai credevi di avere un microcosmo ormai definito…è un fatto che in un certo senso rende più umili!

Concludiamo con la fresca notizia del reclutamento di un bassista per l’imminente tour: ci potete parlare di chi si tratta e se entrerà come membro stabile nella band?

Sì…ci piace chiamarlo Mr. Anderson…il suo nome è Simon. Per ora abbiamo provato un po’ insieme e ci seguirà in tour. Abbimo al momento tre candidati per il posto di bassista all’interno della band ma l’unico libero per il tour era Simon; potrebbe entrare full time in seno al gruppo già per la sua abilità tecnica, però aspettiamo di trascorrere un po’ di tempo insieme per capire se anche umanamente questo inserimento potrebbe funzionar. Per ora ci ha trasmesso molta energia ed è quanto cercavamo per avere gli stimoli giusti durante le date di promozione a ‘Scarsick’.

PAIN OF SALVATION ‘Scarsick’

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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