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Arcane Roots: “Curtains” – Intervista ad Adam Burton

Se già con l’esordio su lunga distanza “Blood & Chemistry” e una manciata di EP gli Arcane Roots avevano mostrato una  sensibilità melodica e capacità non comuni, col nuovo “Melancholia Hymns” la band è pronta a spiccare il grande balzo col proprio mix moderno, orecchiabile ed ispirato, frutto di un ottimo lavoro. La data al Legend Club di Milano è l’occasione per raggiungere telefonicamente il bassista Adam Burton e far conoscere meglio gli Arcane Roots ed il loro percorso.

Buongiorno Adam e benvenuto su Metallus.it! Come va? Siete già a Milano?

Buongiorno a te, Fabio! Tutto bene, ho appena fatto colazione e sono pronto per affrontare la giornata! No, in realtà siamo vicino a Como ma fra poco siamo pronti per ripartire e per affrontare il concerto di stasera! È sempre bello suonare in Italia, per come la gente ti accoglie quando sei sul palco ma anche quando sei al di fuori della dimensione del concerto: siete fantastici in ogni cosa che fate, sempre passionali e avete un cibo da giù di testa, quindi…

Grazie mille! “Melancholia Hymns” è uscito da poco e vorremmo chiederti come è nato questo nuovo lavoro e il perchè di questo titolo.

Beh, consideriamo che “Blood & Chemistry” ormai ha quattro anni e comincia ad essere un ometto (ride)… Era giunto il momento di dargli un fratellino ma per vari motivi abbiamo dovuto rimandare l’uscita a causa dei nuovi elementi nella musica che hanno richiesto parecchio tempo per essere inseriti in maniera organica nella nostra musica: i synth, le batterie elettroniche… Un sacco di lavoro per noi che ci ha portato a crescere come musicisti ma ha richiesto molta applicazione per imparare cose nuove: ecco perchè son passati quattro anni. Il titolo ci suonava bene ed Andrew Groves (voce e chitarra) pensa che la maniera in cui lo si pronuncia sia molto sexy!

Cambiereste qualcosa del CD o siete completamente soddisfatti?

Penso che, visto anche il tempo che abbiamo impiegato per il tutto, non possiamo che essere soddisfatti in pieno. Guardando a posteriori “Blood & Chemistry” ci sarebbero alcune cose da cambiare ma penso che abbiamo evitato certi “errori” lavorando per i quattro anni che ha richiesto “Melancholia Hymns”.

Vorrei chiederti delucidazioni riguardanti l’artwork dell’album, che a mio parere rappresenta l’essenza degli Arcane Roots: un fiotto di lava tecnologica che fuoriesce da un vulcano, nella nebbia… Penso rappresenti molto bene il frutto della vostra musica: voi stessi avete detto che questo album si ispira molto a “The Dark Side Of The Moon”, quindi ne approfitto per chiederti quali sono le vostre influenze principali.

Grazie mille per i complimenti sulla cover: lo apprezziamo tanto. Diciamo che rispetto al precedente album le influenze sono state diverse questa volta, anche per via della musica elettronica: James Blake, Nine Inch Nails, Enter Shikari, Venetian Snares… Naturalmente per quanto riguarda il filone più rock non posso che dirti Biffy Clyro e Muse. Cerchiamo di incorporare i due generi insieme e speriamo di riuscirci bene!

Veniamo alle canzoni: “Before Me” è come una lunga intro in stile shoegaze alla quale segue “Matter”, che dà una bella sferzata…

“Before Me” è una delle prime canzoni pensate per “Melancholia Hymns” e nasce da una parte di canzone precedente: ci piace il tono ambient e spaziale che hai, pur mantenendo la sua parte rock ed epica: dove potevamo andare partendo da lì? Ci stava bene una bella antitesi, quindi ecco “Matter” che è bella potente: devo confessarti che anche dal vivo le suoniamo insieme come prima e seconda canzone della setlist.

L’ultima canzone, “Half The World” è molto ben costruita dall’alto dei suoi sette minuti e passa: come componete di solito?

Guarda, sinceramente a volte partiamo da idee singole o da mood che cerchiamo di comune accordo… “Half The World” è stata scritta subito in parte ma poi ripresa nella sua composizione dopo tutti gli altri brani di “Melancholia Hymns” e forse suona molto organica proprio per questo motivo…

Il primo singolo dell’album è “Curtains” e vorrei chiederti qualcosa riguardo il testo…

Andrew sarebbe meglio per rispondere a questa domanda (ride). E’ una vecchia idea che gira sul giro di piano: tutto è partito da lì e a noi è piaciuta subito per il mood che aveva; il finale è poi una delle cose meglio riuscite…

I video che avete girato al momento sono “Curtains” e “Off The Floor”: vi fermate qui o avete intenzione di girarne altri per “Melancholia Hymns”?

Abbiamo già idee per altri brani ma al momento non posso dire nulla. Ci piace molto accompagnare le immagini alla nostra musica ed i video, di qualsiasi genere, sono la dimensione giusta: aspettatevi presto qualcosa di nuovo…

“Everything (All At Once)” è una delle canzoni meglio riuscite e ti volevo chiedere lumi a riguardo: inoltre vorrei domandarti quale canzone sceglieresti per presentare gli Arcane Roots a chi non li conosce?

È una delle ultime canzoni composte ed è nata da una jam session in studio: ci abbiamo messo un po’ di tempo a finirla. Forse è la mia canzone preferita dell’album. O forse no? Cioè, diciamo che le canzoni di questo nuovo CD mi piacciono tutte ma, per ricollegarmi alla seconda parte della tua domanda, probabilmente sceglierei questa per far capire come suoniamo.

Cosa vi aspettate dallo show al Legend Club?

Spero che la gente partecipi perchè per il live abbiamo lavorato molto sotto ogni punto di vista e ci piacerebbe che la gente apprezzasse anche l’aspetto visivo: ci teniamo particolarmente, oltre logicamente a suonare in una certa maniera e vedere che il pubblico apprezza…

Ok Adam, è giunto il momento dei saluti. Ti ringrazio e puoi lasciare un messaggio ai lettori di Metallus.it.

Grazie mille a tutti voi ed ai fan italiani che amiamo! Speriamo di venire sempre più spesso a trovarvi! Ciao!

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