Grand Illusion: Intervista a Anders Rydholm

Non potevamo esimerci dal contattare gli svedesi Grand Illusion per poter parlare di un lavoro, ‘Ordinary Just Won’t Do’, che annienta tutte le recenti uscite in campo pomp/AOR in virtù di una classe ed un’esperienza superiori.

Nostro interlocutore Anders Rydholm!

Ciao Anders, innanzitutto vi devo fare i più sentiti complimenti per il vostro ultimo lavoro che si dimostra superiore al pur buonissimo ‘View From The Top’. Come si sono sviluppate le varie fasi di preparazione dell’album?

Subito dopo il completamento di ‘View From The Top’ terminai la preparazione del mio secondo musical intitolato ‘Compagniet’, per il quale avevo duramente lavorato per anni. Durante l’estate del 2002 registrai un album basato sulle composizioni di questo musical ed iniziammo anche le prove per la rappresentazione teatrale. A novembre il musical vide il suo debutto “on stage” con un susseguente tour di due mesi circa.

Arriviamo così al 2003 quando iniziai a comporre nuovo materiale per i Grand Illusion e che registrammo successivamente in vari momenti dell’anno per il fatto che tutti noi abbiamo altre attività lavorative durante il giorno e possiamo dedicarci alla musica solo nel tempo libero; il tutto terminò comunque nel febbraio di quest’anno. Certo se vi avessimo lavorato full time il processo sarebbe stato sicuramente più rapido e immagino che il tutto sarebbe stato pronto in tre mesi.

Io compongo canzoni continuamente e cerco di registrarle il più velocemente possibile per mantenerle fresche. Quando infatti un’idea mi soddisfa creo un arrangiamento approssimativo e aggiungo man mano delle parti che potrebbero valorizzare il pezzo fino a quando riesco ad ottenere una versione definitiva soddisfacente. Posso metterci due giorni…come un mese, dipende dalla complessità della composizione.

Scrivo sempre la musica come prima cosa, anzi credo di non essere mai partito da un testo. L’ispirazione può provenire da varie fonti: un riff di chitarra, una serie d’accordi di pianoforte, a volte la scintilla può arrivare addirittura mentre guido o mi sto facendo la doccia. Ho sempre con me una piccola memoria digitale dove registro ogni tipo di materiale: certo il tutto suona spesso orribile ma mi aiuta a ricordare l’idea originale. Non sempre si riesce a estrarre qualcosa di buono da questi frammenti di “rumore” ma il più delle volte ne scaturiscono canzoni che si possono definire tali. Quindi come si sarà capito le musiche e le melodie nascono tutte da me; non cerco mai di seguire uno stile specifico ma prendo l’ispirazione come viene.

C’è sicuramente nelle tue canzoni una grande attenzione per le parti vocali (soliste e corali) anche per l’utilizzo di due cantanti. È una scelta conscia già dalla fase compositivo o è una caratteristica che nasce prevalentemente in studio?

Normalmente ho già le idee chiare di come suoneranno i pezzi già prima di entrare in studio di registrazione. Alcune aggiunte nascono spontaneamente in studio ma generalmente tutte le vocals sono arrangiate. So esattamente cosa e come canterebbero Peter e Per quindi il processo è decisamente semplice. I cori sono realizzati in maniera estremamente veloce anche se contengono 30 o 40 tracce. Sono realmente onorato di lavorare con due artisti così talentuosi!

Quali pensi siano i pezzi più rappresentativi di ‘Ordinary Just Won’t Do’?

Amo in particolar modo ‘Gone For Good’, ‘Devil’s Advocate’, ‘And This Is Why’ e ‘Pull You Down’. Credo per il fatto che tutte contengano melodie veramente riuscite…anche se è difficile essere specifici in questo tipo di scelta.

Mi sembra ottimo anche l’inserimento di Ola af Trampe! Sembra vi abbia fatto fare un salto notevole a livello di sonorità con le chitarre decisamente più presenti. Sei d’accordo?

Ola è stata decisamente un’iniezione vitaminica per il nostro sound. Il suo entusiasmo e la sua abilità tecnica hanno anche incrementato notevolmente il nostro ritmo di lavoro. Ola è un chitarrista aperto a qualsiasi genere dall’heavy metal alla musica classica: dovresti sentirlo suonare country o jazz…uno spettacolo! Devo dire che gli invidio sia la tecnica che l’età: essere già così preparato a 23 anni non è poco. I suoi assoli sono molto melodici e non basati su una serie di scale infatti Ola risulta essere anche un ottimo chitarrista ritmico.

Quasi ogni membro della band suona diversi strumenti: come vi dividete i compiti in sede live?

Normalmente ci dividiamo così i compiti: Peter canta e suona il basso; Per canta e suona le tastiere; io suono chitarra (e basso in alcune canzoni) e mi occupo di alcuni cori; Christian si occupa di cori e batteria; Ola la maggior parte delle chitarre.

E cosa mi puoi dire dei compositori esterni che ti hanno aiutato per questo lavoro?

Ho chiesto aiuto a diverse persone soprattutto per ciò che concerne i testi. Ola Karlsson, Steve Overland, Chris Ousey e Steve Newman mi hanno aiutato a inserire buoni testi alle mie musiche e ciò ha reso i pezzi più vari ed interessanti; non essendo io un gran paroliere avrei rischiato di trattare sempre il solito argomento cambiando semplicemente il punto di vista.

Che altre band ti sembrano interessanti all’interno della scena pomp/AOR e quali sono le tue preferenze in generale attualmente?

Nel genere al quale ti riferisci la mia più grande influenza rimangono i lavori dei Giant anche se furono realizzati 12 o 13 anni fa. I Giant stabilirono lo standard al quale bisogna riferirsi secondo mke se si vuole comporre musica come quella dei Grand Illusion…e rimangono tutt’ora i migliori

La scena svedese è sempre più incredibile sia come numero di band presenti sul mercato che qualitativamente. Com’è la vostra situazione in questo contesto?

Sia la situazione di vendite che di possibilità di suonare dal vivo è realmente negativa qui in Svezia. Se vuoi guadagnare anche qui da noi devi proporre pop main strema altrimenti sei tagliato fuori dalla maggiore fetta di mercato. È triste ma è così…la musica oggi deve essere diretta ai teenager e noi forse iniziamo ad essere un po’ “vecchi”.

Avete per caso qualche possibilità di intraprendere un tour nei mesi a venire?

Abbiamo provato a procacciarci qualche data per la promozione dell’album ma intraprendere un vero tour è praticamente impossibile. Vorremmo sicuramente suonare di più dal vivo perché sono convinto che ciò migliorerebbe anche le vendite dei nostri album. Dato che non ci appoggiamo a nessun manager possiamo al massimo ottenere qualche data in Svezia, ma nessuna fuori dai nostri confini. Speriamo in un futuro più roseo da questo punto di vista…

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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