Labyrinth: “Andare avanti!” – Intervista con Olaf Thorsen

Durante il ‘Gods of Metal’ è venuto a trovarci allo stand un disponibilissimo Olaf Thorsen, e noi ne abbiamo approfittato per fare due chiacchiere sul nuovo disco dei Labyrinth ‘Sons Of Thunder’ e dei problemi che hanno travagliato la sua realizzazione… ecco a voi il resoconto della chiacchierata! Allora Olaf, ci vuoi raccontare dei casini con Neil Kernon?

“Guarda, ti dico la verità… Non ho tanta voglia di parlarne e puoi immaginare anche perché… Il fatto è che, alla fine dei giochi, abbiamo speso un sacco di soldi credendo che fosse la cosa giusta per dare un prodotto della migliore qualità possibile a chi poi acquista il CD, dal momento che il CD per chi lo compra ha sempre lo stesso costo, e purtroppo stavamo per ottenere il risultato opposto. Questa persona aveva preso il discorso più come una vacanza pagata in Italia, che non come un lavoro. Chiaramente non ho voglia di parlarne più di tanto… diciamo che il lavoro non corrispondeva alle aspettative e quindi abbiamo dovuto posticipare l’uscita e rifare tutto da capo.” Adesso la produzione a chi è stata affidata?

“No, la produzione non è stata affidata a nessuno: noi non abbiamo mai avuto produttori ed era stata una nostra scelta di maturità quella di affidarci a qualcuno: abbiamo sbagliato e non lo faremo mai più… ora abbiamo rimasterizzato tutto da soli tenendo conto del fatto che comunque le registrazioni erano ormai state fatte e che quindi non avremmo potuto fare come ai tempi ‘Return…’, dove le scelte sono state tutte nostre dall’inizio alla fine. Comunque diciamo che ora siamo contenti e finalmente ad Agosto uscirà il disco!” Kernon è, però, sempre stato un produttore molto coraggioso, che ha sempre stravolto i suoni delle band su cui ha messo mano, vedi i Queensrÿche di ‘Rage For Order’… non vi aspettavate che sarebbe successo lo stesso anche per i Labyrinth, quando avete deciso di puntare su di lui?

“Si… Ma vedi, il fatto è che io ho in mano il prodotto masterizzato da lui, e il problema non è stato quello di una mancanza di conformità fra quello che noi ci aspettavamo e quello che voleva lui… Il problema è invece che il disco suonava proprio male: chiunque lo abbia ascoltato ci ha consigliato di rifarlo!” Io avevo sentito i brani che avevate fatto girare qualche mese fa, quelli della pre-produzione… E direi che quelli avevano un bel suono!

“E’ vero, ma la preproduzione che tu hai ascoltato era stata provvisoriamente mixata dal fonico dello studio, non da Neil Kernon. Alla fine ci siamo ritrovati con dei veri e propri errori di mixaggio sul master, come saturazioni su alcune frequenze che rendevano il disco inascoltabile in uno stereo!” In interviste precedenti avevate detto che il suono dell’album sarebbe stato più diretto e meno pomposo, cosa che ad esempio vi ha portato a rinunciare alla presenza del Rondò Veneziano, originariamente previsto come ospite… Ci confermi questa cosa?

“Diciamo che questo disco, anche per le vicissitudini che ha avuto, è maturato insieme a noi: se, reduci da una tournée con gli Hammerfall nel ’99, avevamo una certa ottica di quello che sarebbe stato il futuro, nel tempo necessario alla registrazione del disco ci siamo poi accorti che la nostra mentalità era cambiata rispetto a prima e, sinceramente, l’idea di proporre un ‘Return To Heaven Denied II’, cambiando solo i testi e la copertina, non ci entusiasmava. Questo anche perché ormai siamo veramente saturi di gruppi che inseriscono clavicembali e orchestre un po’ ovunque. Ci sono sempre violini, ci sono sempre elementi che fanno parte del nostro sound, ma diciamo che è un disco molto coraggioso, e penso che quando lo ascolterete mi darete ragione. Non è industrial… non siamo certo impazziti! É un disco che semplicemente cerca di portarci un passo oltre quello che è stato ‘Return’: non dovete aspettarvi stravolgimenti, però non dovete neanche cercare una canzone che assomigli a ‘Moonlight’, tanto per fare un esempio… Non sarebbe stato corretto verso noi stessi.” La situazione con Roberto (Tiranti, il cantante della band – N.d.A.) com’è, al momento? So che lui ha sempre i suoi impegni con De Scalzi e i New Trolls…

“La situazione con Roberto adesso è chiarissima, sin dal primo giorno in cui è rientrato. Diciamo che, anche grazie a tutto quello che è successo in questi anni, le cose si sono mosse, e i Labyrinth rispetto a due anni fa sono passati dall’essere una vaga speranza ad una discreta certezza. Questa era una cosa necessaria per riuscire a mantenere un amalgama fra di noi, visto anche che viviamo in città diverse… Quindi ora che ci sono le possibilità, i Labyrinth sono a tutti gli effetti la band principale di Rob.” L’esperienza Vision Divine (la band di Olaf con Fabio Lione dei Rhapsody – N.d.A.) come è andata?

“L’esperienza Vision Divine è andata bene e male a seconda del punto di vista. Cioè: se parliamo solo delle vendite, posso dirti che è andata bene! Ci sono paesi come il Brasile dove addirittura ha venduto più di Labyrinth e Rhapsody! Se invece la vediamo da un punto di vista ‘morale’, è andata molto male. Mi ha lasciato molto amaro in bocca il modo in cui alcuni giornali, in particolare in alcuni paesi, hanno voluto interpretare questo gruppo. Questo gruppo non è nato per fare soldi, non è nato per manie di protagonismo… e soprattutto non è nato, come molti hanno insinuato, con l’intenzione mia e di Fabio di ammazzare Labyrinth e Rhapsody! Ad esempio in Francia c’è chi ha scritto che io e Fabio avevamo lasciato le nostre band per il progetto Vision Divine, dato che questo ci portava molti più soldi. Ecco, tutto questo mi ha molto amareggiato: Vision Divine era nato come gruppo di amici che hanno l’intenzione di divertirsi, e come possibilità ulteriore – in un paese come l’Italia, dove le possibilità non sono certo infinite – di poter continuare a far musica a tempo pieno, collaborando con un musicista del calibro di Fabio (e per Fabio viceversa) in maniera da poter sviluppare le proprie capacità artistiche e compositive. Ecco, diciamo che qualche pagina e qualche copertina ci hanno lasciato un po’ l’amaro in bocca… Il veder ridurre un anno di lavoro – perché poi di un anno si è trattato, non di poche settimane come normalmente si fa per i side-project – a un semplice commento del tipo “Si, vabbé, il solito progetto parallelo!” ci ha fatto rimanere un po’ male…. però va bene lo stesso e ora stiamo già lavorando al secondo, e speriamo di avere entro la fine dell’anno il Vision Divine nuovo, questa volta anche con lo scopo di affermare che si tratta comunque di un gruppo, e non di un progetto.” Tre grandi cantanti come Fabio, Roberto e Morby… Differenze?

“Beh… Hanno molto poco in comune. Morby rappresenta il lato più metal, lo screamer… Rob rappresenta il lato forse più puramente tecnico: mi piace considerarlo una sorpresa, anche se ora è una certezza, perché quando è entrato per sostituire Fabio Lione sembrava un compito impossibile, e lui è stato un’ottima sorpresa! Fabio invece rappresenta l’anello di congiunzione fra questi due, fermo restando che io comunque, umanamente e professionalmente, non ho preferenze fra i tre. Diciamo che, a seconda del lavoro che io dovessi fare, sceglierei il più adatto fra i tre: sul piano morale sono tre persone validissime e quello che mi fa più piacere è di avere avuto la fortuna di lavorare con tutti e tre… da questo punto di vista sono un privilegiato!” Per concludere, ci confermi la data di uscita di ‘Sons Of Thunder’?

“Ve lo confermo per metà agosto, l’unica incertezza è ancora la data, che sarà fra il 14 e il 28” Non è un periodo un po’ sbagliato, dato che molti sono in vacanza e pochi comprano gli album?

“Lo è, anche se comunque poi se uno vuole comprare il disco poi lo può fare quando torna a settembre… Ma sembra proprio che questo disco debba essere un azzardo, dalla scelta stilistica al discorso della produzione, a quello stesso dell’uscita. Ma è un disco che nasce così e fondamentalmente va bene così… Vediamo poi come reagirà la gente!”

E adesso incrociamo le dita: se manterrà le promesse, quelle di essere un disco coraggioso che si prende dei rischi, ‘Sons Of Thunder’ ha tutte le potenzialità per essere il disco italiano (e non solo) dell’anno! Quanto manca ad Agosto?

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