Alestorm: “Zombies Ate My Pirate Ship” – Intervista a Chris Bowes

Gli Alestorm vanno sicuramente annoverati tra i fenomeni metal degli ultimi anni: con il suo sound trascinante, i testi irriverenti e video a dir poco esilaranti, questa banda di pirati scozzesi continua a far ballare e scatenare i metallari di tutto il mondo.
Non fa eccezione il nuovissimo album
“Curse Of The Crystal Coconut”, di cui abbiamo parlato, a pochi giorni dalla fine del lockdown, con il riccioluto frontman Chris Bowes.
Enjoy!

Ciao Chris, come stai? Come stai trascorrendo questi giorni di lockdown?

Sto bene, grazie. Sai, faccio quello che probabilmente farei in questo periodo, anche se è strano registrare e far uscire un disco quando non succede altro se non fare interviste e stare a casa. Quindi per ora solita vita, ma immagino diventerà parecchio strano nei prossimi mesi, quando avremmo dovuto suonare in tutti quei folli festival in giro per l’Europa, cosa che ovviamente non accadrà. Il che fa decisamente schifo.

Il nuovo album degli Alestorm, “Curse Of The Crystal Coconut”, verrà pubblicato alla fine di Maggio. Come mai avete deciso di tenere questa data di release, mentre come sai molte band stanno posticipando l’uscita dei loro dischi?

Credo che non sia molto rispettoso nei confronti del pubblico. In pratica è come dire ‘hey, abbiamo registrato questa musica, ma se la pubblicassimo ora non faremmo abbastanza soldi quindi, cari fan, potete andare affanculo’. Credo sia abbastanza stupido, non c’è motivo di non pubblicare un disco, anche se la vendita di copie fisiche potrebbe essere bloccata e non c’è magari una versione digitale. Ma a me interessa far arrivare la nostra musica ai nostri fan, quindi non avremmo mai e poi mai cancellato l’uscita dell’album.

In realtà credo sia stata una scelta perfetta, perché il disco fa venire voglia di ballare e distrarsi da tutto quello che stiamo vivendo! Qual è stato lo spirito che vi ha animati durante la fase di registrazione?

Quando abbiamo registrato l’album, non avevamo idea di cosa sarebbe successo nel mondo, quindi eravamo molto emozionati di fare nuova musica e andare in tour! Lo abbiamo registrato in Tailandia ed è stato molto divertente, abbiamo passato il tempo bevendo cocktails, andando in spiaggia o in piscina, facendo festa: e credo che quella vibrazione positiva si senta nel disco. Direi che è sempre meglio registrare un album quando si è di buon umore, ed è stato il nostro caso. Se sei stanco o arrabbiato, se hai freddo o hai sonno, di certo non è lo spirito giusto.

Anche in quest’album, si coglie la vostra capacità di mixare elementi genuinamente scanzonati e quasi dance, come in “Treasure Chest Party Quest” o “Tortuga”, con passaggi metal molto diretti, come ad esempio in “Zombies Ate My Pirate Ship”…

Credo che il nostro obiettivo sia di essere più band diverse nello stesso momento, perché il nostro pubblico è molto variegato. Una parte dei nostri fan vuole sentire canzoni stupide e divertenti, altri amano il metal pesante, ad altri ancora non interessa quello che facciamo, purché siamo vestiti da pirati. Cerchiamo di accontentare tutti e a volte è un po’ strano, perché in uno stesso album ci saranno elementi rap accanto ad altri thrash accanto a pezzi party metal. Ma credo che questa sia una delle caratteristiche più divertenti degli Alestorm.

Avete invitato anche un po’ di ospiti, come ad esempio Vreth dei Finntroll. Parlami un po’ di queste collaborazioni.

Abbiamo semplicemente chiesto a gran parte degli ospiti coinvolti se volevano collaborare con noi. L’anno scorso eravamo ad un festival con i Finntroll, ci siamo ubriacati insieme e ho chiesto a Vreth se voleva essere parte del nostro prossimo album e lui ha detto di sì. “Chomp Chomp”, il pezzo a cui ha prestato la voce, potrebbe essere una canzone dei Finntroll, ha quello stile folk e spettrale al tempo stesso, quindi è stato fantastico averlo su quel brano. Credo che senza alcuni degli ospiti non sarebbe stato possibile scrivere il disco: abbiamo Ally dei Subway To Sally che suona il violino e Patty Gurdy che suona l’hurdy gurdy e aggiunge quella bellissima voce femminile in “Zombies Ate My Pirate Ship”. Queste collaborazioni portano l’album ad un livello del tutto nuovo: sai, noi siamo dei musicisti inutili, nessuno di noi suona il violino o altri strumenti folk, quindi abbiamo bisogno di questi musicisti per far sì che il sound sia fantastico. E credo che sia andata esattamente così.

Cosa puoi dirmi della genesi dell’album? Hai scritto tu tutti i brani?

Scrivere canzoni non è un processo affascinante o emozionante: essenzialmente ci sono io seduto al computer per circa un anno. Butto giù delle idee o dei riff che mi sembrano fighi e li mando al resto della band, facciamo tutto a distanza. Questa volta ho avuto parecchio aiuto dal mio amico Matt Bell, chitarrista dei Troldhaugen, che ha scritto quasi interamente “Tortuga”. Mi piace molto collaborare con altre persone nel processo di scrittura: gli altri ragazzi degli Alestorm non sono molto propensi a scrivere, ma è sempre bello potersi confrontare con altri musicisti e scambiare nuove idee. Possono nascere canzoni folli, come appunto “Tortuga”.

“Curse Of The Crystal Coconut” sarà disponibile anche in una versione in due dischi, di cui uno includerà i brani suonati in una versione “16esimo secolo”. Avete davvero adattato i brani con strumenti dell’epoca?

Diciamo che non è proprio così…Non si tratta proprio di una versione dei pezzi in stile XVI secolo, ma in realtà è l’intero disco suonato come se fosse un videogame a 16 bit per game boy. Una cosa davvero figa, sono gli stessi pezzi dell’album, ma suonati con dei vecchi sintetizzatori economici. Credo che vi piacerà un sacco!

Cavolo, mi stavo emozionando tantissimo all’idea dei pezzi suonati con strumenti del 1500!

Non sei la sola, molti si sono esaltati all’idea di una versione folk, perché abbiamo realizzato un album acustico in passato ed è stato un vero successo. Però non ci piace ripeterci, non avrebbe senso. Ma sarà comunque una cosa figa!

Il vostro pubblico conosce gli Alestorm come i primi esponenti del pirate metal e il vostro successo è legato a queste tematiche, anche a livello visuale. Com’è nata l’idea di costruire una carriera intorno a questo mondo?

Ad essere onesto, non siamo davvero interessati alla storia dei pirati o cose del genere. È nato tutto per caso: un giorno stavo scrivendo delle canzoni e ne ho scritta una sui pirati che, guarda caso, è diventato il nostro pezzo migliore. Allora ho continuato a scrivere brani sui pirati e all’improvviso ci siamo ritrovati ad essere una band che parla di pirati, con i fan che vengono ai concerti vestiti da pirati. In un certo senso, siamo bloccati in questo mondo. Ma non facciamo davvero delle ricerche storiche, ci piace scrivere di tizi su delle navi, con gambe di legno e tesori nascosti, e credo che sia più divertente così, no? La storia è noiosa, sono successe un sacco di cose noiose.

Come accennavi anche tu, probabilmente la promozione del disco sarà un po’ strana questa volta. Come la vedi, considerato che i tour saranno sospesi per un po’ di tempo e che il periodo, in generale, ha così tante incertezze?

Sarà particolarmente difficile per noi, perché la musica che facciamo nasce per essere suonata dal vivo e prende vita in un locale pieno di gente mezza ubriaca che canta insieme a noi. Come ti dicevo, il fatto di non poter suonare live fa schifo, non vedevo l’ora di proporre i nuovi pezzi nei festival, ma di contro credo che ora le persone abbiano molto più tempo libero per ascoltare musica e quindi anche il nostro album. Chissà, magari con il fatto che alcune band hanno rimandato le uscite, il nostro sarà il disco con le vendite più alte dell’anno! Tutto è possibile, ma di certo oggi per le band la situazione è difficile.

In questo periodo sto seguendo molti artisti sui social media e, tra live chats, q&a, home performances, appare chiaro come l’arte e la musica stiano dando un grande contributo nella sfida che stiamo vivendo. Bisognerà però capire come ripartire: come vedi il presente e il futuro del music business?

Esatto, molti artisti si stanno dedicando ad attività alternative, ad esempio io ho iniziato a fare delle dirette su Twitch, dove suono la tastiera e le persone possono richiedermi dei pezzi; lo trovo molto divertente. Credo che tornare alla normalità sarà strano: appena i concerti saranno di nuovo possibili, ci saranno centinaia di tour, perché ogni band vorrà suonare dal vivo. Mi immagino che, se le cose vanno per il verso giusto, la prossima primavera i fan avranno di che essere viziati! Ci saranno show fantastici ogni sera in ogni città.

Stai leggendo, ascoltando o bevendo qualcosa che vorresti consigliare ai nostri lettori per aiutarli a superare questo lockdown?

Sto bevendo tanto vino, ma in realtà a casa non bevo molto, cerco di evitare perché poi do il meglio di me quando siamo in tour, anche perché fa parte dell’immaginario di una band, sai, ubriacarsi e fare festa ogni giorno. In realtà quando non siamo in giro siamo davvero molto sobri, è bello stare a casa e non bere. Gioco molto con i videogame, suono, e ho ascoltato un paio di band interessanti: una si chiama Forlorn Citadel, fanno un epic metal con grandi melodie in stile “Lord Of The Rings”. Ultimamente mi piace molto questo genere di sonorità.

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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