Powerwolf: Al Lupo! Al Lupo! – Intervista

Iniziamo a parlare del nuovo album, ‘Lupus Dei‘. Ho notato come questo sia differente rispetto al debut ‘Return In Bloodred’, un platter più vicino al metal classico e a un hard rock scanzonato. ‘Lupus Dei‘ sembra invece debitore al power metal di scuola europea, cosa ne pensi?

“Sì, possiamo vederla anche così. Non abbiamo pianificato nulla, ma quando abbiamo iniziato a comporre delle canzoni per il nuovo album avevamo in mente di realizzare dei brani più veloci ed è ciò che puoi sentire sul disco. Il lupo è diventato molto più cattivo in ‘Lupus Dei’!!!”

Quali pensi che siano le canzoni più rappresentative di ‘Lupus Dei’ e perché?

“Ogni album dei Powerwolf, ogni singolo brano mi comunica qualcosa, è come se raccontasse una storia…Non è facile scegliere per me e a costo di usare un luogo comune ti direi che ciascuna canzone rappresenta qualcosa. Ci sono dei brani veloci come ‘Vampires Don’t Die’, altri con un’impronta doom come la titletrack. Personalmente adoro ‘Prayer In The Dark’ perché combina ogni elemento dei Powerwolf.”

Il titolo ‘Lupus Dei’ è chiaramente un gioco di parole contrapposto ad ‘Agnus Dei’. Deduco che il background lirico sia interessante, di cosa parlate questa volta? Ci sono elementi di carattere religioso oppure citate l’eterna favola del Lupo e dell’Agnello, dei continui soprusi del più forte sul più debole? Non ultimo, avete un punto di vista personale sulla religione?

” ‘Lupus Dei’ è un concept album relativo agli episodi della Bibbia riletti attraverso lo spirito dell’heavy metal, perché noi vediamo alcune similitudini tra le due cose: l’heavy metal è una vera e propria religione per un headbanger e i suoi dischi preferiti sono la sua Bibbia! Tuttavia non avanziamo alcun giudizio sulla religione, né interveniamo con le nostre opinioni personali. Questo sarebbe stato complicato perché nella band abbiamo dei punti di vista piuttosto distanti: siamo cinque persone molto spirituali ma Attila ad esempio è cresciuto alla luce di un’educazione molto ortodossa, mentre Stefane, il nostro drummer, è ateo. C’è un qualcosa che ci unisce però…naturalmente mi riferisco all’heavy metal!”

Attila è ancora il principale compositori dei testi? I miti e le leggende rumene hanno trovato ancora spazio in ‘Lupus Dei’?

“Attila non ha scritto tutti i testi di ‘Lupus Dei’. Il nostro debut era un concept sui miti del suo paese, ma personalmente avrei trovato noioso fare un altro album con questo contenuto lirico e nemmeno Attila voleva ripetersi. Così abbiamo scritto i testi insieme, come una band. Per la composizione dei brani abbiamo esplorato i nostri lati più spirituali e tra l’altro abbiamo passato molto tempo insieme e fatto un sacco di cose…Questo ci ha aiutati a rafforzare il nostro feeling e l’unione all’interno del gruppo.”

A due anni di distanza dalla sua uscita, come giudichi la reazione del pubblico verso ‘Return In Bloodred’? Cosa vi aspettate invece da ‘Lupus Dei’?

“Siamo ancora stupiti dagli ottimi responsi raccolti da ‘Return In Bloodred’! Era semplicemente il nostro debut album e non ci aspettavamo nulla, invece è arrivato proprio tutto…ottime recensioni e in poco tempo una solida base di fan in continuo aumento. Questo ci rende molto, molto orgogliosi. Con ‘Lupus Dei’ speriamo che i nostri fan aumentino ancora e per il momento sembra che le cose vadano nella direzione giusta…l’Esercito del Lupo sta marciando ovunque, ah,ah,ah! Penso che il nuovo album sia molto più orecchiabile e immediato e questo ci permetterà di raggiungere un pubblico ancora più ampio e di spargere dappertutto il morbo del lupo, ah,ah,ah!”

Apprendo dal vostro sito che vi siete avvalsi di un vero coro per le parti operistiche dell’album, ce ne vuoi parlare?

“Si tratta del Coro Universitario diretto dal professor Francesco Cottone, insegnante di canto classico e moderno. Attila lavora con lui da tempo e abbiamo deciso di contattarlo. Francesco era a sua volta curioso di potersi cimentare in qualcosa di diverso e così ha composto tutte le parti di musica operistica e ha formato un coro con i suoi studenti. Ti assicuro che è stato incredibile ascoltare queste voci che cantavano su dei brani dei Powerwolf all’interno di una vecchia chiesa…”

Sono in previsione delle performance live in questo periodo?

“Ci saranno degli spettacoli in cui la musica si combinerà a elementi visivi e teatrali e saranno dei veri e propri party dove sarete tutti invitati! Non vi voglio anticipare niente di più, ma ci saranno delle sorprese! La nostra prima data live a supporto di ‘Lupus Dei’ è andata molto bene e moriamo dalla voglia di suonare ancora!”

E’ tutto per noi! Vuoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani?

“Il Lupo arriverà in Italia quest’autunno! Fino ad allora fate attenzione, fate molta attenzione e pregate il Signore che risparmi la vostra la vita!!! Ah,ah,ah!”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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