Airborn: “Lizards Secrets part 1 – Land Of The Living” – Intervista ad Alessio Perardi

Eccovi l’esito della chiacchierata realizzata con il leader degli Airborn Alessio Perardi (chitarra e voce) avvenuta appena dopo l’uscita del nuovo quinto album e a seguito del divertente mini-tour di suporto ai tedeschi Iron Savior

Inizierei a chiederti prima di tutto di descriverci a fondo la nuova opera degli Airborn “Lizard Secrets part 1 – Land Of The Living”; se ho ben capito si tratta solo del primo capitolo di una trilogia, è corretto?

Ciao a tutti, si è corretto, è l’inizio di un progetto più ampio che prevede 3 CD, la parte uno è appena uscita, la due è già oltre la fase di pre-produzione, in attesa solo delle registrazioni definitive e la tre in fase di arrangiamento.

Abbiamo da poco cambiato etichetta discografica: Spiritual Beast per l’Asia e Fighter Records per Europa e resto del mondo. Entrambe si sono dette molto interessate a pubblicare la trilogia completa. Mi sembra che anche al nostro pubblico l’idea stia piacendo e ne siamo molto felici!

Quali sono le tematiche dei pezzi che compongono questo CD? Se ho ben capito non si tratta di un concept ma ci sono differenti fonti d’ispirazione e come di consueto la fantascienza gioca un ruolo importante.

Esatto non è un concept vero e proprio, in cui ci sia una storia da seguire. Il punto è che le idee per i tre album sono accomunate da un clima creativo simile, sono state scritte nello stesso periodo o recuperate da vecchie idee mai registrate, ma che si integravano bene con le nuove. In generale, ci sono molti brani con tematiche di fantascienza (“Wolf Child”, “Defenders Of Planet Earth”) mescolati con altri che parlano di tematiche più sociali come l’individualismo sfrenato (“Land Of The Living”), le disuguaglianze (“We Realize”), la non violenza (“My Country Is The World”) e anche alcuni che, con una punta di umorismo, raccontano i tanti anni passati in questo pazzo mondo del music business e della scena metal (“Metal Haters”, “Lizard Secret”).

Com’è collegata la stupenda copertina dell’album ai suoi testi? Ce ne vuoi parlare? Chi è l’artista che l’ha realizzata?

La copertina e i bellissimi disegni del libretto sono stati realizzati dall’artista britannico Trevor Storey. Trev è un illustratore con una carriera invidiabile nell’industria dei videogames, avendo collaborato nel corso degli anni con alcuni marchi storici del settore: Acclaim, Ocean, Team 17, giusto per citarne qualcuno…

E’ anche un grande appassionato di fantascienza e una delle persone più simpatiche e affabili del pianeta, cosa che non guasta affatto!

L’idea dell’uomo lucertola in un ambiente alla Blade Runner è nata da me, guardando alcuni vecchi lavori di Trevor e lui l’ha subito accolta positivamente. Nonostante il titolo Lizard Secrets faccia pensare diversamente, non c’è nessun pezzo che racconti la storia di quella lucertola futuristica nell’album. In realtà la title track sta semplicemente a significare che noi Airborn siamo come le lucertole: anche dopo più di 20 anni, ci puoi tagliare la coda ma poi ricresce e restiamo sempre sulla scena.

In passato ci avete abituato ad abbinare un video per ogni uscita sempre di carattere sci-fi; c’è qualche sorpresa anche questa volta?

Questa volta c’è già su youtube un lyric video molto sci-fi con un sacco di grafica 3D dedicato a “Wolf Child”! Andatelo a cercare! Potrebbe arrivarne anche un altro in futuro. C’è anche un’altra sorpresa in arrivo in questo senso, ma non posso ancora parlarne perché è top secret, credetemi però se vi dico che vi stupiremo con effetti molto speciali!

Come vi siete divisi il lavoro di composizione dei brani che compongono “Lizard Secrets”; quali sono quelli che credi verranno accolti meglio on stage? Al Dagda, in occasione del vostro concerto di supporto agli Iron Savior, mi ha colpito la potenza di “Wolf Child” e il cadenzatone “Here Comes The Claw”; per ma invece “Land Of The Living” è la canzone melodic power per eccellenza; che ne pensi?

I brani sono scritti da me con l’esclusione di “Wolf Child” e “Here Comes The Claw” che invece nascono da idee del nostro chitarrista Roberto Capucchio.

Sicuramente porteremo in tour altri 4 o 5 altri brani del nuovo album oltre a quelli che hai citato: vedremo se anche “Land Of the Living” sarà tra questi. A me certo non dispiacerebbe. E’ anche piuttosto diversa dal resto del nostro repertorio quindi starebbe bene in scaletta.

So che questa volta hai lavorato tu direttamente alla produzione dell’album chiedendo giusto qualche consiglio all’amico e produttore Piet Sielck che in passato è stato sempre l’anima della resa del vostro sound; ti va di raccontare com’è andata per quest’album?

Ormai da 3 album a questa parte mi occupo io della produzione e del mix degli album mentre Piet si concentra sul mastering. Anche nel caso di quest’ultimo album, Piet avrebbe dovuto occuparsene, ma all’utlimo momento le tempistiche si sono accelerate e non ce n’è stato il tempo, così ci ho pensato io. Piet ha molto apprezzato il risultato comunque. Ovviamente conoscendoci da una ventina d’anni, qualche trucchetto e suggerimento da parte sua è sempre gradito, se ho qualche dubbio o per avere una seconda opinione.

Parlando di Sielck non posso non chiederti com’è nata la vostra collaborazione e come si è evoluta fino a diventare direi amici?

Ormai possiamo considerare gli Iron Savior al completo amici fraterni: Piet e Piesel li conosco da quando siamo andati ai Powerhouse di Amburgo per registrare i nostri primi due album, ormai quasi vent’anni fa. Col resto della band abbiamo fatto amicizia negli ultimi anni, visto che fra mini-tour e concerti vari abbiamo preso questa tradizione di suonare insieme almeno una volta o due l’anno in Italia o in Germania.

Avete recentemente realizzato alcune date in Italia con gli Iron Savior, i Drakkar e altri ospiti; che giudizio dai di questa esperienza?

Molto positivo! Al Padiglione 14 a Torino abbiamo fatto il pienone (come sempre aggiungerei, visto che siamo molto fortunati e abbiamo un pubblico meraviglioso) e a Pavia c’era forse un po’ meno pubblico ma comunque soddisfacente e soprattutto soddisfatto! E’ stato anche bello collaborare con gli amici Drakkar all’organizzazione dei due eventi. Questo tipo di lavoro di squadra mi piace molto e sarebbe un esempio da seguire per rivitalizzare un po’ la scena italiana. Anche i Black Phantom e gli Iron Jaws sono stati veramente una marcia in più per completare le serate. Tutte band che sanno davvero infiammare il pubblico! In Italia ne abbiamo tante e ce ne scordiamo troppo spesso… Ne approfitto anche per ringraziare Diego Glaze e lo staff del Pad, come anche Angela e lo staff del Dagda!

Ad oggi, considerando che questa è la vostra prima intervista per Metallus.it, ti va di descriverci brevemente, ognuno dei vostri quattro precedenti album? Ti piace ancora tutto, cambieresti qualcosa? Cosa ti ha reso più orgoglioso delle precedenti release?

Molto volentieri: “Against The World” è stato il nostro debutto e molti lo considerano sempre il nostro miglior album. Nostalgia a parte, ne vado ancora molto orgoglioso.

“D-Generation” ha avuto più difficoltà in fase di produzione e alla fine è venuto un po’ diverso da come pensavamo. Però contiene un sacco di pezzi che suoniamo ancora dal vivo e che sono fra i preferiti del pubblico, anzi spesso ci chiedono di farne altri, come “Extraterrestrial Life” e “Crystal Skulls”, prima o poi riusciremo ad accontentare tutti.

“Legend Of Madog” invece rimane uno dei miei album preferiti nella nostra discografia. Un concept sulla vicenda semi-storica del viaggio verso l’America da parte di un gruppo di marinai Gallesi, capitanati dal figlio illegittimo del re Owain Gwynedd, intorno al 1150, evidentemente prima di Colombo.

Il nostro penultimo album di studio è “Dark Future Rising” che in qualche modo anticipa un po’ lo stile della trilogia di “Lizard Secrets” e reputo molto positivamente come album della maturità per gli Airborn, se non artistica almeno anagrafica, ahahah. E’ stato un buon successo e ci ha permesso di ravvivare l’attività live con vari concerti in giro per l’Europa e oltre. Non posso non citare anche il nostro CD+DVD live, “Dinosaurs” che penso sia una delle cose migliori che abbiamo mai fatto!

Girato e registrato a Torino durante la serata di festeggiamenti per i 20 anni della band, con tutte le difficoltà dietro l’angolo in un progetto del genere, è invece riuscito alla grande!

Nell’ambito della vostra discografia mi ha colpito molto “Legend Of Madog”, concept dalle tinte medievali ed epiche, molto differenti rispetto ai vostri standard; in futuro tornerete su queste coordinate?

Come dicevo, è uno dei nostri album che preferisco e, non voglio fare promesse, ma nella mia idea del futuro, dopo che la trilogia di Lizard Secrets sarà completata, ci potrebbe essere una sorta i prequel di “Legend Of Madog” che narrerà la vita avventurosa del padre di Madog. C’è tempo per pensarci, visto che per almeno un paio d’anni saremo impegnati con i tre Lizard.

Tuttavia in Lizard Secrets parte 2, ti potrebbe piacere un brano che si staccherà dalle atmosfere fantascientifiche e parlerà di un gruppo di banditi nell’Inghilterra del 1700, molto stile cappa, spada e Running Wild.

Ok, concludi pure con un saluto per i lettori di Metallus.it

Grazie mille per questo spazio e per l’interesse che avete voluto dedicare alla nostra band, se volete seguirci su facebook per tute le news, cercate www.facebook.com/airbornband, se invece voleste acquistare i nostri album, potete farlo su airborn.bigcartel.com (CD fisico) e su arpmusic.bandcamp.com (digitale) oltre che naturalmente sul sito della nostra etichetta Fighter Records e sui principali store digitali.

Vi saluto tutti e speriamo di incontrarci dal vivo in giro per l’Italia e l’Europa!

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