Neaera: Ai cancelli... - Intervista a Stefan Keller

Neaera: Ai cancelli… – Intervista a Stefan Keller

Neaera

I Neaera si confermano la buona band con solide fondamenta e testa ben calcata sulle spalle gia’ vista all’opera l’anno scorso. Ancora una volta non sfornano un capolavoro ma, come nel precedente debutto, un album godibile, fresco quanto basta ed in grado di non annoiare mai. Soprattutto se si pensa che arriva solo un anno dopo ‘The Rising Tide Of Oblivion’.

“Oh, man! - ci racconta il chitarrista Stefan Keller – e’ stato un anno impegnativo ma bellissimo per la band. Dopo che abbiamo registrato ‘The Rising Tide…’ abbiamo dovuto fare i conti con tutte queste interviste e revisioni. Era una cosa totalmente nuova per noi, soprattutto a questi livelli. Le reazioni sono state stupefacenti! Abbiamo suonato praticamente ogni week end e abbiamo fatto il primo tour europeo con As I Lay Dying e Heaven Shall Burn, durante il quale abbiamo iniziato ad applicarci sul songwriting del nuovo disco. Un processo naturale per questa band”.

Come giudicate adesso il precedente lavoro? Cambiereste qualcosa?

“Hmmmm… questa e’ difficile. Siamo tutti piu’ soddisfatti del nuovo sound ottenuto da Jacob Hanes, ma penso che il vecchio suono si adatti benissimo alle canzoni e non dovrebbe essee cambiato. Queste cose devono rimanere semplicemente come sono, anche se sicuramente preferiamo tutti la nuova produzione. Sia Andy Classen che Jacob Hansen hanno fatto un grande lavoro”.

Se per ‘The Rising…’ i paragoni con gli Heaven Shall Burn si erano sprecati, adesso questa influenza si e’ un po’ stemperata, mentre e’ aumentata quella di band piu’ classiche e melodiche. Avete passato l’ultimo anno ascoltando i Maiden?

“Non solo l’ultimo anno! Ascoltiamo gli Iron Maiden da almeno otto anni ma abbiamo osato metterli nella nostra musica solo ora. Penso che ci siano ancora paralleli con gli Heaven Shall Burn, visto che sono una grande influenza, ma ovviamente proviamo a inserire nel nostro sound quante piu’ cose possiamo. Spesso pero’ l’ascoltatore possa giudicare queste cose meglio di noi, perche’ siamo troppo dentro il processo per giudicarlo oggettivamente”.

Ho notato che nell’ultimo disco avete spinto ulteriormente sulle parti black, quelle thrash e quelle melodiche. Pensi che questa possa essere la vostra prossima direzione musicale?

“Questa e’ un’ottima osservazione. E probabilmente anche una buona diagnosi del nostro futuro! Abbiamo cercato di muoverci in questa direzione e ci fa piacere sentire che cie’ e’ successo. Qualche volta penso che sia uno sviluppo naturale per le band diventare piu’ dure e veloci migliorando sui propri strumenti e sulla tenuta on stage. Ma abbiamo voluto rimanere brutali e rendere il suono un po’ piu’ dark, melanconico, unendovi parti piu’ brutali e melodiche”.

Cos’e’ secondo voi la “tempesta” che dobbiamo accettare?

“Puo’ essere tutto. I conflitti globali, come il terrorismo, oppure malattie come la Mucca Pazza o l’Influenza Aviaria. Ma anche le sfide comuni di ogni giorno, potenzialmente ogni cosa che puo’ buttarti giu’ e farti soffrire e combattere. Puo’ essere una morte, la perdita del lavoro, sofferenze, timori, qualsiasi cosa. Il titolo dovrebbe incoraggiare l’ascoltatore ad essere sicuro e voler affrontare tutte queste cose invece di nascondersi dietro la paura”.

‘Life Damages The Living’ e’ una canzone strumentale melodic ache mi ricorda molto alcune cose degli ultimi At The Gates. Quanto vi ha influenzato questa band?

“Gli At The Gates sono una delle piu’ importanti influenze per molte band deathcore e metalcore. Io e Tobias amiamo ‘Slaughter Of The Soul’: ha ogni cosa che un buon album metal deve avere: brutality, beauty, grace and depth. E’ una pietra miliare. Per questo posso capire il tuo paragone, le strumentali su ‘Slaughter…’ sono veramente toccanti. E’ difficile nascondere cio’ che si ama…”.

E come giudicheresti allora un’eventuale reunion degli svedesi?

“Beh, alcune volte e’ meglio lasciar stare il can che dorme, no? Non sono un poi cosi’ grande fan delle reunion. A parte questo, e’ sempre difficile dire se ci sono intenzioni commerciali dietro le reunion e nonostante tutto non vedo tutto questo bisogno in questa reunion. Ci hanno lasciato uno dei migliori e piu’ incisive album metal di tutti i tempi. E’ piu’ che abbastanza. Se pero’ dovessero riunirsi, sarei la’ a vederli e raise some hell!.

Per ora “accontentiamoci” di loro…

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