Dimmu Borgir: Abrahadabra! – Intervista a Silenoz e Galder

Ciao Silenoz, ciao Galder, vogliamo cominciare parlando del nuovo album?

“Davvero??? (ridono, io sono la tredicesima della giornata a intervistarli, l’argomento di sicuro non è dei più fantasiosi! Nda)”

 

Il titolo dell’album è una parola magica, come mai l’avete scelto?

“Perché no? ..Scherziamo… E’ una parola connessa alla nostra concezione di magia, è il fulcro di tanti miti.Venne spesso usata da Aleister Crowley, una persona reale. Molta gente pensa che fosse l’uomo più malvagio del mondo ma io penso che fosse un personaggio rivoluzionario che ha aperto le porte alla comprensione dell’occulto e della magia, quindi Abracadabra usata come “parola magica” in quel senso è davvero uno strumento potente.Tu saprai anche che i nostri titoli sono sempre di tre parole ogni volta. Invece questa volta abbiamo voluto usare una singola parola e quella parola doveva essere molto forte.”

 

Ci sono molti riferimenti alla magia nei vostri album, in questo a partire dal titolo fino all’artwork dove compaiono delle rune. La domanda è: quanto è importante il “senso del magico” per i Dimmu Borgir nei loro lavori e, se lo è, nella vita reale?

“Lo è, ma non è che debba essere così ovvio. In passato abbiamo fatto un po’ di cose che non erano ovvie e così anche questa volta abbiamo voluto provare a sfidare l’ascoltatore.

Sì. E anche i testi sono come una specie di estensione della nostra prospettiva di vedere le cose a riguardo (va bene, i nostri hanno deciso di rimanere un po’criptici sull’argomento nda)”

 

“Abrahadabra” è un concept album? C’è qualche storia che ci vuole raccontare?

“Assolutamente no. Noi facciamo brani che condividono gli stessi soggetti, gli stessi simboli, ma è un album molto personale con brani che raccontano una storia ognuno per sé. E’ un album che è molto vicino al nostro cuore, ne siamo molto orgogliosi. Abbiamo come la sensazione di ricominciare daccapo.”

 

L’ album suona particolarmente “sinfonico”: c’è qualche musicista del passato che vi ha ispirato? Sto pensando alle opere di Wagner o a alcuni lavori come il “Requiem” di Mozart, per esempio. “Direi di no, molti compositori paradossalmente influenzano la musica heavy ma noi preferiamo dire che non prendiamo nessuna influenza diretta…”

 

La parte orchestrale dell’ album è suonata dalla ” Kringkastingsorkestret” l’Orchestra della radio norvegese. Come riescono a collaborare due realtà così apparentemente diverse come una black metal band e un’orchestra sinfonica, visto che non è la prima volta?

“In effetti no, non è la prima volta, ma una realtà come questa orchestra è una realtà molto professionale. Anzi, spesso ci troviamo a lavorare con gente non troppo professionale, così è stata una buona cosa finalmente lavorare con persone che prendono questa passione seriamente. Siamo stati fortunati a collaborare con un’orchestra che è una delle migliori al mondo.”

 

La vostra line-up è ora composta da tre persone. E’ una scelta definitiva o dovremmo aspettarci qualche cambiamento a breve?

“No direi che non abbiamo bisogno di altra gente perché siamo stati noi tre a scrivere, comporre e arrangiare la maggior parte della musica negli ultimi dieci anni, comunque. So che dall’esterno è sembrato drammatico questo fatto di essere rimasti in tre. Sappiamo che ai fans non è sembrata una gran cosa ma noi, realmente, non abbiamo mai lavorato meglio.”

 

Farete qualche video dall’album?

“Abbiamo fatto due video in Germania qualcosa come tre settimane fa (intorno ai primi di Agosto – nda), uno verrà fuori poco prima che cominci il tour a Settembre, non sappiamo il secondo quando uscirà ma “Gateways” è il primo singolo e così il suo sarà il primo video. Per atmosfere e location sarà uno dei migliori video che abbiamo mai fatto se non addirittura il migliore.”

 

Presto suonerete in Italia, che cosa dovremo aspettarci dal vostro show?

“Beh sarà un grande show, ci saranno nuove scenografie, un grande palco montato in modo diverso…hehe non resta che venire e vedere…”

 

Ok , per me è tutto, cosa vogliono dire i Dimmu Borgir ai fans italiani?

“AHH-BRAAA-HA-DAAA-BRAAAAHH…”

 

 

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Dimmu Borgir – Recensione: Abrahadabra

Un album che ricorderemo a lungo. I Dimmu Borgir si confermano una volta di più maestri nell’arte di plasmare la materia black metal, capaci di reinventarsi, ricrearsi, mettersi in discussione nonostante la solida fama acquisita. Non a caso “Abrahadabra” è una parola che permette al mago di carpire i segreti della creazione, un solo termine questa volta, anziché i canonici tre che ricorrono nella discografia dei norvegesi, per uno degli album più diretti, più oscuri, più affascinanti.

Le traversie non sono mancate, ma nonostante la line-up ridotta a tre elementi e i dissidi che sembrano continuare (Snowy Shaw è praticamente uscito dal gruppo il giorno dopo l’annuncio ufficiale del suo ingresso), la Fortezza Oscura si erge più che mai imponente.

“Abrahadabra” schiera un parterre di musicisti impressionante, eppure vince per la sua immediatezza, per una serie di brani diretti ma non per questo banali, devoti alla tradizione ma al passo con i tempi. Già, perché l’album vede in effetti diminuire l’apporto sinfonico, forse ancora in maniera più vistosa rispetto a “In Sorte Diaboli” eppure non tralascia un opus melodico suadente, quasi ipnotico. Brani come “Dimmu Borgir”, lo splendido “Born Treacherous”, “Ritualist” e “Renewal” sono qui a ricordarcelo, con Shagrath più che mai aggressivo, mentre i tappeti di riff di Silenoz e Galder si snodano velocemente, dando però un giusto peso a dei magnifici assoli.

La voce teatrale e profonda dell’eclettico Shaw, riempie di mistero l’intransigente “Chess With The Abyss”, scheggia di violenza posta non a caso a seguire il singolo “Gateways”, nuova gemma e possibile nuovo inno dei norvegesi. La canzone vanta un corpus più enfatico e orchestrale, mentre Shagrath è coadiuvato dai graffianti vocalizzi della brava Agnete Kjolsrud. Il congedo, affidato ai tocchi siderali dell’epica “Endings And Continuations”, vede invece la partecipazione di Garm e del suo timbro che pare provenire dagli abissi.

“Abrahadabra” è la migliore sintesi di tutto ciò che i Dimmu Borgir sono stati e saranno, è black metal nelle sue vesti più eleganti e oscure, più semplicemente è arte, priva di inutile enfasi o pesanti orpelli.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast / Warner

Anno: 2010

Tracklist: 01.Xibir
02.Born Treacherous
03.Gateways
04.Chess With The Abyss
05.Dimmu Borgir
06.Ritualist
07.The Demiurge Molecule
08.A Jewel Traced Through Coal
09.Renewal
10.Endings And Continuations
Sito Web: http://www.myspace.com/dimmuborgir

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Abrahadabra!

Shagrath, vocalist e compositore dei Dimmu Borgir, rilascia le seguenti dichiarazioni sul nuovo album dei Dimmu Borgir, il cui titolo sarà “Abrahadabra”:

“Dopo undici mesi di totale concentrazione, dedizione e un professionale lavoro di squadra, le Tenebre sono tornate. Alcune persone hanno espresso dei dubbi sul futuro della band dopo l’uscita di alcuni suoi membri. Voglio assicurarvi che le cose succedono sempre per un motivo.

La fiamma nera brucia più forte che mai. Con l’insieme delle nostre diverse preferenze musicali e le personalità coinvolte, oso dire che abbiamo creato una BESTIA, il nostro lavoro più completo in diciassette anni di carriera. So che può sembrare un cliché quando devi promuovere il tuo nuovo album, ma per dirla in breve, è un pugno in faccia a tutti gli scettici…”

“Abrahadabra” uscirà in Europa il 27 Settembre per Nuclear Blast.

Fonte: Blabbermouth.net

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