Abhor: “Ritualia Stramonium” – Intervista alla band

In attesa di conoscere la nostra opinione su “Ritualia Stramonium” (i dettagli), il nuovo album dei veterani Abhor, Metallus ha il piacere di scambiare alcune parole con la band, che ci presenta il nuovo platter e le attività della congrega del Vinum Sabbati. “Ritualia Stramonium” è una sferzata di vitalità all’interno del panorama black metal italiano e, ne siamo certi, permetterà ai nostri di raccogliere numerosi consensi.

Innanzitutto benvenuti e grazie per l’intervista che concedete al nostro portale. “RitualiaStramonium” arriva quattro anni dopo “Ab Luna Lucenti, Ab NoctuaProtecti”. Un periodo piuttosto lungo che vi ha visti impegnati in altri progetti oppure vi siete presi il tempo necessario richiesto dalla composizione dell’album?

Saevum: La Congregazione del Vinum Sabbati è padrona del proprio tempo e rifugge dai ritmi della moderna società. Come la Natura scandisce il naturale evolversi delle stagioni per la raccolta dei suoi frutti o come un buon vino che necessità del giusto invecchiamento anche “Ritualia Stramonium” ha subito il suo corretto processo di maturazione.

Ho notato come “RitualiaStramonium” sia forse il vostro album più solenne, ricco di melodie disturbanti tessute dall’organo e di atmosfere epiche e misteriose. Vi ritrovate nel mio punto di vista?

Kvasir: Negli Abhor l’evoluzione è sempre stata continua, seppur rimanendo in qualche modo ancorati al genere che suoniamo. Personalmente mi piacciono tutti i lavori, forse perché ascoltando ogni singolo album mi vengono in mente momenti e situazioni vissute in quel determinato periodo. Non mi sbilancio nel dire che questo sia l’album più bello, ma sicuramente è il più maturo sotto tutti i punti di vista: nella composizione, negli arrangiamenti ed anche nei testi.

Un’altra mia impressione è come anche l’utilizzo della voce sia più variegato, tralasciando a tratti lo screaming a favore di tonalità recitanti e cariche di inquietudine. Una scelta voluta o tutto è emerso con naturalità durante la composizione?

Kvasir: Mi fa piacere che tu abbia notato quest’utilizzo variegato della voce. La ricerca è sicuramente una scelta voluta. C’era da tempo l’idea di provare a spingersi oltre.  Devo dire però che l’esecuzione è avvenuta in un momento con una particolare carica spirituale, alcolica ed esoterica. Siamo nella scena da anni, con parecchi album alle spalle. Ormai non ci interessa buttar fuori chissà quanti CD, ma piuttosto vogliamo curati i dettagli e buttar fuori qualcosa quando ne siamo pienamente soddisfatti ed orgogliosi.

Il panorama lirico lascia intendere numerosi riferimenti alla stregoneria e le arti magiche. Volete illustrarci i testi più nel dettaglio?

Saevum: Abbiamo scavato nel profondo fino a far riemergere le vere radici della Stregoneria e della Magia Rituale. Contestualizzandole al territorio in cui viviamo le abbiamo fatte nostre e raccontate al pubblico, come facevano le vecchie di sera, nei nostri paesi, durante il filò. I testi di questo album parlano di scongiuri, maledizioni, possessioni e come l’uomo può fare proprie le forze naturali che ci circondano. Non voglio privare i lettori attenti del piacere della scoperta e della personale interpretazione.

La vostra completa adesione ai canoni del black metal più intransigente  e puro non ha mai coinciso con l’immobilità stilistica che purtroppo interessa parecchie band di settore. Cosa pensate che vi abbia spinti verso questa capacità di riproporvi senza particolari innovazioni ma sempre con album suggestivi e coinvolgenti?

Kvasir: Ti ringrazio per le tue parole, segno che sei un ascoltatore non superficiale. Sai è sempre più facile sentire musica, ma sempre più difficile trovare il tempo di ascoltarla veramente. Con l’era di internet tutto è diventato veloce, si sentono un sacco di gruppi, ma perlopiù superficialmente. Come si può ascoltare qualcosa da youtube?! Comprate i dischi che vi piacciono, e supportate l’underground. Scusa la divergenza, tornando alla domanda… Il tema conduttore che lega la nostra storia dall’inizio alla fine è la forte componente esoterica della legione occulta. Il Black Metal è sicuramente il nostro settore musicale di riferimento, ma nelle nostre menti il concetto di black metal è molto ampio. Black Metal è il lato oscuro che c’è in ognuno di noi; il senso lato potrei azzardarmi a dire che Devil Doll o Diamanda Galas suonano black metal. La nostra evoluzione nel tempo è innegabile, seppur sempre ancorata in qualche modo alla matrice iniziale. Che senso avrebbe avuto aver buttato fuori album cloni uno dell’altro?!

Una curiosità relativa a un brano: ho notato come “The Chant Of The Owl” possieda un finale sui generis, per certi versi accostabile a sonorità neofolk, pur riadattate al contesto. Cosa ne pensate di questo genere? Pensate che potrete mai concedere aperture a panorami musicali differenti dal black metal?

Saevum: Domanda interessante… dal mio punto di vista in quel contesto siamo riusciti a canalizzare l’essenza del filone neofolk cioè il suo lato più ritualistico e storico/occultistico. Il folk che inseriamo nelle nostre composizioni è questo, più Italiano, generalmente Europeo e meno puramente nordico. Death in June, Current 93, Sol Invictus, per citare solo i principali esponenti del genere,  sono stati spesso per me fonte di ispirazione… ma questa non è una novità in casa Abhor, fin dall’album “I.N.R.I.” abbiamo sempre inserito parti ambient, dal sapore neofolk e in qualche rara occasione abbiamo sfiorato arie pseudoindustriali, senza snaturare la base del nostro stile… Si tratta di sperimentazioni sempre velate e arrangiate in piccole dosi, per dare piacere e non disturbo.

“RitualiaStramonium” arriva esattamente nel vostro ventesimo anno di attività. Come veterani dalla scena come vedete l’attuale panorama estremo in Italia e nel resto del mondo? Credete che le contaminazioni musicali che hanno interessato il black metal possano averne in qualche modo snaturato l’essenza?

Saevum: La vedo male e l’ascolto meno… sono molto statico e tradizionalista, lascio ad altri il ruolo di talent scout e accetto solo da persone fidate suggerimenti verso nuovi ascolti. E’ estremamente raro che riesca a provare emozioni positive ascoltando Black Metal contemporaneo… trovo tutto ben fatto, produzioni brillanti, packaging innovativi… mi sembra però tutto artificiale… Non credo che questa perdita progressiva di verve sia riconducibile alle contaminazioni dei vari generi, bensì al sopravvento della tecnologia e quindi alla produzione discografica vera e propria, quello che volgarmente viene chiamata “qualità di registrazione”. I primi anni del nuovo millennio hanno visto la definitiva affermazione del digitale nei confronti dell’analogico e qui è andata perduta la vera fascinazione del Black Metal che era nato con un sound in antitesi a quello attuale. I suoni erano sporchi, marci, imprecisi, “intombati”… tutti aggettivi che rimandano in forma naturale a quella che doveva essere la musica del Maligno. Non credo che Satana ascolti con piacere gli ultimi Dimmu Borgir o Cradle of Filth (se esistono ancora, non lo so), probabilmente si culla più volentieri al suono dei Beherit!

E’ prevista una promozione dal vivo del nuovo album?

Kvasir: Ci piacerebbe tornare a suonare dal vivo ma ad essere onesto le nostre attività lavorative al momento non ce lo permettono. Abbiamo avuto parecchie richieste ed opportunità di tour esteri a cui tristemente abbiamo dovuto rinunciare. Speriamo comunque in un futuro non troppo lontano di riuscire a sopperire a questa mancanza e a portare nuovamente ABHOR sul palco. Sarà un rituale ricco di personalità e con una forte carica esoterica.

Quali progetti interessano il futuro della band e le attività del VinumSabbati?

Kvasir: La congrega è impegnata nella diffusione del nero verbo sotto molti aspetti. E’ appena uscito il primo album dei MourningMist (ForeverPlaguedRecords) che in qualche modo sono legati al Vinum Sabbati. Posso già anticipare la ristampa del primo Profezia per Moribund Cult quest’estate, e stiamo lavorando alla stesura dei testi per il nuovo lavoro. Ci sono inoltre un paio di altri progetti in cantiere, tra cui uno split 7” degli ABHOR con una vecchia band black metal primi anni ‘90. Restate quindi sintonizzati.

Non ultimo, un vostro messaggio ai nostri lettori.

Saevum: Grazie per la piacevole chiaccherata. La benedizione della Legione Occulta scenda su di voi, su tutti coloro che ci sostengono e ci capiscono. A tutti gli altri, possa lo Spirito del Male possedere le loro carni. Amen.

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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