I: Abbath Is Back – Intervista a Abbath

Innanzitutto grazie per l’intervista Abbath e ben tornato! Vuoi presentarci ‘Between Two Worlds‘, il primo album dei tuoi I?

“Ho composto le canzoni presenti sull’album nel periodo immediatamente successivo alla fase di stand-by degli Immortal. Alcune idee invece sono state prese da brani più vecchi che avevo originariamente pianificato per la band.”

Dal mio punto di vista l’album suona come un mix tra il metal classico e storici acts di metal estremo, Bathory, Venom, il tutto unito a dei ritmi, passami il termine, “rockeggianti”, un po’ alla Motorhead per intenderci. Sei d’accordo?

“Certo che lo sono. D’altronde hai citato delle influenze fondamentali per me, le band che nomini sono proprio quelle che seguo con passione fin da adolescente. I miei ascolti sono piuttosto vari, passo dai Kiss ai Motorhead, dai Venom ai Bathory.”

Quali influenze appartenenti alla scena black metal sono a tuo parere presenti su ‘Between Two Worlds’? A proposito, quali band attuali ci suggeriresti di seguire e perché?

“Non sono mai stato influenzato da altri gruppi black metal, davvero. Ci sono delle band veramente ottime nella scena, ma onestamente mi concentro solo su quello che faccio io.”

Come mai hai scelto il moniker I? E’ relativo alla tua sfera personale oppure è un omaggio al periodo degli Immortal?

“La I ha un valore fortemente simbolico, è un vero marchio di riconoscimento. Puoi interpretarla come la I di Immortal, ma può anche essere I in quanto “me stesso” e mi fermo qui perché non ho ragione di spiegare questa scelta in modo più approfondito.”

Vuoi presentarci i membri della band? Come sei entrato in contatto con loro?

“Ice Dale (ovvero Arve Isdal, n.d.a.) suona negli Enslaved e negli Audrey Horne, è giovane ma possiede già un grande talento, ha eseguito degli splendidi assoli sull’album e mi ha aiutato molto in studio. T.C. King ha suonato nei Gorgoroth (con il nick King Of Hell, n.d.a.) e ha una band doom chiamata Sahg. Non si direbbe ma è un gran bravo ragazzo. Armagedda è stato naturalmente il primo batterista degli Immortal. Siamo sempre stati in ottimi rapporti in tutti questi anni ed è stato un piacere poter lavorare nuovamente insieme a lui.”

Tutti i testi dell’album sono stati scritti da Demonaz, potresti illustrarceli? Credi che ci sia la possibilità di vedervi suonare nuovamente insieme?

“Non potrei mai. Nessuno può spiegare il contenuto di quei testi se non Demonaz stesso, lui è l’unica persona in grado di scrivere parole che si possono accompagnare alla mia musica. Siamo sempre stati grandi amici, una vera squadra.”

Guardando il vostro sito ho notato come la band abbia adottato un look ben più vicino al metal classico che non a quello estremo, vuoi parlarci di questa scelta?

“Ad essere onesto non diamo molto peso all’aspetto esteriore…”

Il progetto I è autoconclusivo oppure sentiremo parlare ancora della band?

“Ci sarà sicuramente un nuovo album degli I, ma per il momento voglio concentrarmi sui prossimi show degli Immortal.”

Cosa puoi dire sulla reunion degli Immortal? Avete solo l’intenzione di esibirvi dal vivo o credi che ci sarà anche il tempo per comporre del materiale destinato a un nuovo album?

“E chi lo sa! In questo momento abbiamo deciso di esibirci solo in alcuni show ben pianificati e credimi, non vedo l’ora. Non c’è in progetto un nuovo album, ma tutto è possibile. Ora come ora però voglio impegnarmi affinché questi concerti riescano nel migliore dei modi.”

Siamo giunti al termine. Prima di salutarci ti chiedo di lasciare un messaggio ai vostri fan italiani.

“Grazie per il supporto, so che abbiamo molti fan in Italia. Il vostro paese può vantare il cibo migliore e le donne più belle, ah, ah, ah!”

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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