Earth Crisis: A new world order? – Intervista con Dennis Merrick

Tornati alla Victory Records dopo un’esperienza non proprio entusiasmante con la Roadrunner, gli statunitensi Earth Crisis hanno dato alle stampe un album, ‘Slither’, che potrebbe attirare l’attenzione di molti appassionati di musica heavy e far guadagnare nuovi fan al gruppo. Un lavoro violento ed aggressivo come al solito, ma che per la prima volta mostra anche un tentativo da parte della band di evolvere il proprio sound e renderlo più vario ed interessante rispetto al passato. Ne parliamo con Dennis Merrick, batterista della band…

Allora Dennis, parliamo di questo nuovo album. Cosa ci puoi dire in proposito?

“Siamo veramente soddisfatti del lavoro svolto! Volevamo raggiungere dei risultati precisi e ci siamo riusciti: è un album molto diverso dai precedenti, abbiamo deciso di introdurre più melodia, specie nelle parti vocali, e di rendere il tutto più vario ed eccitante. Sono convinto che non potessimo fare di meglio.”

Parlavi di differenze con i lavori precedenti: come avete deciso di dare questa svolta decisa al vostro sound? Oltre alla voce, che è comunque il primo particolare che si nota, stavolta c’è anche un uso notevole di tecnologia, sample, filtri… vi siete forse stancati di quello che facevate prima?

“Beh, siamo ancora soddisfatti dei nostri vecchi album, si tratta di lavori originali, estremamente aggressivi e c’era ben poca gente che si cimentava in un genere come il nostro. Questa volta abbiamo cercato di mantenere intatta la nostra aggressività, è un nostro elemento naturale ormai, ma abbiamo cercato di aggiungere dei nuovi elementi per farla risaltare ancora di più, ecco il perché della presenza di sample e tecnologia varia. Abbiamo cercato di comporre qualcosa che veramente ci piacesse, mentre prima magari abbiamo badato di più a fare qualcosa che piacesse ai nostri fan, ma credo che la nostra soddisfazione riguardo a ‘ Slither’ coincida con quella dei nostri fan in ogni caso.”

Quali sono i pezzi che preferisci dell’album?

“Forse i primi due brani, cioè la title track e ‘Provoke’ (un pezzo violentissimo, nonché uno dei migliori dell’album! N.d.A.) , mi piacciono entrambe moltissimo. Ma è difficile scegliere per me… anche ‘Biomachines’ è uno dei miei preferiti, perché si distacca un po’ dagli altri, è un gran pezzo, mi diverto molto a suonarlo”

Per quanto riguarda i testi, c’è un filo conduttore comune in tutto l’album?

“Sì, credo di sì. Sono tutti pezzi che parlano di come la tecnologia sta cambiando le nostre vite, di come sta influenzando la gente, di come tutto pian piano stia cambiando, anche se magari non ce ne accorgiamo. Cerchiamo di esprimere anche quello che è il nostro tentativo di resistere a tutto ciò, affinché non sia la tecnologia ad avere la meglio, ma ci spazio anche per l’uomo. Sì, è come una battaglia, bisogna cercare di sopravvivere”

Una visione non proprio positiva del futuro quindi! Un po’ pessimista!

“No, non direi! Quelli che esprimiamo sono comunque sentimenti di speranza! Il fatto che l’uomo possa opporsi a tutto ciò è già un segno di speranza. Alla base di tutto c’è comunque la vita, la possibilità di scegliere cosa è giusto e cosa è sbagliato, non credo che si possa definire pessimista una visione del genere. Uno degli argomenti che trattiamo spesso ha a che fare con il nostro stile di vita (per chi non lo sapesse, gli Earth Crisis sono una delle band di punta del movimento straight-edge! N.d.A), cerchiamo di fare in modo che la gente pensi a quello che diciamo, ma che pensi con la sua testa, decida da sola cosa è meglio fare. E lo stesso avviene per i testi di ‘Slither’”

Non temete che qualcuno possa prendervi ‘troppo sul serio’? Considerarvi quasi dei predicatori, magari…

“Non credo che ci sia qualcuno che ci considera in questo modo, sinceramente. Certo, quando suoni in un gruppo e hai un pubblico numeroso che ti segue hai anche delle responsabilità, perché quello che dici verrà ascoltato da molta gente. Quello che cerchiamo di fare maggiormente è fornire delle informazioni, far pensare la gente. E’ giusto che vengano uccisi degli animali per fare degli esperimenti? E’ giusto che qualcuno possa assumere delle droghe e poi mettersi tranquillamente alla guida rischiando di mettere in pericolo anche la vita degli altri? Ogni individuo può trarre le sue conclusioni, a noi interessa informare la gente sui rischi che certe scelte possono comportare. Non vogliamo essere dei profeti o dei messia… se qualcuno ci considerasse tali sarebbe come tornare alla preistoria! I veri messia sono stati altri, non certo gli Earth Crisis!”

Tornando alla musica… quali sono i tuoi ascolti abituali?

“Per quanto riguarda la musica heavy, una delle mie band preferite sono i Sepultura: hanno un sound molto aggressivo, cercano sempre un sound personale ed originale e inoltre mi sembrano anche convinti di quello che fanno e consapevoli che il proprio ruolo di musicisti comporta anche parecchie responsabilità. Ascolto anche moltissimo hip-hop, attualmente.”

Siete tornati alla Victory dopo un’esperienza brevissima con la Roadrunner: cosa non ha funzionato con questa etichetta, che problemi avete avuto?

“La Roadrunner aveva delle mire precise su di noi, volevano che producessimo un certo tipo di musica che noi in quel momento non ci sentivamo di comporre. Penso che probabilmente se avessimo scritto ‘Slither’ allora, sarebbero stati molto contenti! Ma non eravamo ancora pronti per fare qualcosa di questo tipo. Una volta mollata la Roadrunner abbiamo ricevuto molte offerte da varie label, ma alla fine abbiamo deciso che la cosa migliore era tornare con la Victory, che è un po’ la nostra casa, sappiamo che possiamo contare su stima e fiducia reciproca con i ragazzi di questa casa discografica.”

Per concludere, cosa pensi di internet e della diffusione della musica tramite la rete? Non so se ne sei a conoscenza, ma ultimamente si discute molto su questo argomento, i Metallica in particolare hanno messo in piedi una vera e propria battaglia legale contro Napster e gli mp3…

“Penso che sicuramente la questione debba essere regolata in qualche modo, ci dovrebbero essere delle regole. Credo comunque che non si tratti di un pericolo vero e proprio per chi fa musica, i veri appassionati non rinuncerebbero mai ad avere il prodotto intero e finito, completo di artwork, booklet e tutto il resto, non si accontentano di qualche mp3 scaricato dalla rete. Credo che i vantaggi che derivano da ciò superino gli svantaggi, non a caso nel nostro website ( http://www.earthcrisis.com ) puoi trovare un mp3 del nuovo album che puoi scaricare gratuitamente. Non credo che tutto questo basterà per distruggere l’industria discografica.

Fabio Rodighiero

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