Suidakra: “Realms Of Odoric” – Intervista ad Arkadius

Finalmente, raggiunta la dodicesima release, ospitiamo su metallus anche i tedeschi Suidakra, guidati dal chitarrista Arkadius (provate a leggere il nome al contrario e capirete come è stato scelto il monicker della band). I nostri, freschi dell’uscita dell’ottimo “Realms Of Odoric”, realizzeranno per la fine dell’anno un seguito in versione orchestrale. Cerchiamo di scoprire il più possibile di questo interessante concept che vede coinvolto in prima persona l’illustratore/fumettista Kris Vervimp (ha lavorato con così tante band che un elenco risulterebbe superfluo), da anni paroliere della band…

“Realms Of Odoric” è probabilmente il vostro album più ricco a livello di sound… folk, melodic death, atmosfere da colonna sonora, tre voci differenti… Arkadius puoi dirci come avete lavorato per comporre il CD dal punto di vista musicale?

Arkadius: Come hai sottolineato questo album ha delle parti orchestrali perché si tratta di un concept che volevamo rendere al meglio e ciò ha comportato molto lavoro in più rispetto al solito. Erano già esistenti delle linee melodiche legate ai personaggi creati per il fumetto “Odoric, The Wall Of Doom” ideato da Kris Vervimp e quindi ho dovuto lavorare sulla musica per rendere metal queste idee. Per questo per l’album, dal punto di vista compositivo, mi sono concentrato maggiormente sulla struttura delle canzoni e sugli arrangiamenti; non volevo scrivere pezzi con 20 riff o cose di questo genere come abbiamo anche già fatto in passato. Volevo curare maggiormente i cori e le linee vocali affinchè tutto fosse connesso al meglio proprio perché si trattava di un concept. Si è trattato comunque di un punto di arrivo naturale; quando scrivo un nuovo album dei Suidakra devo prima sentirmi completamente coinvolto nella nuova atmosfera che devono avere i brani. Così di solito inizio con una, due o tre canzoni e poi il resto arriva. Questa volta per me è stato più semplice perché avevo già pianificato di realizzare dieci pezzi –che poi son diventati tredici- per il concept ed avevo già più o meno un’idea iniziale di come dovessero essere ed ero davvero ispirato.

So che per quanto riguarda i testi si tratta di un concept legato al fumetto “Odoric, The Wall Of Doom” creato tempo fa dal vostro illustratore di fiducia Kris Vervimp. Come avete lavorato quindi per scrivere i testi del concept?

Kris mi ha comunicato quante canzoni ci sarebbero dovute essere nell’album e di cosa avrebbero dovuto trattare in riferimento al fumetto ed io ho composto la musica per ognuna; a questo punto Vervimp mi ha fatto avere i testi per i brani. Questo vale per tutti i pezzi tranne per “Braving The End” e “Undaunted” in cui canta Tina Stabel; qui abbiamo dovuto lavorare al contrario iniziando dal testo per poi creare le linee melodiche.
Aggiungo che normalmente prima di entrare in studio per il lavoro più sostanzioso registriamo delle demo; qui siam partiti quasi sempre dalla musica a cui abbiamo aggiunto i testi e dalla versione demo a quella definitiva in alcuni casi le canzoni hanno subito delle variazioni.
Il fatto che Kris abbia scritto per noi i testi dei concept da “Crógacht” (2009) ad oggi ha reso anche in parte più semplice il lavoro perché ormai per lui è già il quarto album su cui lavora.

Ti va di spiegarci la trama del concept canzone dopo canzone?

Caspita! Risulterebbe alquanto difficile perché ci sarebbe da dire molto per ogni singola canzone; quel che posso dire è che ovviamente come sai si basa sul personaggio di Odoric creato da Kris nel fumetto “Odoric, The Wall Of Doom” e generalmente ogni pezzo presenta un personaggio di questa storia ed anche differenti tribù e le loro usanze. Ad esempio “Braving The End” è dedicato alla moglie di Odoric (la principessa) e presenta un dialogo fra lei che sta morendo ed il personaggio principale; per questo motivo il pezzo è triste. Abbiamo poi “Creeping Blood” che parla di una tribù che è quasi più una sorta di culto; loro uccidono persone, ne bevono il sangue e compiono altre nefandezze e per questo l’atmosfera del brano è decisamente cupa. Al contrario il pezzo “Lion Of Darcania” parla di un personaggio che protegge il regno di questa tribù molto orgogliosa che può esser paragonata all’impero romano. Nel brano “Pictish Pride” si narra della sconfitta dei Pitti da parte della tribù presentata in “The Hunter’s Horde”. Come vedi ci sono molti personaggi ed ambientazioni e l’album praticamente presenta il mondo in cui si muove Odoric.
Dopo questo album alla fine dell’anno esce poi “Realms Of Odoric Second Age”, lavoro orchestrale, che approfondirà ulteriormente questa trama.

Probabilmente quindi nel CD sono presenti così tanti stili perché è necessario presentare i numerosi personaggi in modo diverso?

Si, assolutamente; ad esempio “Creeping Blood” è decisamente oscura mentre “Pictish Pride” ha un tocco folk; “Braving The End” è invece una triste ballad mentre “Hunter’s Horde” ha un tocco orientale proprio perché presenta una tribù situata all’est.

E’ possibile ottenere “Realms Of Odoric” ed anche il fumetto? Cosa conterrà la limited edition di questo CD?

Si, come dicevo prima l’album orchestrale, “Realms Of Odoric” ed il fumetto “Wall Of Doom” sono strettamente connessi. Il fumetto in particolare è stato realizzato negli anni ’90 ed è stato progettato come trilogia. Poi Kris ha iniziato a lavorare molto sul fronte artwork per tante band metal e l’opera precedente si è bloccata. Quando Vervimp, alcuni anni fa, mi ha proposto di realizzare questo progetto orchestrale e l’album metal connettendo il tutto al suo fumetto noi stavamo già lavorando con lui e quindi è stato tutto molto semplice.
Il package con i due album e il fumetto è quindi l’ideale per una limited edition che presenti al meglio la “first age” dell’ambientazione del mondo di Odoric. In realtà il fumetto è introvabile da anni ma Kris ne aveva ancora un po’ di copie e quindi unire questo agli album è davvero una rarità per chi vuole avere un quadro completo dell’opera.

Ho visto il lyrics video in studio di “The Hunter’s Horde”; davvero divertente! Realizzerete anche un video magari con i dipinti di Kris che illustri il concept?

No, questo tipo di progetto al momento non è previsto; sarebbe interessante ma non avremmo il tempo a disposizione; come dicevo prima adesso siamo completamente impegnati nella composizione dell’album orchestrale su Odoric che uscirà a dicembre. Come saprai per girare un video ci vuol tempo e organizzare qualcosa di così grande ne richiederebbe troppo. Sicuramente invece realizzeremo qualcosa di simile a ciò che hai visto anche per “Braving The End” con Tina e Sascha (ndr, Aßbach; altro singer con voce “pulita” presente come ospite sull’album)… una versione acustica, ossia qualcosa che i Suidakra non hanno mai realizzato in passato.

Pensi sia possibile suonare dal vivo in unico show il vostro ultimo concept?

Certo, è possibile. Alcuni giorni fa abbiamo presentato quasi tutto l’album in uno show promozionale in Germania e ti dirò che l’effetto è davvero ottimo. Abbiamo usato dei sample per le parti orchestrali ma tutto ha funzionato alla perfezione creando un’atmosfera davvero epica che ci ha emozionato.

Nel corso della vostra carriera avete realizzato diversi concept; ti va di ricordarli e di parlarci delle vostre fonti di ispirazione?

Si, anche se non sono io l’autore dei testi, io compongo la musica; ora il paroliere è Kris mentre in passato era compito del nostro secondo chitarrista Marcel. Il nostro primo concept è “Emprise To Avalon” (2002) che racconta la leggenda di re Artù. Poi abbiamo “Crógacht” (2009) che è basato su di una saga irlandese ed è il primo scritto da Kris. A seguire abbiamo composto “Book Of Dowth” (2011) che racconta del lato oscuro dei Pitti ed infine “Eternal Defiance” (2013) che è basato su di una saga gallese. Come puoi vede il concept fa ormai parte integrante della storia dei Suidakra e a dirti la verità più passano gli anni e più mi piace comporre in questo modo.

Dando un’occhiata alla vostra lunga discografia (ormai siete al dodicesimo CD) c’è un album in particolare a cui sei legato (e perché) e magari un altro in cui cambieresti qualcosa se potessi?

Ogni tanto mi vien fatta questa domanda; per me i nostri album sono tutti dei figli e sono legato a loro visto che sono usciti in momenti diversi. Certo… negli anni ’90 la tecnologia era differente ed oggi alcuni CD suonano un po’ rozzi ma questa caratteristica la adoro perché mi ricorda quel periodo; ascoltando i differenti album ricordo quel che provavo in quel periodo quindi non cambierei nulla perché ognuno di essi ha contribuito a formare i Suidakra del 2016. Li amo tutti e non cambierei nulla.

Che progetti avete per questa estate? Dove suonerete?

In realtà non suoneremo molto dal vivo perché stiamo lavorando all’album orchestrale ed abbiamo un nuovo bassista, Jan Jansohn. Di conseguenza vogliamo comunque provare i nuovi pezzi dal vivo ed eseguiremo alcuni singoli show ma parteciperemo anche a festival in Germania come Metal Frenzy. Poi organizzeremo un tour europeo e l’anno prossimo andremo in America.

Per la tua esperienza quali sono i festival in cui ti senti meglio… sia pensando al palco che ai fan? Ricordi qualche episodio divertente in particolare?

Guarda a me piacciono tutti i festival e mi piace tutto dei festival. Noi non siamo quel tipo di band che arriva venti minuti prima del concerto, suona e poi se ne torna a casa. A noi piace restare in zona, respirare l’atmosfera del festival, stare con i fan; di conseguenza quando andiamo in un festival ci restiamo due o tre giorni.
Di conseguenza ci sono tantissimi episodi che potrei raccontarti perché quando stai bene in un festival tendi a bere ed ubriacarti e poi può capitare di tutto; non voglio comunque dirti nulla perché non vorrei far fare figuracce a qualcuno della band o della nostra crew ahah. Se vuoi veder dal vivo qualche episodio divertente vieni ad un nostro show e sicuramente non mancheranno.

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leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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