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Homepage | Interviste | SIMONE FIORLETTA   
10/09/2009

SIMONE FIORLETTA

Ancorato alla realtà

Ritroviamo con piacere Simone Fiorletta, valente musicista della nostra scena musicale, che si appresta a parlarci diffusamente del suo nuovo album, appena pubblicato dall’etichetta Lion Music.

Ciao Simone, e innanzitutto ben ritrovato. Ascoltando il tuo nuovo disco, “When Reality Is Nothing”, mi viene da pensare che ci siano molti punti in comune con il tuo lavoro precedente, “My Secret Diary”, a cominciare dai musicisti impiegati e dallo stile generale dei brani. Quali sono invece le novità e i punti di distacco tra questo disco e il precedente?

“Ciao Anna, tutto bene? Bhè, a livello stilistico i due lavori sono simili…dopotutto è il mio modo di comporre. Di sicuro “When Reality Is Nothing” suona in maniera molto più matura sia da un punto di vista di songwriting, sia per il sound vero e proprio. Penso sia quasi un “dovere” pubblicare dischi con accortezze sempre più curate.
Per quanto riguarda la line-up è ben diversa rispetto al precedente “My Secret Diary”. L’unico componente rimasto invariato è il caro amico Andrea De Paoli (Labyrinth) alle tastiere. Questa volta sono affiancato,al basso e batteria, rispettivamente da Matteo Raggi e Marco Aiello, due ragazzi molto giovani ma con già tante cose da dire. Poi ci sono anche ospiti interessanti ma ne parliamo tra poco…”


Alcuni brani di “When Reality Is Nothing” sono chiaramente ispirati al tuo vissuto familiare; ce ne sono altri che invece si riferiscono a tematiche più generali?

“Proprio tematiche generali non direi. Tutte le mie composizioni traggono ispirazione da eventi o emozioni vissute in prima persona. Per quanto riguarda la tracklist di quest’album posso dirti che il brano "Thanx" è nato per esprimere la mia gratitudine nei confronti dei miei genitori; "My Brother", come si può facilmente intuire, è nato ispirandomi a mio fratello; "Dance In The City" pensando alle volte in cui si esce con gli amici con il solo scopo di divertirsi; "I Believe In You" è nato quando la mia ragazza era sotto discussione tesi e per me con questa song le facevo capire che le ero vicino; "Loneliness In Your Eyes" è venuta fuori in un brutto momento passato sempre dalla mia ragazza, momento in cui ha perso un parente a lei caro; "Laura"...bhè con questo brano ho immaginato proprio la mia compagna come sarebbe se fosse una canzone; "Oh No, Once Again?" è il seguito di "Brawl In A Saloon" (My Secret Diary), hai presente le tipiche risse da saloon nei film comici?!; "Ehy...What's Up?" ispirata a quando ti capita di vedere un tuo amico particolarmente contento che ti viene istintivo chiedergli "Ehy...Cos'hai fatto?"; ed infine "Like A Bird" nata pensando al volo degli uccelli inteso come senso liberatorio da tutto e tutti, come se in quel momento vivi in un sogno tuo diretto da te stesso”.

A fronte di titoli generalmente positivi, il titolo del disco sembra abbastanza pessimistico. Qual è il messaggio principale che vorresti trasmettere con questo album?

“Pessimistico? Diciamo che non era nelle mie intenzioni far sembrare ciò. Hai presente quando ascolti un disco che ti piace particolarmente e con i pensieri non fai altro che viaggiare nel tempo o in posti inesplorati? Ecco, intendo proprio questo, il potere della musica di trascinarti al di la della realtà di tutti i giorni…”

Qual è il tuo brano preferito del disco e perché?

“A dire il vero non ho un brano preferito perché in ciascuno di essi trovo sempre dei ricordi e delle emozioni che mi hanno spinto a scriverlo”.

Nel tuo disco compaiono ospiti importanti, come Neil Zaza e Mistheria. Come sei entrato in contatto con loro?

“Mistheria è un mio amico da un po’ di anni ormai, lo conobbi quando nel 2001, a 19 anni, aprii un live di Neil Zaza presso l’Alpheus di Roma. Lui era alle tastiere con Neil. Quando ho iniziato a scrivere materiale nuovo che poi sarebbe diventato “When Reality Is Nothing”, ho contattato Mistheria per chiedergli se gli andava di partecipare al disco. Una volta avuto il suo consenso, ho provato a girare la richiesta anche a Neil, tramite Mistheria, e lui ha accettato senza troppi indulgi. Per questo sono e sarò sempre riconoscente nei confronti di Mistheria in quanto Neil Zaza è un chitarrista che stimo e seguo da molti anni e averlo avuto come ospite per me è stata un’immensa gioia”.

Ci sono musicisti con i quali non hai ancora collaborato e con i quali ti piacerebbe realizzare un progetto musicale?

“A dire il vero ce ne sarebbero molti…ma piano piano conto di aumentare il numero delle mie collaborazioni, comunque ti terrò sempre aggiornata, ok?

Quali sono secondo te i chitarristi della scena attuale che stanno andando per la maggiore?

“In primis ci sono sempre i big, Satriani, Steve Vai, Moore ed altri…ed è giusto così. Personalmente non posso far altro che nominare anche nomi nostrani quali Fabrizio Leo, Marco Sfogli, musicisti a dir poco eccezionali”.

Che cosa deve avere un musicista singolo o una band per emergere in una realtà come quella attuale, dove si corre sempre il rischio di avere un lampo di celebrità e poi di essere dimenticati altrettanto velocemente?

“Penso che i fattori da tenere in considerazione sono tanti. Purtroppo, almeno per quello che posso vedere io, molto spesso determinati musicisti o gruppi si bruciano la strada da soli per una propria “alta” considerazione di loro stessi. Oggi come oggi il percorso da fare è molto lungo, non c’è quasi mai il punto di arrivo ne dopo il primo, secondo, terzo disco. Bisogna sempre stare al passo con i tempi e cercare di pubblicare lavori al massimo con un paio d’anni di distanza l’uno dall’altro. Ovviamente do per scontato che alle spalle debba esserci una label di medio/alto livello.
Ci sono gruppi che pensano di essere “famosi” anche solo perché, piuttosto che lavorare effettivamente sulle proprie composizioni per poi mettersi alla ricerca di un’ottima casa discografica, si chiudono dentro casa davanti alla propria pagina di myspace ad aggiungere amicizie per poter dire “ho raggiunto 100.000 visite quindi ho 100.000 fan”. Non so se ne conosci qualcuno ma personalmente ne conosco tanti.
Poi di base c’è anche un’ignoranza sulla scena musicale underground. Molta gente che mette su gruppi e prova a sfondare è gente che non acquista giornali di musica o non segue nessun sito internet e ciò ti porta a non renderti conto di quanta gente c’è in giro che prova ogni giorno ad aprirsi un proprio cammino per arrivare a fare un disco. Ed è per questo che spesso ci si monta la testa anche se in mano si ha solo una demo.
Comunque tornado a noi… cara Anna, ti ringrazio per le splendide domande e per la tua ormai nota gentilezza. Ne approfitto anche per ringraziarti per le belle parole nella recensione e ringrazio tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere questa nostra chiacchierata. Invito tutti a venirmi a trovare su www.simonefiorletta.it o www.myspace.com/simonefiorletta e se qualcuno volesse scrivermi in privato, sarò lieto di rispondere a tutte le e-mail. A presto…Simone”.


Anna Minguzzi
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