Con un album come “Phylogenesis” non potevamo farci scappare l’occasione di sentire qualche impressione dai NECRODEATH. La band al completo ci illustra l’interessante concept che ruota dietro al disco che cerca di scoprire le origini del genere umano, origini che i Necrodeath hanno rispolverato nella loro ultima fatica.
Ciao ragazzi! Potete presentarci il vostro nuovo album “Phylogenesis”?
PESO : Questo è il nostro ottavo album e diciamo in poche parole che con “Phylogenesis” c’è una sorta di ritorno al passato, la vecchia scuola è uscita in maniera predominante lasciando però ampio spazio a suoni ed arrangiamenti moderni targati 2009, grazie anche alla collaborazione di Giuseppe Orlando, nostro produttore artistico già dai tempi di “Tons of hate”.
Il disco è stato registrato e concepito dalla nuovissima line-up che vede oltre al sottoscritto e a Flegias l’inserimento finalmente definitivo di Pier alle chitarre ed il nuovo ingresso di GL al basso.
Da quanto sono riuscito a cogliere, “Phylogenesis” risulta essere un concept legato alla storia dell’umanità, potete spiegarci meglio di cosa si tratta?
GL : Si, Phylogenesis è un concept album basato sul trascorrere del tempo legato alle teorie della genesi umana, infatti è strutturato in 9 tracce che racchiudono in sè diverse teorie storiche, scientifiche o religiose riguardo la creazione ed il suo destino. I primi tre brani parlano del passato, per esempio in “The Theory” si fa riferimento alla teoria della creazione umana da parte di entità extra-terrestri che “userebbero” il pianeta terra come “laboratorio” scientifico, quindi l’umanità come frutto di questi esperimenti. Nella parte centrale dell’album si parla del presente come ad esempio in “Propitiation of the Gods” viene descritta una scoperta archeologica avvenuta in Siria, dove sono stati trovati scheletri di corpi umani e cavalli decapitati, mentre nella parte conclusiva di Phylogenesis, il futuro che ci immaginiamo si capisce da brani come “Cloned World” o la conclusiva “Final War” dove si prospetta la distruzione dell’umanità stessa…insomma un bel trip mentale!
Mi ha colpito molto la copertina dell’album. Insolitamente colorata e molto ben realizzata. In primo piano si vede la figura di una Gorgone. Cosa lega questo personaggio al concept?
PESO : In realtà la copertina vuole essere un chiaro riferimento alla musica che potrai ascoltare.
L’esplosione è l’impatto che devi avere subito sentendo le prime note, mentre la Gorgone e le fiamme rappresenta il forte richiamo alla prima copertina di “Into the macabre” del 1987. Il fuoco e i serpenti pervadono in tutto il booklet ottimamente realizzato da Davide Nadalin, per cui i riferimenti al passato con una grafica nuova e moderna è il reale specchio di quello che l’scoltatore potrà trovare in Phylogenesis
In sede di recensione ho collegato questo ultimo album alle vostre prime due uscite discografiche. Siete d’accordo? E’ più un ritorno al thrash o alle sonorità meno complicate e più genuine?
PIER : E’ stata anche la nostra prima impressione durante la scrittura dei pezzi. Questo non toglie nulla alla cattiveria del precedente Draculea, che a mio parere non è poi così sperimentale come è stato giudicato, solo perché conteneva dei brani un po più lunghi e quindi strutturalmente più complicati, ma senza dubbio Phylogenesis è un disco più diretto. Per noi la composizione degli album non avviene mai “a tavolino”, scriviamo i brani sempre in maniera naturale e di getto ed alla fine vediamo cosa ne viene fuori.
GL : Hai ragione in Phylogenesis il ritorno a sonorità thrash nude e crude si sentono sin dalle prime note, in effetti con questo album sono stati rispolverati i vecchi lavori dei Necrodeath e ci siamo orientati su composizioni più lineari e di impatto; anche se devo dire che gli arrangiamenti soprattutto per le chitarre e nella voce, sono molto più articolati e ricercati rispetto ai dischi precedenti.
Devo dire che a livello di produzione “Phylogenesis” mi ha lasciato molto soddisfatto. Il disco suona molto più live….
FLEGIAS : Sono perfettamente d'accordo con te, è stata anche la mia primissima impressione e devo dirti che mi ha stupefatto positivamente il livello raggiunto da questa nuova produzione.
Ho sempre amato i grandi show dal vivo per le emozioni che ti danno, le vibrazioni che emettono... bene, sono convinto che con Phylogenesis siamo arrivati ad ottenere quel tipo di groove che si percepisce solo in quelle occasioni.
Durante gli ascolti dell’album ho trovato numerosi punti di contatto con i Death SS di Heavy Demons, i Destruction di “Sentence of Death” e i primi Kreator, il tutto ovviamente perfettamente miscelato alle vostre sonorità. Cosa ne pensate?
FLEGIAS : Che è giusto così, ognuno ne può trarre le proprie conseguenze dall'ascolto. Tu citi delle influenze, altri ne troveranno di diverse, noi magari siamo partiti da tutt'altro, ma fa parte del gioco ed è bello per questo. La cosa importante è che alla fine il tutto suoni Necrodeath al 100% e che l'ascoltatore possa distinguerci fin dalla prima nota anche se divaghiamo a volte in territori musicali diversi.
Veniamo ai brani nello specifico: il primo brano che mi ha colpito è sicuramente “I.N.R.I” un pezzo favoloso a mio parere, ce ne volete parlare?
PIER : Anche io lo trovo un brano ben riuscito. L’incastro tra i riff di chitarra e i tempi di batteria è particolarmente originale ed il tutto sfocia in un ritornello davvero potente con un Flegias veramente malefico.
GL : Si, I.N.R.I. è un brano che ci piace molto e sicuramente lo proporremo dal vivo. Ha dentro l’essenza dei Necrodeath e ti travolge nell’ascolto senza distrarti dal testo, in particolare mi piace molto il sound potente del ritornello e l’interpretazione di Flegias. In questa canzone il tema centrale è la passione di Cristo nel momento della sua crocefissione.
Altro pezzo interessante è “Propitation of the Gods” più lunga, meno veloce e con qualche inserto di chitarra acustica, come mai un pezzo così diverso dagli altri dell’album?
FLEGIAS : Propitiation è diventato il mio pezzo preferito di questo disco, proprio per la sua estensione nella quale le diverse atmosfere sono ben amalgamate. Ci trovi di tutto al suo interno ma non viene mai perso il filo conduttore. E' anche il brano in cui ho avuto più modo di esprimermi in assoluto. La trovo cattivissima anche senza tirare l'acceleratore per tutta la sua durata.
Come vedete questo revival del thrash old school? E’ indubbio che anche in “Phylogenesis” ci sia un certo ritorno a questo tipo di sonorità….siete stati influenzati da questo trend o è una cosa venuta a galla spontaneamente?
FLEGIAS : Semplicemente non stiamo li a guardare nessun revival o moda, penso che questo si possa affermare tranquillamente dopo tutti questi anni. Dopo un album più “riflessivo” basato soprattutto sulle atmosfere come “Draculea”, avevamo voglia di tornare un pò alla vecchia scuola con un sound comunque più attuale e delle idee nuove. Ci piace sempre reinventarci anche se facciamo un disco fottutamente thrash. Abbiamo sempre un sacco di idee per cui non si pone il problema di guardare in giro cosa fanno gli altri.
In seno alla band c’è stato anche un cambiamento, dentro GL e fuori John. Cos’è successo? E Pier Gonella, come ha contribuito alla creazione di “Phylogenesis”?
PIER : Sono molto contento dell’ampio spazio che mi è stato dato in sede compositiva. Ho contribuito molto con varie idee e soprattutto ad arrangiare al meglio la marea di idee che arrivavano da Peso. E’ sempre molto divertente ed interesante, nel mio background trovano posto anche “Reign in Blood” degli Slayer o “Bonded by Blood” degli Exodus per cui con Necrodeath finisco sempre per tirar fuori la parte più “evil”di me.
GL : La line-up di questi ultimi anni ha subito diversi cambi ma ora siamo tutti molto affiatati e concentrati nella musica, io sono entrato nella band da settembre 2008 perché John ha deciso di lasciare, anche se in realtà sono nella famiglia Necrodeath da una decina di anni e ho già condiviso il palco con l’attuale formazione durante il tour Europeo del 2006 insieme ai Marduk.
Sul vostro sito ho notato che avete pianificato solo 4 date live per il momento, ci possiamo aspettare un tour più massiccio?
PESO : Non per il momento anche se in realtà stiamo lavorando con un nuovo management per programmare al meglio l’autunno e l’inverno. Tra l'altro in occasione dell’uscita per il ritorno dei grandi Bulldozer, spero vivamente di poter pianificare qualcosa anche con loro nel 2010
Concludete come meglio volete l’intervista e complimenti ancora per l’ottimo album!
GL : Grazie a te per i complimenti, ringraziamo la redazione di Metallus e invitiamo tutti i vostri lettori a ripercorrere con noi la filogenesi umana, comprando il nuovo album e partecipando ai nostri concerti!
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