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Homepage | Interviste | SAVIOR FROM ANGER   
06/04/2009

SAVIOR FROM ANGER

Napoli Speed Metal

Ciao Marco come va? Puoi presentarci i tuoi Savior From Anger ed il nuovo album “Lost in Darkness”?
R. Ciao ragazzi, và tutto bene, sono circa due anni che non ci sentiamo, dall'uscita del precedente lavoro "No Way Out" del 2007. Come ebbi modo di accennarvi all'epoca i Savior from Anger sono il mio nuovo progetto, messo su nel 2006, dopo aver registrato l'ultimo lavoro in studio "Law and Persecution" con il precedente progetto Nameless Crime di cui sicuramente vi ricorderete. " Lost in the Darkness" è il nuovo album uscito ad inizio anno per la label tedesca Rock It Up records, secondo capitolo della band che sintetizzerei come due anni di tanti sacrifici ma che ci stanno dando tantissime soddisfazioni.

Da che tipo di “rabbia” bisogna salvarsi? C’è qualche significato più profondo nel monicker e nel titolo dell’album o sono solo buoni nomi d’impatto?
R. Bisogna salvarsi dalla rabbia di vivere in un mondo come quello attuale che stà diventando sempre più complicato, dove davvero non sappiamo dove collocarci. Siamo come foglie trasportate dal vento, un vento che non sappiamo dove ci porterà.

Come ho già scritto in sede di recensione, non ho apprezzato molto la produzione dell’album, non pensi che abbia penalizzato l’ottimo songwriting dei brani?
R. Come avrai potuto leggere dal booklet, " Lost in the Darkness" vede la partecipazione di molti ospiti, tra cui, batteristi e bassisti. Le batterie sono state registrate in studi diversi, della maggior parte delle songs se n'è occupato il drummer Michele Coppola, quattro brani sono stati registrati da Stuart Franzoni dei romani Lunarsea; i due batteristi hanno utilizzato differenti equipaggiature, e anche se il processo di mixaggio e masterizzazione sono stati fatti nello stesso studio, si sente chiaramente una produzione diversa tra le varie tracce. Purtroppo avevo considerato questa ipotesi, ma mi piaceva l'idea di invitare dei guests nel nuovo album.

Le prime tracce di “Lost in Darkness” sono in realtà i quattro brani del vostro precedente demo “No Way Out”. Come mai questa scelta? Trovi molte differenze tra i brani più recenti e questi?
R. Sono brani composti tre anni prima, ma l'intenzione e l'indirizzo stilistico era lo stesso dei brani attuali. Poichè i quattro brani in questione erano usciti solo su un EP, ho pensato di includerli nel nuovo album, per dargli l'opportunità di girare con una distribuzione più capillare, cosa che non era accaduta con l'Ep.

Ho trovato la seconda parte dell’album più lineare ed ispirata, quasi più melodica, sei d’accordo?
R. Sicuramente ti starai riferendo alla Power ballads " Through this life", amo le ballate nel metal, e mi faceva piacere scriverne una, poichè in tutta la mia discografia non ne avevo mai scritta una, neanche con il progetto Nameless Crime, dove le sonorità erano simili a Savior from Anger. Credo, oggi, si sia un pò persa l'abitudine di includere una ballata in un disco, e pure come non pensare a bands storiche come; Skid Row, Annihilator, Firehouse, Metal Church, Kiss, Danger Danger, Vicious Rumors, Riot, Warrant etc..., che ne includevano almeno un paio in ogni album.

Come mai “Puncture of Submission” figura come bonus track? Da quello che colgo dal booklet proviene da session diverse?…
R.Infatti! Si tratta di una song registrata nel 2007 con una differente line up, ad eccezione del singer Alessandro Granato e del drummer Michele Coppola, rimixata e rimasterizzata.

Nell’album sono presenti due line up. Quella attuale potrebbe essere definitiva o cercherai nuovi musicisti in base alle tue esigenze? Possiamo considerare i Savior From Anger come una vera e propria band?
R. Il nucleo principale della band gira attorno a me, al singer Alessandro Granato e al batterista Michele Coppola, tutti gli altri sono musicisti session che ci aiutano sia in studio che dal vivo alternandosi, a seconda delle disponibilità di ognuno di loro.

“Through This Life” è l’unica ballad del disco ed arriva un po’ all’improvviso dopo le bordate heavy/speed degli altri brani. Come ti sei rapportato con questo tipo di composizione? Spicca decisamente la prova vocale di Alessandro Granato…
R. Ogni buon disco di US Power contiene una Power ballad, sistemata in una tracklist dove tutti gli altri brani si differenziano per velocità, potenza, aggressività, ho cercato di rispettare la tradizione. Effettivamente scrivere una ballad ispirata non è facile, e prima di utilizzarne una in qualche mio disco, ne ho dovute scrivere tante, Alessandro ha fatto un ottimo lavoro, è riuscito a dargli l'interpretazione giusta.

Marco, tu vieni da Napoli. Com’è la situazione “metallica” lì? C’è qualche interessante realtà (band, radio…)?
R. A Napoli la scena metal c'è sempre stata, ed è anche un ottima scena, ci sono bands molto valide, ma a volte tutto il circuito si intorpidisce, come stà accadendo in questo periodo. Un plauso và a tutte le agenzie di management che organizzano eventi nel Sud Italia, come la Delirio Concerti, la Route to Hell, Agglutination, Total metal fest, Shammer e tanti altri, che instancabilmente supportano e tengono viva la scena. Purtroppo radio non mi risulta che al momento ce ne siano.

Landguard e Nameless Crime, come sono i rapporti ora con queste due band? Pensi che in futuro potremmo ritrovare il tuo nome tra le loro line up?
R. I Landguard non esistono più da molti anni, con i ragazzi dei Nameless Crime, essendo stato a Roma per lavoro, si sono man mano affievoliti i contatti, e nonostante sia ritornato in città, ci siamo persi completamente di vista già da diversi anni.

Tra i grandi nomi che vengono in mente ascoltando “Lost in Darkness” non possiamo non citare Metal Church, Annihilator ed Exciter. Potresti commentare le loro ultime uscite e dirci se c’è qualche disco (anche del passato ovviamente) di queste formazioni a cui sei particolarmente legato?
R. Rimangono delle ottime band, senza dubbio, hanno fatto la storia del metal, e chi più e chi meno hanno rappresentato l'ispirazione per ogni musicista metal del presente e del passato. Secondo me, purtroppo nessuno di loro è riuscito a mantenere alto il proprio standard compositivo, mettendo sul mercato anno dopo anno, album sempre meno ispirati e copie malriuscite dei loro capolavori usciti molti anni addietro. Ad esempio " Metal" degli Annihilator( tra le mie band preferite), non è altro che un ripescaggio di riffs del periodo " Never, neverland", "Remains" and " Alice in Hell", lo stesso vale per Metal Church, tutti gli album usciti con la recente line up, denotano la mancanza di personaggi emblematici come Mike Howe e David Wayne dietro il microfono, che si sono rivelati impossibili da sostituire, da questo ne sussegue un songwriting poco ispirato che nulla ha a che vedere raffrontato ad album storici come " The Dark", " The Human Factor" e " Hanging for Balance". L'ultimo Exciter non l'ho ancora sentito attentamente.

Bene Marco siamo giunti alla conclusione dell’intervista, lancia un messaggio a tutti i defenders di metallus e speriamo di vedere I Savior from Anger on the road al piu presto!
R. Grazie infinite per l'opportunità che ci avete offerto, un saluto metallico a tutti i defenders, segnalo il nostro Sito Ufficiale www.marcoruggiero.com dove potrete aggiornarvi e seguire la band, e soprattutto dove potete aquistare il nuovo album. Vi aspettiamo in tanti!!!


Tommaso Dainese
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