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Homepage | Interviste | SYMPHONITY   
27/11/2008

SYMPHONITY

Metal e power

 

La nuova scoperta del talent scout Limb Schnoor si chiama Symphonity. La band proveniente dalla Repubblica Ceca propone un power metal sinfonico e melodico che deve molto ai maestri Rhapsody Of Fire e non per nulla dietro al microfono i nostri hanno reclutato quell’Olaf Hayer che aveva prestato la voce al solista di Luca Turilli. In realtà i Symphonity non sono dei novellini. La band si era già affacciata nel panorama discografico nel 2004 con il monicker Nemesis per la label italiana Underground Symhphony. Abbiamo raggiunto il leader della band, il guitarist Libor Krivak ed il vocalist Olaf Hayer per conoscere tutti i segreti sul debut album “Voice From The Silence”.

Nemesis e Symphonity, la differenza sta solo nel monicker?
” Libor: Dipende. I Symphonity sono i successori dei Nemesis, ma se si conosce in modo più approfondito la storia della band, ci si accorge che il sottoscritto è l’unico membro ad aver suonato anche sull’album “Goddes Of Revenge”. Per questo motivo i Symphonity sono da considerare una band differente, anche se c’è una sorta di continuità con i Nemesis. “Voice From The Silence” è il debutto con il monicker Symphonity, ma il secondo di questo progetto. “

Com’è nata la collaborazione con Olaf Hayer?
“Quando abbiamo cominciato a guardarci intorno per un nuovo singer, ho provato a mandare una email a Olaf Hayer, con alcune demo version delle nuove canzoni, perché ero un grande fan derl primo album solista di Luca Turilli, in cui aveva cantato alla grande: le diverse sfumature della sue voce sono davvero perfette per il power metal. Olaf mi ha chiesto il promo con tutte le canzoni ed il nostro cd di debutto e fortunatamente lo ha gradito ed ha avuto un interesse lavorare al nuovo album. Quando abbiamo ottenuto un contratto dalla label di Limb, abbiamo completato il disco e nel frattempo lo split-up dei ha permesso ad Olaf Hayer di diventare un membro a tutti gli effetti dei Symphonity.”

Quali sono le vostre migliori qualità: grandi melodie, chitarre speed o orchestrazioni magniloquenti?
“Tutti gli ingredienti accennati meritano attenzione, ma il ruolo più importante è giocato dalla melodia. Si possono avere orchestrazioni eccellenti o una chitarra a tutta velocità, ma se le melodie non sono convincenti, non si potrà ottenere una grande canzone. E spero che i Symphonity possano dire qualcosa a tale riguardo.”

Ho paragonato in sede di recensione i vostri arrangiamenti sinfonici al Film Score Metal dei Rhapsody. Come giudicate questa importante band italiana?
”Sono realmente un grande fan dei primi due album dei Rhapsody e del primo solista di Luca Turilli. Ma con gli anni hanno perso un po’ del loro fascino perché hanno iniziato ad autocelebrarsi ed inoltre sono stato deluso dalla loro collaborazione con Joe DeMaio ed i Manowar. Ciò ha portato nel sound della band sfumature differenti che non mi hanno entusiasmato. E poi non mi fanno impazzire quel genere di liriche fantasy. Ma questo è il mio punto di vista personale e so che molti fans sarebbero in disaccordo con me. In ogni modo, i primi due album sono ancora i miei preferiti.”

Olaf, com’è nata la tua collaborazione con Luca Turilli?
Olaf: “E’ stata un’esperienza indimenticabile, perché Luca è realmente un bravo ragazzo e mi ha dato la possibilità di cantare per lui. E’ stato un vero piacere collaborare con lui. E mi auguro che siano presto risolti i problemi con il suo menagement, per realizzare in futuro un altro disco.”

Olaf, come mai non hai cantato interamente il terzo album solista di Luca Turilli? Farai parte della line-up anche del prossimo disco?
Olaf: “Io credo che la ragione principale sia che Luca doveva promuovere nello stesso tempo anche il suo progetto Dreamquest, che coinvolgeva la stessa cantante. Un altro motivo è che in quel periodo ho avuto alcuni problemi con la mia voce. Circa il prossimo album di Turilli, posso dire che per il momento è stato messo in stand-by, per i noti problemi tra Luca e il suo menagement, che siamo in attesa che si risolvano.”

Sono presenti influenze epiche nei vostri testi e nella vostra musica?
“Non ne sono sicuro. Dipende cosa si intenda realmente con il termine “epico”. Alcune nostre song, come “In The Silence” o “Evening Star” possono essere descritte come canzoni epiche, ma quando le ho composte sinceramente non ci pensavo. Si è trattato di un processo del tutto naturale.”

State pianificando un tour di supporto a “Voice From The Silence”?
“Ci piacerebbe molto aprire i concerti di una grande band, ma molto dipenderà dalle vendite e da altri fattori in gioco. Ci auguriamo che la prossima estate ci sia l’occasione di suonare in qualche festival, ma è ancora tutto da vedere. Sicuramente il fattore live per una band come la nostra è molto importante.”

L’album dei Nemesis fu pubblicato dalla label italiana Undergorund Symphony, ora siete arrivati al deal con Limb. Quali le differenze tra le due etichette discografiche?
“La più grande differenza è che la Limb Music gode di una migliore distribuzione mondiale. Maurizio dell’Undergroud Symphony ha svolto un ottimo lavoro, ma era più difficile comprare il nostro debut album perché l’etichetta aveva una distribuzione meno capillare. Siamo molto felici che la collaborazione con Limb abbia aperto le porte per la licenza giapponese del disco con Avalon/Marquee, che lo pubblicherà tra poco. Anche l’album dei Nemesis fu pubblicato in giappone, ma da una piccola label.”

Com’è la scena power metal in Repubblica Ceca?
“Oh, la situazione è ancora peggiore di quanto si potrebbe pensare. Io credo che in futuro le cose possano cambiare, ma attualmente ci sono power metal band poco competitive a livello internazionale. La scena death e black è invece fiorente, ma personalmente non ascolto questo genere.”

Alessandro Battini
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