Genere: Progressive Death Metal

Amorphis – Recensione: “Halo”

Parliamoci seriamente: gli Amorphis li ho proprio abbandonati da “Circles”, momento in cui secondo me hanno iniziato a creare album con lo stampino. Collegandomi poi all’intervista con Santeri, “Queen Of Time” sarà anche stato un grandissimo successo commerciale per la band, ma personalmente non mi ha mai trasmesso...

Pestilence – Recensione: Exitivm

Ci sono almeno due modi completamente antitetici per avvicinarsi alle ultime uscite della band capitanata da Patrick Mameli: il primo è partendo da aspettative enormi, giustificate da quanto incarnato nelle prime opere, ovvero la progressione nel suono e la capacità straordinaria di mettersi in gioco senza paura; il...

Wilderun – Recensione: Veil Of Imagination

Dopo essere stato piacevolmente colpito dal parto discografico precedente ad opera dei Wilderun (il poco conosciuto “Sleep At The Edge Of The World”) son contento che la Century Media abbia deciso di dare una distribuzione al nuovo, magniloquente, “Veil Of Imagination” (pubblicato indipendentemente dalla band già a fine...

Novembre – Recensione: Classica

Correva l’anno 1999 quando i capitolini Novembre diedero alle stampe “Classica”, terzo album in studio dell’eccellente band tricolore. Si è soliti dire come la terza prova rappresenti in qualche modo la maturazione definitiva e un termine di paragone per il futuro, un’affermazione che anche in questo caso risponde...

Sadist – Recensione: Spellbound

In quasi trent’anni di carriera i Sadist sono riusciti a mantenere un’integrità artistica invidiabile, che purtroppo non ha permesso loro di uscire dallo status di band di culto: troppo estremi per aspirare ad un vasto pubblico mainstream, troppo ordinati (ed ordinari) per suscitare l’interesse degli adoratori del caos...

Amorphis – Recensione: Tuonela

Nella mitologia finnica “Tuonela” è il Regno della Morte: limitandosi al titolo, con tanto di richiamo al Kalevala (qui lo speciale sul tema), si sarebbe potuto pensare ad un album in continuità con i primi tre lavori degli Amorphis. Nulla di più sbagliato. Se nel capolavoro “Elegy” erano...