Genere: Post-core

Code Orange – Recensione: Forever

Debutto su Roadrunner Records per i Code Orange, quartetto proveniente da Pittsburgh, Pennsylvania, che consegna alle stampe il proprio terzo CD, intitolato “Forever”: rispetto agli album precedenti (l’ultimo, “I Am King”, del 2014, quando ancora il gruppo aveva il suffisso “Kids” insieme al loro nome attuale) il sound...

Celeste – Recensione: Animale(s)

“Animale(s)” è la sconsolante storia di un ragazzo e una ragazza, una relazione d’amore con un finale tragico. Un esempio di come può essere difficile l’adolescenza quando i genitori abbandonano le loro responsabilità. Questo il retroscena lirico del quarto album dei francesi Celeste, artefici di un particolare connubio...

Vaura – Recensione: The Missing

Gli americani Vaura sono un quartetto che ha eletto a dimora l’immaginario crocicchio fra i recenti Enslaved e la dark-wave degli ’80, come testimonia il sound della loro nuova, notevole release, “The Missing”. Formati nel 2009 da musicisti già in forze a Dysrhythmia, Gorguts, Kayo Dot e Maudlin Of The...

ROSETTA – Recensione: The Anaesthete

Gli americani Rosetta sembrano essere uno dei pochi esempi rimasti di band post-core genuinamente sperimentali e dall’attitudine progressiva. Partiti nel 2005 con l’ambizioso ma altrettanto interessante debutto “The Galilean Satellites” (due cd, l’uno metal e l’altro ambient, da ascoltare contemporaneamente), i quattro ragazzi della Pennsylvania giungono ora con “The...