Genere: Neofolk

Wardruna – Recensione: Runaljod – Ragnarok

I norvegesi Wardruna tornano sul mercato discografico con “Ragnarok”, terzo e quindi ultimo capitolo della trilogia “Runaljod”, un’opera di carattere magico-mistico incentrata sulla mitologia pagana e sul potere delle rune, attraverso una lettura ermetica delle stesse e un auspicato ritorno al passato delle terre del Nord tra storia...

Skuggsjá – Recensione: Skuggsjá

Gli Skuggsjá nascono dal sodalizio artistico tra  Ivar Bjørnson (Enslaved) e Einar “Kvitrafn” Selvik (Wardruna), due anime musicali differenti ma accomunate dalla passione per la leggenda e la storia norvegese, riletta in una chiave epica e progressiva dal primo e con sonorità neofolk dal secondo. La collaborazione tra...

Forndom – Recensione: Dauðra Dura

“Dauðra Dura” è l’album di debutto della one man band svedese dei Forndom, un progetto di neofolk oscuro e minimale incarnato dal multi-strumentista H.L.H. Swärd. L’ensemble nasce con l’intento di tributare, nelle parole del suo autore, l’arte scandinava attraverso le religioni dimenticate, la natura e il folclore. L’album...

Weh – Recensione: Ingenmannsland

E’ un peccato non poter ribadire quanto di buono il nostro portale aveva individuato in occasione del precedente album “Folkloren”, ma a quanto pare il progetto Weh, incarnato dal musicista norvegese Erik Evju, sembra essere andato incontro a una momentanea empasse. Vero è che il nuovo studio album...

Ataraxia – Recensione: Ena

“Ena”, dal greco “uno”, oppure “unità”. Un titolo fortemente simbolico per il nuovo album dei menestrelli modenesi Ataraxia, che avanzano nel sempre produttivo disegno artistico con un importante tassello. “Ena” concepisce la musica come una forza aggregante, un bene spirituale prima che materiale e contrario alla separazione, generatrice...

Current 93 – Recensione: Thunder Perfect Mind

Neofolk, apocalyptic folk, esoteric, post-industrial, chiamatelo come volete ma quel piccolo grande disco che è “Thunder Perfect Mind” è quello che solitamente viene definito un capolavoro; e non per inutili tecnicismi e/o sperimentalismi autocelebrativi o per aver lasciato un segno indelebile nell’evoluzione del rock degli ultimi anni, ma...

Death In June – Recensione: Nada!

Nel bene e nel male, i Death In June rappresentano indubbiamente una pietra miliare dell’ondata avanguardistica e dissacrante generata dalla bruciante fine del punk ’77 (in quell’anno il leader Douglas Pearce militava nei Crisis), una diaspora che ha tracciato le linee direttrici per la musica alternativa degli ultimi...