Genere: Melodic Hard Rock

Gotthard – Recensione: 13

Un album con sound decisamente moderno e tagliente, spesso aggressivo, che è in grado di affondare colpi affilati ma per un bel pezzo di strada rinuncia a quella sapiente miscela di sogno e melodia che hanno caratterizzato i Gotthard dei tempi migliori: questo è “13”. Un cambio di...

Harem Scarem – Recensione: Change The World

Altro centro. Il punto forte degli Harem Scarem, nel nuovo “Change The World”, torna ad essere la capacità di emozionare, quattordici album dopo il pur irripetibile capolavoro “Mood Swings”. Un viaggio di straordinario intensità, in cui la continuità è rappresentata dall’inconfondibile trademark risultato della fusione di armonie vocali (cui...

Grand Design – Recensione: V

Formati nel 2006 dal cantante e produttore svedese Pelle Saether, i Grand Design hanno da sempre perseguito la missione di “far funzionare le sonorità del rock anni ottanta nel ventunesimo secolo”, orgogliosi di come hanno saputo alternare uscite discografiche ed attività live senza mai rinunciare al loro suono...

Jesse Damon – Recensione: Damon’s Rage

Già cantante con i Silent Rage (che, messi sotto contratto da Gene Simmons dei Kiss ottennero una buona esposizione su MTV alla fine degli anni ottanta) e successivamente protagonista di una carriera solista che lo ha visto pubblicare fino ad oggi cinque album, il cantante e chitarrista californiano...

Passion – Recensione: Passion

Ci sono le cose originali e le cose meno originali. E tra le cose meno originali, ci sono quelle fatte male, magari a tavolino, e quelle fatte con il cuore: è il caso, quest’ultimo, degli inglesi Passion, che propongono dell’hard rock melodico robusto e diretto, derivativo quanto si...

Revolution Saints – Recensione: Rise

Dietro al monicker dei Revolution Saints troviamo il super gruppo formato da Deen Castronovo (The Dead Daisies, ex componente dei Journey, Bad English), alla voce e batteria, Doug Aldrich (The Dead Daisies, Burning Rain, ex membro dei Whitesnake e Dio) alla chitarra e Jack Blades (Night Ranger) al...

Carl Dixon – Recensione: Unbroken

Dopo la ristampa dell’esordio solista “One”, l’etichetta AOR Heaven propone un lavoro nuovo di zecca firmato da Carl Dixon, frontman dei Coney Hatch con un passato anche in The Guess Who e April Wine: in “Unbroken” maneggia con la sicurezza del veterano una proposta musicale che, mettendo da parte...

Coreleoni – Recensione: II

A Leo Leoni il giochino chiamato Coreleoni deve essere piaciuto parecchio, al punto di bissare dopo due anni con un seguito chiamato semplicemente “II”. Grazie a lui, ad alcuni suoi vecchi amici ed all’ugola notevole di Ronnie “prezzemolo” Romero, ecco altri antichi classici tratti dai primi dischi dei...