Genere: Industrial Metal

Combichrist – Recensione: One Fire

Sei si ama musica potente composta chitarre martellanti, voci epiche e batterie che pestano come carri armati, si è anche coscienti che cose simili si possono trovare nella musica… dance. Fin dalla lontana creazione della musica disco negli anni 70, un tipo di musica basato più sul suono...

Motionless In White – Recensione: Disguise

A distanza di due anni dall’ultimo album “Graveyard Shift”, i Motionless in White tornano con un nuovo disco, il quinto nella carriera della band di Scranton.Partiamo da un presupposto: “Graveyard Shift” ci era piaciuto nella sua linearità e all’epoca avevamo auspicato una crescita della combo capitanata da Chris...

Rammstein – Recensione: Rammstein

I fan dei Rammstein lo sanno bene, non c’è nulla che la band tedesca abbia mai lasciato al caso. Figuriamoci poi se in ballo c’è l’uscita di un nuovo album, il primo dopo dieci anni, il primo dalla pubblicazione di “Liebe ist für alle da”.Ed ecco spiegata la...

Crematory – Recensione: Oblivion

I Crematory sono balzati di recente agli onori della cronaca grazie a una dichiarazione provocatoria (ma che invita a riflettere) del drummer Markus Jüllich, che ha simpaticamente mandato a quel paese i fans della band e i metalhead tutti per il loro atteggiamento irrispettoso verso la musica. I...

Ministry – Recensione: AmeriKKKant

“AmeriKKKant non è un disco anti-Trump. Questo è un disco interrogatorio sul perché l’abbiamo eletto” ha dichiarato Al Jourgensen in una recente intervista a proposito del nuovo album dei suoi Ministry. Basta infatti scorrere i titoli delle tracce che compongono l’ultimo platter dei pionieri dell’industrial per capire che...

Samael – Recensione: Hegemony

Che i Samael fossero in ottima forma l’avevamo capito dalle loro recenti esibizioni dal vivo, non ultima quella dello scorso Metalitalia.com Festival svoltosi appena un mese e mezzo fa. Ora arriva la conferma che il quartetto svizzero gode di buona salute pure in fase compositiva, nonostante la lunga...

Dagoba – Recensione: Black Nova

Settimo sigillo per i transalpini Dagoba, questo “Black Nova” su Century Media Records, che arriva a distanza di due anni dal precedente “Tales Of The Black Dawn”: dieci pezzi introdotti da una immaginifica copertina ad opera di Seth Siro Anton (proprio quello dei Septicflesh), sotto la supervisione al...

Prong – Recensione: Zero Days

Da quando sono tornati sulla scena, i Prong si sono lasciati prendere da un’improvvisa quanto fulminante potenza creativa che li ha portati a realizzare ben quattro album in studio in soli cinque anni. Partendo da “Carved in Stone” del 2012 e passando, poi, attraverso “Ruining Lives” (2014) e...