Genere: AOR

Steve Perry – Recensione: Traces

Basta il nome in copertina per suscitare enorme curiosità: uno dei più grandi interpreti dell’AOR nel suo primo lavoro in studio da solista da 24 anni a questa parte. Tanto è il tempo trascorso da “For The Love Of Strange Medicine”, 22 invece gli anni passati da “Trial...

Creye – Recensione: Creye

Un’immagine di copertina che richiama significativamente quella dell’esordio dei Prophet, il debutto dei più che promettenti Creye presenta coerentemente un sound all’incrocio tra AOR e pomp rock, imperniato sulle celestiali tastiere di Joel Rönning, cui il fondatore e chitarrista Andreas Gullstrand (già con i Grand Slam) aggiunge una spruzzata...

Taste – Recensione: Moral Decay

Ci fanno fare un viaggio nel tempo i Taste: “Moral Decay” è il loro secondo album, ed ha grossomodo in questa caratteristica – coordinate musicali da ricercare in un’altra era musicale – gli stessi pregi e difetti del lavoro d’esordio. Puro AOR imperniato sui sintetizzatori e su melodie orecchiabili,...

Clif Magness – Recensione: Lucky Dog

Il polistrumentista Clif Magness è noto soprattutto per la sua collaborazione, in qualità di autore e/o produttore, con nomi del calibro di Quincy Jones, Céline Dion, Hanson, Steve Perry, Joe Bonamassa e soprattutto Avril Lavigne. Collaborazioni che lo hanno portato a ricevere un Grammy e candidature ad Oscar...

Guild Of Ages – Recensione: Rise

Nome di culto per chi negli anni Novanta seguiva con affetto una scena AOR che combatteva contro l’estinzione, i Caught In The Act – dall’infelice acronimo C.I.T.A. – quella scena contribuivano a renderla viva ed interessante, attingendo pure dalla tradizione pomp rock e miscelandola in una ricetta originale,...