Genere: Ambient

Sigur Ros – Recensione: Kveikur

E’ passato soltanto un anno da “Valtari” e i Sigur Rós tornano con un nuovo studio album. Si registrano ancora dei cambiamenti in seno alla band, con lo storico tastierista Kjartan Sveinsson che abbandona il gruppo motivando la necessità di ricercare dei panorami musicali più stimolanti. “Valtari” era...

Deafheaven – Recensione: Sunbather

Probabilmente sarebbe difficile immaginare un aspetto e un’estetica meno black di quello che caratterizza “Sunbather”, eppure è indubbio che nel DNA dei Deafheaven di black ce ne sia parecchio. Certo, non si tratta di trve norwegian, e nemmeno di tradizionale USBM, quanto piuttosto di quel particolare post-black, simile...

Wardruna – Recensione: Yggdrasil

Secondo capitolo della trilogia mistico-mitologica “Runaljod” dei Wardruna, supergruppo norvegese d’estrazione black, composto da Einar “Kvitrafn” Selvik, Kristian “Gaahl” Espedal (entrambi ex-Gorgoroth) e dalla cantante Lindy Fay Hella, che con “Yggdrasil” proseguono la loro personale immersione nella magia delle antiche rune norrene. Il successore dell’opera prima “Gap Var Ginnunga” (2009)...

Ov Hollowness – Recensione: The World Ends

“The World Ends” segna il ritorno sulle scene dei canadesi Ov Hollowness, interessante one man band personificata dal polistrumentista, vocalist e compositore Mark R. La terza fatica dell’ensemble d’oltreoceano si rivela appartenente a quel filone di black “sperimentale” a cui dona molta attenzione la nostrana Code666, che ancora...

Dynfari – Recensione: Sem Skuggin

Dynfari è il nome di un giovane progetto atmospheric/post-black metal islandese, al secondo album con “Sem Skuggin”. La proposta di Jóhann Örn (voce, chitarra, basso) e Jón Emil (batteria e voce), per quanto relativamente particolare e personale, si può ascrivere al recente filone atmosferico del black, costola di...

Swans – Recensione: The Seer

Dodicesima fatica discografica per il combo post-punk guidato da Michael Gira. Questo “The Seer”, però, sin da subito, invece che ricalcare atmosfere più consone alla scena, si presenta come un monolitico doppio cd (di circa due ore di durata), pieno di litanie monotone e quasi più vicine al...

Unto Ashes – Recensione: Burials Foretold

Il nuovo studio album degli Unto Ashes prosegue il sentiero stilistico che già nel precedente “The Blood Of My Lady” vedeva l’ensemble affrontare delle sonorità più squisitamente dark-folk, rispetto ai richiami world cari ai Dead Can Dance con cui la creatura di Michael Laird si era originariamente presentata....