Whitesnake

Whitesnake

Whitesnake

  • Data del concerto: 05 dicembre 2011
  • Città: London, UK
  • Locale: HMV Forum

Mancano solo tre date a David Coverdale e ai suoi Whitesnake per completare il lungo tour per il lancio di “Forevermore”, e l’atmosfera festaiola è palpabile ancora prima che il concerto inizi. Gli amplificatori e la batteria sono coperti di lucine colorate, e saranno molte le sorprese (più per gli occhi che per le orecchie) che renderanno questa serata un vero e proprio party di Natale. Una cosa è certa, sta poi al singolo decidere se dare una connotazione positiva o negativa a un dato di fatto. David Coverdale, a 60 anni compiuti, ha solo un barlume della voce che ha dato tanto all’hard rock di quattro decadi, e se riesce a portare avanti un concerto di circa un paio d’ore è solo grazie alle sue indiscusse doti di intrattenitore, e a una band di supporto strepitosa, che oltre ad intrattenere il pubblico con lunghi assoli e duelli chitarristici, è anche in grado di supplire dove lui non riesce più ad arrivare. In un primo momento ti verrebbe da scandalizarti a sentire come il tentativo di cantare “Still Of The Night” fallisca miseramente (tra l’altro, ricordiamo che Coverdale la voce se l’è rovinata proprio cantando su registri non suoi nei periodo di album, comunque grandiosi, come “1987″ e “Slip Of The Tongue”), ma quando viene imbroccato il pezzo giusto, come nel caso delle più recenti “Can You Hear The Wind Blow”, o “Forevermore”, tutto viene dimenticato. I momenti in cui Coverdale riprende fiato consentono a Doug Aldritch e a Reb Beach di esibirsi in un lungo duello a due voci per le rispettive chitarre, mentre Brian Tichy  alla batteria ha modo di lanciarsi in un lungo assolo in cui, just for fun, usa come bacchette prima dei bastoncini cinesi, per finire per suonare con le mani, in stile John Bonham. Anche durante la consueta presentazione della band viene lasciato spazio a lunghe improvvisazioni, e dopo insistenti richieste del pubblico, i Whitesnake si concedono, tra le altre, in un breve accenno all’intramontabile “Slide It In”. Le soprese natalizie arrivano verso il finale, con un’apparizione di Santa Claus che lancia pacchi regalo ai partecipanti per poi scappare via a razzo, e un “White Christmas” finale cantato a cappella dalla band al completo, che poi in realtà diventa “a Whitesnake Christmas”. Il momento dei bis lascia spazio a un momento emozionante e per niente pacchiano, dove Coverdale dimostra finalmente che un po’ di voce gli è rimasta, ed esegue, sempre a cappella, una versione struggente di “Soldier Of Fortune”, a cui poi farà seguito un medley di classici dei Deep Purple, dove però è più che altro il bassista Michael Devin ad occuparsi delle parti vocali impegnative. Certo, quattordici brani completi per due ore di concerto sono obiettivamente pochi, ma la qualità di esecuzione è sempre perfetta, sia che si parli dei brani nuovi che di quelli più vecchi (a questo proposito, non avrebbe sfigurato una “Aint’ No Love In The Heart Of The City” in più), e Coverdale è uno di quegli uomini a cui, non c’è santo che tenga, riesci a perdonare proprio tutto.

Setlist:
 
1.       Bad Boys / Children Of The Night 
2.       Give Me All Your Love
3.       Love Ain’t No Stranger
4.       The Deeper The Love 
5.       Steal Your Heart Away
6.       Forevermore 
7.       Guitar Duel 
8.      Snake Dance 
9.       Can You Hear The Wind Blow
10.   Rock Me Baby 
11.    Love Will Set You Free
12.    The Badger (Jam)
13.    Drum Solo  
14.    Slide It In 
15.    Band Introductions 
16.    Slow an’ Easy
17.    Is This Love  
18.   Fool For Your Loving
19.    Here I Go Again
20.   Still Of The Night
 
21.    Encore:
21.    Soldier of Fortune 
22.   Burn / Stormbringer
23.   White Christmas 
24.   We Wish You Well

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