Three Days in Rock: Live Report

Three Days in Rock: Live Report

Bejelit | Etrusgrave | Tarchon Fist | Crying Steel |

  • Città: Massa Fiscaglia (FE)
  • Locale: Circolo Pistoni Alati

Anche nella seconda giornata del festival Three Days in Rock, gli amanti dell’heavy metal incontaminato di casa nostra hanno di che deliziarsi. Oltre ai Tarchon Fist, headliner della serata nonché ideatori dell’evento, assistiamo a una rilevante parata di band illustri sia per il loro passato che per il loro presente.

Mentre le temibili zanzare ferraresi mietono vittime a tutto spiano, il compito di aprire la serata tocca ai Bejelit. Durante il tempo a loro disposizione, i cinque musicisti danno ancora una volta prova del loro valore artistico e ci raccontano storie affascinanti tessute con ricami musicali di merito. Eccellente la performance di tutti i musicisti, e buona anche l’idea del cantante Fabio Privitera, che canta i primi pezzi mascherato.

 Fulberto Serena e i suoi Etrusgrave, oltre che compagni di etichetta dei Tarchon Fist, sono un importante pezzo di storia del metal italiano, e la loro presenza sul palco del Three Days in Rock è quasi un ponte ideale fra passato e presente. La loro ottima esibizione è caratterizzata in particolare dalla grandiosa presenza scenica e vocale del cantante Tiziano Sbaragli, capace di attirare un buon numero di curiosi grazie ai perfetti acuti che lancia a più riprese. I problemi tecnici che contraddistinguono la prima parte della loro esibizione segnano forse anche i minuti successivi, ma anche se la band fatica a ritrovare il sorriso, si ha la netta percezione che gli Etrusgrave abbiano ancora molto da dire.

I Crying Steel sono stati inseriti in un secondo tempo nel bill del festival, in sostituzione dei ferraresi Asgard. Anche in questo caso, la band dà come al solito vita ad uno spettacolo fulminante, dove ogni componente risulta fondamentale per il buon esito dell’insieme. il repertorio proposto è quello che la band bolognese porta in giro già da qualche tempo, dove si alternano vecchi classici come “Thundergods” e “No One’s Crying”, pezzi recenti come “Kill Them All” e “Over My Sins” e novità in attesa di pubblicazione come “Defender”. Ancora una volta i Crying Steel confermano la loro superiorità per quanto riguarda stile, carisma ed entusiasmo. Piccola nota di colore: il chitarrista Franco Nipoti ha saltato come un grillo per tutto il tempo nonostante una distorsione alla caviglia. Anche questo è rock and roll.

Si chiude con i Tarchon Fist, ed è proprio il caso di dire che l’adrenalina esplode. La band utilizza già da tempo i fuochi d’artificio durante alcuni brani, ma questa volta si fanno le cose in grande grazie al palco all’aperto, ed ecco che “It’s My World”, pezzo di apertura, viene accompagnata da due fontane di luce. Questo lungo concerto è concentrato prevalentemente sul materiale nuovo della band organizzatrice, anche se viene lasciato spazio ad alcune hit tratte dal primo disco, come “Bad Man Mania” e “Metal Detector”. La serata riserva anche una sorpresa per il gruppo di bikers che ospita l’evento, un brano inedito intitolato “Diavoli neri” dedicato, appunto, ai Black Devils. Da sottolineare anche l’esecuzione di “Blessing Rain”, un pezzo tratto da “Fighters”, secondo album dei Tarchon Fist, molto caro ai fan per il suo testo particolarmente toccante. Finale in grande stile, con due cover classicissime (come dite? È la terza volta in due giorni che sentiamo una cover di “Highway To Hell”? Che dire, avete ragione), un altro tripudio di fontane di luce e pacifica invasione di palco da parte dei fan. L’adrenalina pian piano si scioglie e i Tarchon Fist possono segnare un altro punto a loro favore.

Setlist Tarchon Fist:

1-It’s my world
2-Bad man mania
3- Eyes of wolf
4- I stole a kiss to the devil
5- Fighters
6- Falling Down
7-Play it loud
8- Diavoli neri
9-Hammer Squad
10- We are the legion
11-Thunderbolt
12- Blessing Rain
13- Metal Detector
14 The Game is Over

15- Breaking the law
16- Highway to Hell

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