Three Days In Rock: LIve Report

Three Days In Rock: LIve Report

Overdrive | Speed Stroke | Dog 'n Rol |

  • Città: Massa Fiscaglia (FE)
  • Locale: Circolo Pistoni Alati

La quarta edizione del Three Days in Rock, annuale ritrovo organizzato dai bolognesi Tarchon Fist, vede un cambio di sede a causa della demolizione del locale che aveva ospitato le edizioni precedenti. Dal Veneto il festival si sposta in provincia di Ferrara, ed è il gruppo di bikers dei Black Devils ad ospitare il festival all’interno del circolo Pistoni Alati, un imponente edificio in mezzo alla campagna dotato di ogni confort e di qualche problema in meno per quanto riguarda i limiti dei decibel.

La prima serata è all’insegna dell’hard rock, ed è dedicata in modo particolare alle band della zona. Aprono quindi gli Overdrive, un gruppo proveniente da Bologna dall’età media piuttosto bassa. Nonostante una tenuta di palco ancora un po’ “legata”, gli Overdrive mostrano di conoscere bene i grandi classici dell’hard rock di vecchio stampo, e la scelta, per niente scontata, di iniziare il concerto con una versione piuttosto fedele di “Mississippi Queen” dei Mountain segna subito un importante punto a loro favore. Tra gli altri aspetti positivi si possono segnalare una buona versione di “Voodoo Child” e lo sforzo importante di abbandonare le cover a favore dei pezzi propri, per quanto ancora un po’ ingenui. Sarebbe meglio invece evitare di riproporre la classica “Highway To Hell”, sia perché fin troppo sentita, sia perché non vale la pena di eseguire un simile classico non essendo in grado di riproporne gli aspetti salienti, come ad esempio il timbro vocale.

È poi la volta degli imolesi Speed Stroke, fieri sostenitori di un glam laccato ed esplosivo. Per quanto la loro versione di “Highway To Hell” sia decisamente migliore di quella ascoltata in precedenza, è nel momento del repertorio originale che si percepisce il continuo miglioramento del gruppo, sia per quanto riguarda l’affiatamento interno che per la qualità dell’esibizione. Sebbene le dimensioni del palco non consentano grandi exploit, il gruppo mostra affiatamento e voglia di coinvolgere, centrando in pieno gli obiettivi.

I Dog ‘n Roll, che chiudono la serata, hanno un feeling particolare con i Black Devils, e di recente hanno anche fatto da opener per l’ultimo passaggio in terra ferrarese di Pino Scotto. I tre musicisti cercano di costruire un genere misto, fondendo una struttura alla Motorhead con brani che cercano di essere immediati grazie anche al cantato in italiano. L’omaggio agli AC/DC continua ed anzi è un omaggio doppio, dato che vengono eseguite sia “TNT” che “Whola Lotta Rosie”.  Per il resto, purtroppo, la band non sembra molto all’altezza della situazione, e preferisce puntare sul divertimento e sulla goliardia che sulla qualità dei brani, nonostante qualche tentativo di apparire più seri, dedicando ad esempio un brano ad un amico scomparso. La loro è quindi una performance che non rimane impressa e che ani smorza un po’  l’entusiasmo. Comunque sia, i tre giorni dedicati al rock in tutti i suoi aspetti cominciano in grande stile.

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