Saxon: Live Report della data di Cortemaggiore (PC)

Saxon: Live Report della data di Cortemaggiore (PC)

Chinchilla | Saxon |

  • Data del concerto: 11 novembre 2004
  • Città: Cortemaggiore (PC)
  • Locale: Fillmore

Alle ore 21,00 di venerdì 11 novembre il Fillmore, accogliente locale piacentino, apre i battenti ad uno sparuto gruppo di metallari che fanno registrare enormi differenze generazionali, contando sulla presenza di ultraquarantenni e ragazzi che probabilmente non sono nemmeno maggiorenni. I Saxon sono riusciti, come si suol dire, a valicare con la loro fama lo scoglio delle generazioni e proprio per questo rimangono un caposaldo del metal classico. Ritornando al discorso ingressi val la pena di sottolineare come un certo timore fosse diffuso fra i primi astanti presenti nel locale sin dai primi momenti… c’era il timore che per un evento come questo si presentasse solo un piccolo nugolo di persone. Per fortuna i fan della band ed in genere gli amanti della buona musica non hanno tradito in questa serata “novembrina”… infatti, con un flusso che non si è mai interrotto, centinaia di persone di età anche molto differente ha finito con lo stipare il locale, per la gioia di chi crede ancora negli eventi live.

Il concerto inizia con i tedeschi Chinchilla, che aimè, quasi nessuno conosce, nonostante i nostri abbiano già registrato sette dischi (per la verità di qualità altalenante). Il singer Thomas Laasch è conscio di questa problematica e non si meraviglia quando chiedendo chi conoscesse il loro penultimo album ‘Madtropolis’ praticamente pochissimi alzassero la mano. La band si prodiga comunque con un buon power-hard’n'heavy che non manca di divertire i non moltissimi interessati (…che stavano in pole position soprattutto per mantenere le posizioni migliori sotto il palco per il concerto degli headliner…); i nostri pescano soprattutto dall’ultima produzione del gruppo e presentano il nuovo album ‘Take No Prisoner’ con alcune song come la potente e veloce ‘Almighty Power’ (eseguita quasi in chiusura) o l’altrettanto valida ‘The Call’. Fra un brano e l’altro i Chinchilla dimostrano anche buone doti di intrattenitori, scherzando con il pubblico e improvvisando alcune scenette comiche che hanno come protagonisti cantante e chitarrista, ossia il buon Udo Gerstenmayer, che nonostante presenti un fisico assimilabile a quello del nano Gimli del ‘Signore degli anelli’ svolge più che discretamente il proprio compito. Prima della conclusione il cantante presenta anche il nuovo batterista Klaus Sperling, in forza anche nei Primal Fear). La band tedesca chiude il set con una cover dei Kiss, ‘I Stole Your Love’, che infervora finalmente tutti i presenti sotto il palco.

Dopo una ventina di minuti tocca finalmente ai protagonisti della serata, i Saxon … la macchina del fumo inizia a sbuffare e rendere invisibile quanto capita sul palco… la musica di sottofondo si interrompe e inizia ‘The Return’, introduzione alla titletrack ‘Lionheart’, ultima fatica della band inglese. I vecchi leoni esplodono letteralmente sullo stage e danno il via ad uno show dalla lunghezza faraonica (due ore e mezza di concerto!!) che accontenterà tutti i fan di vecchia e recente acquisizione.

Dopo l’inizio roboante è già tempo di classici ed i nostri sfornano ‘Never Surrender’, che viene cantata in coro da tutti. Questa volta Biff e soci sono consci del potenziale del nuovo album e non mancano di presentare diversi pezzi, che sembrano ottenere un ottimo risultato e dimostrano di essere veramente killer nell’esecuzione live. Dall’ultimo CD vengono eseguiti la cadenzata spaccaossa ‘Beyond The Grave’, la potente ‘Witchfinder General’, la classica ‘Man And Machine’, la più rilassata ‘Flying On The Edge’ e l’epica ‘To Live By The Sword’, eseguita in medley con ‘Unleash The Beast’ (tratta dall’omonimo album del 1997). Sempre rimanendo sulle ultime produzioni i nostri non disdegnano di eseguire la noiosissima ‘Travellers In Time’ (da ‘Metalhead’) o la convincente ‘Dogs Of War’. Detto questo va aggiunto che i vecchi leoni britannici sanno benissimo cosa devono fare per accendere gli animi dei fan e non mancano di snocciolare tutti i loro conosciutissimi hit classici, da ‘Princess Of The Night’ (corredata dal solito siparietto durante il quale Biff blocca il riffing iniziale del chitarrista Paul Quinn) a ‘Crusader’ (cantata in coro veramente da tutti), da ‘Power And The Glory’ a ’747′, da ‘Heavy Metal Thunder’ a ‘Strong Arm Of The Law’. Purtroppo viene suonato anche qualche macigno di pesantezza immane come ‘The Eagle Has Landed’, forse uno dei brani più amorfi della band. Di certo non manca di colpire la scelta di eseguire anche un pezzo dal primo omonimo album, ossia ‘Backs To The Wall’, che rivela come in molti conoscano anche quel primo LP che gli stessi Saxon spesso tendono a non considerare molto bene.

Sul palco la band si muove a suo agio, con il bassista Nibs Carter che si piroetta in continuazione da una parte all’altra dello stage ed un Biff che si dimostra un enorme e carismatico frontman, nascondendo egregiamente la sua veneranda età. D’altro canto una marcia in più la concede al gruppo anche quella furia umana di Jorg Michael, che alla batteria sembra innervare di potenza ulteriore ogni brano dei Saxon. Anche Doug Scarrett, alla chitarra, si fa trasportare dall’entusiasmo del pubblico, mentre il vecchio Paul Quinn sembra il più distaccato (anche in occasione dei saluti finali).

Dopo due ore di intenso concerto Biff Byford saluta il pubblico italiano rivelando di aver bevuto un po’ troppo vino il giorno precedente ma si tratta di una farsa… e i leoni inglesi ritornano a ripetizione sul palco per una serie infinita di bis, passando da ‘Motorcycle Man’ a ‘Wheels Of Steel’, da ‘Denim And Leather’ a ‘Solid Ball Of Rock’, per concludere con ‘And The Bands Played On’.

Per finire non si può non notare come i Saxon siano in uno stato di grazia assoluto e che probabilmente anche a livello compositivo il gruppo non è mai stato così in forma da tantissimi anni. Speriamo che questa bellissima serata sia di buon d’auspicio per una carriera ancora lunga e pregna di ottimi album.

Altro...

Lascia un commento

Login with Facebook:
Login