Pistoia Blues Festival (Anathema + Porcupine Tree): Live Report

Pistoia Blues Festival (Anathema + Porcupine Tree): Live Report

Anathema | Porcupine Tree | Astra | Pistoia Blues Festival | North Atlantic Oscillation |

  • Data del concerto: 14 luglio 2010
  • Città: Pistoia
  • Locale: Piazza Duomo

Dopo l’estasi provata lo scorso novembre di fronte ad una band oggettivamente “superiore” e che ci aveva fatto comprendere ancor meglio il valore intrinseco di un album come “The Incident” (eseguendolo nella sua interezza dal vivo) questa volta abbiamo deciso di seguire i Porcupine Tree fino in terra toscana, nella splendida cornice di Piazza Duomo a Pistoia.; tutto ciò non (solo) per il piacere di rivederli per l’ennesima volta in sede live ma perché gli inglesi sono stati headliner della prima serata dello storico Pistoia Blues Festival che quest’anno ha avuto una chiara impronta metal/rock nelle prime due giornate (da notare la presenza in programma di Queensrÿche, Gamma Ray ed Hammerfall…mica sconosciuti).

Prima di parlare di Steven Wilson e soci (dei quale abbiamo potuto assaporare anche il sound check) analizziamo le altre tre band presenti in scaletta sottolineando che purtroppo non hanno avuto dall’organizzazione del festival un trattamento di favore; infatti a parte il palco che è stato ben sfruttato per tutti i set ed i suoni mediamente buoni non c’è stato il tempo materiale per esporre degnamente le proprie proposte musicali a causa di tempi troppo stretti (il tutto è iniziato alle 19h30 e non si poteva sforare la mezzanotte probabilmente per divieti comunali). Gli americani Astra (omonimi dei nostri conterranei) erano ad esempio la classica band che avrebbe avuto bisogno di più tempo a disposizione per presentare il materiale di “The Weirding” fatto di metal psichedelico legato a doppio filo alla tradizione settantiana (vedi anche la mise dei musicisti) e purtroppo a parte qualche bella progressione all’unisono di chitarra e tastiera non ha destato molto interesse. Quello che in realtà sarebbe un duo di provenienza scozzese si è presentato sul palco del festival come vera e propria band: stiamo parlando dei North Atlantic Oscillation freschi autori dell’interessante album “Grappling Hooks” (uscito su Kscope) che presenta un’originale miscela di pop, rock, prog ed elettronica molto difficile da riprodurre dal vivo; questi giovani ragazzi ci mettono comunque una buona enfasi (ottimo l’apporto del batterista) e pezzi come “Cell Count” e “Drawing Maps From Memory” sono piaciuti ai presenti in piazza instaurando un buon feedback. Uno dei motivi cardine che ci ha spinti comunque ad andare fino in Toscana era sicuramente la presenza degli Anathema, freschi autori di quel “We’re Here Because We’re Here” che al momento non ha ancora validi rivali nella corsa a top album del 2010; la band di Liverpool come al solito ci mette un po’ ad ingranare nonostante la ritmata “Deep” posta in apertura e non è un caso se li abbiamo sempre maggiormente apprezzati in posizione di headliner. La band ha comunque estratto la solita carica emozionale, con un Vincent Cavanagh ormai vocalist di livello assoluto e con dei picchi esecutivi all’altezza di “A Simple Mistake”, “Flying” e “Universal” veramente da pelle d’oca; divertente il fatto che abbiano voluto inserire una canzone in più rispetto a quelle previste a causa del tempo a loro disposizione eseguendo una “Fragile Dreams” molto più veloce e sintetica…comunque grandissimi!

Col definitivo calar delle tenebre sono saliti sul palco i Porcupine Tree contornati dalla solita aura di perfezione e sicurezza e proprio come ci si aspettava lo show è stato di livello altissimo; l’unica critica che possiamo muovere loro è l’aver separato le varie parti di “The Incident” inserendo altre composizioni e facendo perdere il fascino intrinseco di quell’album concepito come una canzone unica. Detto questo come non citare “Drawing The Line”, la rediviva “Hatesong” (ogni volta presentata in versione differente, soprattutto nei breaks strumentali), la parte centrale di “Anesthetize” (tra i punti più alti della loro produzione e che non ci aspettavamo di sentire in un contesto così atipico a causa della sua carica metal) ed una “Blackest Eyes” tramite la quale vi ricordiamo l’imminente ristampa del capolavoro “In Absentia” in vinile da 180 gr. Detto di un Wilson in ottima forma vocale che non ha nascosto il suo piacere ad esibirsi in questa “amazing italian classical location” ed una band sempre in palla ci congediamo da un’altra ottima serata rock guidata dal talento di Porcupine Tree e Anathema.

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