Pino Scotto (Frogstock 2010): Live Report

Pino Scotto (Frogstock 2010): Live Report

Pino Scotto | Tarchon Fist | Convergence | Frogstock |

  • Data del concerto: 26 agosto 2010
  • Città: Riolo Terme (RA)
  • Locale: Parco Fluviale

Il Frogstock è una tradizione nell’ambito dei festival estivi emiliani. La sua storia ci porta indietro fino al 1994, anno in cui si tenne la prima edizione, e nel corso del tempo si sono succeduti artisti internazionali, fino ad arrivare ai Deep Purple nel 2001, Toto nel 2003 e Jethro Tull lo scorso anno. Il festival, ad ingresso gratuito, si svolge in un’ampia area che comprende, oltre all’immancabile punto di ristoro stile Festa dell’Unità traboccante di piadine alla salsiccia (siamo già in Romagna, non dimentichiamolo), un campeggio gratuito organizzato dalla Protezione Civile dove chi ha alzato un po’ il gomito può trascorrere la notte onde evitare spiacevoli incontri con etilometri ed altre macchine provenienti dalla direzione opposta. Da sempre suddiviso in serate a tema, quella di giovedì 26 agosto è dedicata alle sonorità più pesanti.

I tre gruppi che si esibiscono non sono perfettamente omogenei dal punto di vista dei generi suonati. I primi ad esibirsi sono infatti i Convergence, che con il loro metal fatto di durezza ed elettronica danno una prima botta di adrenalina al pubblico presente (piuttosto eterogeneo, è il caso di dirlo: molti giovani, qualche famiglia, qualche biker, semplici passanti). Con un singolo (“The New Code”) in promozione del nuovo album di imminente uscita, il quartetto emiliano si impone con prepotenza e regala una mezz’ora di show molto interessante per chi apprezza il genere. L’interesse per l’elettronica e la volontà di contaminarsi non impediscono comunque ai Convergence di rendere omaggio al passato; è per questo che la loro esibizione si chiude con un’acclamata e fedele versione di “Roots Bloody Roots”.

È poi il turno dei vicini di casa Tarchon Fist, che stanno vivendo un momento importante del loro percorso visto il recentissimo (quello del Frogstock è il secondo concerto) ingresso nella band del cantante Mirco Ramondo. Un incrocio fra Ronnie James Dio e il protagonista del film “Rockstar”, dotato di una presenza scenica e di un’energia inarrestabili, il nuovo frontman sembra essersi amalgamato molto bene con il resto del gruppo, che dà vita ad una performance esplosiva sotto tutti i punti di vista (non mancano, come è loro consuetudine, i fuochi artificiali). I pezzi proposti si alternano fra i classici come “Eyes Of Wolf”, “It’s My World” e “Metal Detector” e fra pezzi nuovi di zecca, che confluiranno prima in un promo CD e poi nel nuovo full length; fra questi, il migliore pare essere l’energico “Play It Loud”.

Su Pino Scotto si sono dette tante cose, soprattutto dopo il suo folgorante ritorno e le sue esternazioni un po’ cossighiane in televisione, nei concerti e nelle interviste. Certo è che anche sul palco di Riolo Terme non si risparmia, rimanendo costantemente sul palco per un’ora e mezza e concedendosi poi a concerto finito per il consueto assalto affettuoso dei fan. Supportato da una band giovane e dinamica, per la quale si trova tempo anche per un paio di assoli, Pino Scotto esegue e spiega molti brani tratti da “Buena Suerte”, fra cui “Quore di rock ‘n roll”, “Che figlio di Maria” e “Diatribal rock”, per poi partire per un lungo viaggio a ritroso, che passa da “Piazza san rock” e arriva a “Il grido disperato di mille band”. Il finale è invece affidato del tutto alle cover, spaziando da “Long Live Rock ‘n Roll” a “Rock And Roll” dei Led Zeppelin.

A questo punto è d’obbligo un riferimento alla parte parlata del concerto, che riveste un’importanza sostanzialmente uguale a quella cantata. Caro Pino, qui tutti ti vogliamo bene, pensiamo che le tue invettive contro (in ordine rigorosamente sparso) Vasco Rossi, Ligabue, le cover band di Vasco Rossi e Ligabue, X-Factor, Amici, i discografici, il Papa, i pedofili, i politici, con particolare riferimento a Berlusconi, Emilio Fede e tutti coloro che impediscono ai ragazzini che suonano bene di avere un’opportunità siano giuste e provenienti dal cuore, perché sei una persona sincera e coerente. Lo dimostra anche il fatto che sei in tour da anni e che dai sempre il 110%, anche se sei stanco e raffreddato. Ma facci un favore: la prossima volta vedi di variare un po’ la solfa. Che ne so, esternalizza contro i finanziamenti alla scuola privata, contro i telegiornali che sono diventati dei siparietti di varietà, o magari contro le catene di ipermercati che ammazzano i piccoli negozi tanto cari alle vecchiette. Diventeresti un po’ meno prevedibile e un po’ più credibile, davvero.

Le foto della serata sono visibili a questo link.

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