Metallica By Request: Live Report della data di Roma - Sonisphere

Metallica By Request: Live Report della data di Roma – Sonisphere

Metallica | Volbeat | Alice In Chains | Kvelertak | Sonisphere | rock in roma | By Request |

  • Data del concerto: 01 luglio 2014
  • Città: Roma
  • Locale: Ippodromo delle Capannelle

Quarantamila? Vogliamo azzardare un numero?
Sì, probabilmente c’erano 40mila persone al concerto dei Metallica nell’ambito del Sonisphere – Rock In Roma. Per molti era la prima volta, per altri l’ennesima; per tutti un’esperienza meravigliosa.
E’ stato, però, il primo concerto italiano nella storia dei Metallica ad aver avuto una componente prettamente social, dove non è mancata nemmeno la parentesi “televoto”.
Benchè, infatti, la scaletta fosse nota da metà giugno e cioè quando è stata fatta la conta del volere dei fans chiamati ad esprimere le proprie preferenze, dando vita così al “By Request”, un concerto degno di questo nome non poteva non avere l’effetto sorpresa… Ma andiamo con ordine.

Apertura cancelli ore 15. Un fiume umano si riversa all’interno delle Capannelle, travolgendo tutto e tutti.
Il sole picchia forte e più di qualcuno ha pensato a quanto infame sia il destino che ha permesso alla pioggia di rovinare i piani dello scorso giovedì all’Ippodromo, cancellando con zero preavviso il concerto di Rob Zombie… Ma sorvoliamo.

 

Kvelertak

Alle 17 precise scocca l’ora dei Kvelertak, band norvegese, relativamente giovane e che canta nella lingua madre. A loro il compito di scaldare gli animi: il cantante Erlend Hjelvik ottiene l’attenzione cercata con l’outfit di scena, non molto elaborato in verità visto che aveva indosso solo un paio di jeans ed una sorta di copricapo a forma di gufo. Difficile per una band che canta in norvegese riuscire a far sì che il pubblico (italiano in questo caso) diventi la seconda voce, ma la mezz’ora targata Kvelertak è servita per apprezzare brani come Mjød o le più famose Bruane Brenn e l’omonima Kvelertak.

Applausi per gli scandinavi che vanno via e ad un tratto si leva forte un urlo dalla folla: il faccione di Lars Ulrich appare sul maxischermo! Il batterista dei Metallica annuncia che è possibile votare una canzone extra da inserire nella setlist che da lì a qualche ora sarebbe stata suonata; è il primo di una serie di video che accompagneranno il pubblico fino alla scelta finale.

 

Volbeat

Alle 17:40 scocca invece l’ora dei Volbeat e all’improvviso si viene catapultati nella tipica atmosfera rockabilly. “Doc Holliday” è la track scelta dalla band danese per aprire l’ora di concerto a disposizione. L’accoglienza è per lo più tiepida, qualcuno alle mie spalle si lascia andare ad un “Chi cazzo sono?”, ma a dire il vero, ai più, questo “unconventional metal” è piaciuto. Ha divertito il continuo richiamo a Johnny Cash, evidente nelle musiche ed anche sotto forma di tatuaggio sul petto del cantante Michael Poulsen; ha strappato applausi la lead guitar Rob Caggiano (ex Anthrax), è piaciuta insomma l’intera performance della band.

 

Alice In Chains

Alle 19:43 una scenografia minimalista fa da cornice agli Alice in Chains. In effetti non serve granché su quel palco se sono le note di “Them Bones” a riempire tutta la scena. Ormai l’attenzione del pubblico è completamente del palco.
Le canzoni ora si cantano, gli applausi ora sono davvero applausi: parte della storia è lì on stage. William DuVall si lascia andare ad un elegante “Buonasera”, elegante come la perfezione nell’esecuzione della stupenda “Nutshell” (dedicata ai compianti Layne Staley e Mike Starr). Il problema qui è riuscire a trovare qualcosa di non perfetto, anche perchè su “Check My Brain”, DuVall si toglie la giacca di pelle ed imbraccia la chitarra ed è lì che la piazza esplode. Si aspetta con lo stesso stato d’animo di un lupo affamato l’esecuzione di pezzi imprescindibili. E la band di Seattle non delude nemmeno sulla scaletta: “We Die Young”, “Stone”, “Rooster” e “Down In A Hole”, fortunatamente inclusa all’ultimo minuto, probabilmente perché i Metallica sapevano già che avrebbero fatto le cose con calma.
Il concerto immacolato degli Alice In Chains termina alle 20:50.

 

Metallica

La febbre comincia a salire. Spuntano da ogni dove centinaia di persone che prima non c’erano e che vanno ad aggiungersi alle altre migliaia.
Il countdown sullo schermo comincia alle 21:53: parte un video in cui, battuta per battuta, James, Kirk, Lars e Robert spiegano cos’è il By Request, com’è nato e che finalità avrebbe avuto. “Voi decidete cosa suoniamo”, dicono in coro e Lars risponde “Se suoniamo Sandman, mi viene voglia di scopare”.
Il vero e proprio delirio parte sulle note di “The Ecstasy of Gold” che, com’è noto, apre i concerti dei Metallica da praticamente 30 anni. E siccome parliamo di italiani (Sergio Leone per il film da cui è tratta ed Ennio Morricone) c’è da esserne solo super orogliosi.
Non c’è intro per “Battery” come non c’è tempo per rendersi conto che i Metallica sono proprio lì, su quel palco.
Roma regala a James e soci un’altra voce: è quella che si materializza per “Master Of Puppets”: la voce di Hetfield non si sente, forse perché sovrastata dal coro dei 40mila. Sul finale della canzone la telecamera indugia su Lars che si mette le mani in testa ed appoggia i gomiti sulla cassa. E’ finita? Macchè!
Il grido di Hetfield “You’ re beautiful!” anticipa il continuum che si viene a creare per “Welcome Home (Sanitarium)” e “Ride The Lightning”, prima di mandare la folla in estasi con “The Unforgiven”. Per l’occasione, le immagini proiettate diventano in bianco e nero per riprendere il tema del music video ed, effettivamente, non si sa se guardare i Metallica sul palco (doppio) o sugli schermi per coglierne le sfumature.
In tono minore, in termini di partecipazione sia vocale che personale, sulla nuovissima “Lords Of Summer”, mentre tutto cambia con “Sad But True” e gli assoli di Trujillo prima e Hammett poi. Kirk, in particolare, resta un paio di minuti da solo a far l’amore con la sua chitarra: uno schermo proietta il pedale, l’altro la mano e noi tutti a guardare in estasi. E’ la stessa che accompagna gli oltre 8 minuti di “Orion”, e gli occhi vanno al cielo per ringraziare quanti l’hanno votata per farla entrare in setlist.
A proposito di ciò, arriva il momento in cui viene rivelata la scelta istantanea del pubblico chiamato a mandare un SMS per decidere se ascoltare “The Four Horsemen”, “Fuel” o “Whiskey In The Jar”: nonostante quest’ultima sia stata sempre in testa durante la serata, è “Fuel” ad aggiudicarsi il “televoto” e allora via al “Gimme that which I desire”.

L’epic moment è senza dubbio quando Kirk introduce le note di “Nothing Else Matters”: brividi su tutto il corpo, un’esperienza – quella di sentirla live – da provare almeno una volta nella vita. Roma si stringe ai Metallica in un unico e simbolico abbraccio, rotto solo dall’esaltazione per l’ultima canzone “Seek And Destroy” che di certo non poteva mancare.
Il concerto è finito. James Hetfield va a ringraziare ogni lato del palco, a prendersi e a regalare applausi; Lars Ulrich, in maniera molto meno fine, sputacchia una non meglio identificata bevanda sui fans, pensando di far loro cosa gradita.
C’è chi è tornato a casa con uno dei palloni neri griffati lanciati sul pubblico proprio su “Seek And Destroy”, chi è riuscito ad aggiudicarsi un plettro, chi si risentirà il concerto dal telefonino: sta di fatto che tutti se ne sono andati con il sorriso sulle labbra ed il cuore carico di metal, prima di rimanere ostaggi nell’area parcheggio dell’Ippodromo e dell’Appia per oltre un’ora. Ma questa è un’altra storia…

Metallica setlist:

Intro By Request

The Ecstasy of Gold
(Ennio Morricone song)

01 Battery
(without intro)
02 Master of Puppets
03 Welcome Home (Sanitarium)
04 Ride the Lightning
05 The Unforgiven
06 Lords of Summer
07 …And Justice for All
08 Sad but True

(Rob’s doodle)
09 Fade to Black
10 Orion
11 One
12 For Whom the Bell Tolls
13 Blackened
14 Nothing Else Matters
(preceded by Kirk’s doodle)
15 Enter Sandman

Encore:
17 Creeping Death
18 Fuel (Vote of the Day)
19 Seek & Destroy

 

Altro...

Lascia un commento

Login with Facebook:
Login