Metalfest 2012: Live Report - Day 1

Metalfest 2012: Live Report – Day 1

Blind Guardian | Hypocrisy | Anthrax | Legion Of The Damned | Fueled By Fire | Alestorm | Triptykon | Metalfest Open Air | Skull Fist |

  • Data del concerto: 05 giugno 2012
  • Città: Milano
  • Locale: Alcatraz

Fra polemiche e proteste, il 5 giugno 2012 si aprono i cancelli del Metalfest. Nato come festival europeo itinerante e soprattutto “open air”, sia le band che i fans sono rimasti alquanto delusi dalla notizia che l’evento sarebbe stato stato spostato dallo Stadio Brianteo di Monza, location d’origine, all’Alcatraz di Milano, a causa delle scarse prevendite. L’evento “tanto atteso” ha inizio quindi con molta riluttanza, per quanto poi, questa prima giornata di Festival, si sia conclusa in bellezza. Ma andiamo con ordine:

Col locale quasi vuoto, gli Skull Fist danno così inizio al Metalfest, che però con la loro spinta e la loro enfasi riescono a radunare sotto il palco un discreto gruppetto di gente, anche se il pubblico non si avvicina neanche lontanamente a quello di concerti metal di grande spessore. Gli Skull Fist riscuotono però un discreto successo; sia per le loro canzoni (che ricordano un po’ lo stile dei Judas Priest), sia per l’enfasi e le acrobazie compiute dalla band sul palco (per esempio il chitarrista e il bassista che suonano uno sulle spalle dell’altro).

Come seconda band abbiamo invece i californiani Fueled By Fire, che sfoderano un thrash metal fin troppo classico, il quale fa però risultare la loro performance alquanto inosservata, escludendo qualche fan che, presi dalla follia emotiva, emettevano urli da far rimanere senza udito.

Nelle sue prime ore, l’evento sembra essere un vero fallimento: il locale è deserto e i pochi fan presenti sono visibilmente annoiati; essendo il Metal Fest nato come Open Air, i sound check vengono effettuati nelle pause tra una band e l’altra, rendendo così il Festival ancora più lento e spento. La situazione sembra addirittura peggiorare quando il terzo gruppo della giornata, Triptykon, sale sul palco: la band non riesce infatti a coinvolgere lo scarso pubblico e la loro esibizione si conclude in maniera del tutto anonima.

Il clima cambia quando giunge il turno degli Alestorm e il Metal Fest sembra finalmente prendere la piega giusta. Fin dal sound check, si radunano sotto il palco numerosi fan. Anche se il locale è lungi dall’essere pieno, gli Alestorm animano la platea, trasmettendo una gran carica a tutto il pubblico e mettendo in scena un’esibizione davvero entusiasmante. Tra battute e sorsi di rum, la band Pirate Metal suona i migliori pezzi del loro ultimo album e, ovviamente, le grandi hit precedenti. Verso la fine dell’esibizione la stanchezza inizia a farsi sentire, e il cantante commette qualche leggero errore d’intonazione. Tuttavia nessuno fra il pubblico da importanza alla cosa: qualche stonatura non può che rendere l’esibizione ancora più “Pirate”. Così, sulle note di “Captain Morgan’s Revenge”, la band saluta il pubblico ed esce di scena, lasciandosi dietro, per la prima volta dall’inizio del Festival, un gran senso di soddisfazione. Vi è stata una sola nota negativa nella loro performance: non erano vestiti da pirati.

L’arduo compito di essere i successori degli Alestorm e di mantenere quindi caldo il pubblico, ricade sulle spalle dei Legion Of The Damned; compito del quale, la band olandese, non sembra essere all’altezza. La platea torna infatti a svuotarsi e solo pochi, irriducibili fan seguono con entusiasmo il gruppo Thrash Metal. Per tutta la durata del concerto, il pubblico segue i Legion Of The Damned con poco entusiasmo, eccezion fatta per le ultime canzoni: sulle note delle migliori hit della band, il pubblico si scatena e si raduna sotto il palco coinvolgendosi a tal punto dal mettere in scena addirittura un “wall of death”.

Scesi dal palco i Legion Of The Damned, il pubblico inizia a essere impaziente: manca poco ai veri “big” (Anthrax e Blind Guardian) e le interminabili pause per i sound check innervosiscono sempre di più la folla. È il momento degli Hypocrisy: la Band Death Metal svedese sale sul palco decisamente più carica dei suoi predecessori e riesce a radunare una notevole folla. Probabilmente però gran parte di tale folla si era avvicinata al palco in attesa dei gruppi seguenti: la reazione del pubblico è infatti piuttosto smorta. Nonostante la band ce la mettesse tutta, tale reazione da parte del pubblico crea non pochi momenti d’imbarazzo e verso la fine della loro performance, quando la band scende dal palco aspettandosi di essere richiamata dai fan per suonare ancora, il pubblico rimane in silenzio; la band deve così tornare tristemente sul palco, senza che fosse acclamata.

Mancano pochi minuti all’esibizione degli Anthrax e il pubblico è già carico. Dalla platea si alzano cori, grida e applausi, mentre il locale si fa sempre più pieno. L’entusiasmo del pubblico, infine, esplode quando i membri dell’attesissima band mettono piede sul palco. Carichissimi e con grande entusiasmo, gli Anthrax si esibiscono nei loro migliori pezzi insieme ad un Joey Belladonna scatenato e senza tregua; mentre il pubblico, tra un pogo e l’altro, canta a gran voce assieme alla band. Nel corso di tutta la loro performance gli Anthrax dimostrano non solo la loro abilità di musicisti e intrattenitori, ma anche una certa sensibilità dedicando un incoraggiamento ai terremotati dell’Emilia. Acclamati e adorati dal pubblico, la band statunitense esce così di scena, mentre tra la folla qualcuno inizia già a gridare “Blind Guardian”.

Sono ormai le 21:30, quando il momento tanto atteso dai presenti sta per avere luogo. Il pubblico è carico, qualcuno già intona “Mirror Mirror” nell’attesa, qualcuno già spinge per accaparrarsi un posto più vicino al palco. Finalmente le luci si spengono, il batterista prende posto e dagli amplificatori escono le prime note di “Sacred Worlds”. Il pubblico è sempre più impaziente e, quando anche l’ultimo membro della band mette piede sul palco (il cantante Hansi Kursch), l’entusiasmo della folla esplode tra acclamazioni e applausi. Inizia così la sensazionale performance della band Power Metal tedesca. Ancora una volta i Blind Guardian si confermano essere una delle poche band metal ad essere effettivamente migliori dal vivo che in studio. La band inoltre è famosa per la sua affinità col pubblico italiano, definito dal cantante come l’unico pubblico in grado di intonare le loro canzoni perfino meglio della band stessa. Con l’entusiasmo e la partecipazione tipico di un loro concerto, i Blind Guardian ci trasportano in un viaggio attraverso tutta la loro storia, dai primi album fino all’ultimo: “Nightfall”, “The bard’s Song”, “Imagination From The Other Side”, “Majesty”, tutti i loro pezzi più amati vengono suonati alla perfezione e seguiti con grandissima partecipazione da parte del pubblico. Giusto un piccolo disguido  avviene durante “Bright Eyes”, il loro penultimo pezzo, durante il quale il cantante sbaglia una strofa, ma una tale piccolezza non può certo rovinare un’esibizione tanto sensazionale e il concerto procede senza indugi verso la sua conclusione. Com’è ormai tradizione della band, è il loro pezzo più amato a chiudere lo show: “Mirror Mirror”. L’entusiasmo del pubblico raggiunge un tale livello che la voce dei fan supera perfino quella del cantante e, tra canti e cori, la canzone volge al termine, riempendo le ultime note con quel velo di tristezza di chi realizza che tra pochi istanti tutto avrà fine.

La band lascia il palco e il Festival giunge al termine. Per fortuna tutto è bene quel che finisce bene, cala il sipario sulla prima giornata del Metalfest e i fan lasciano il locale con quel misto di felicità e tristezza, sensazione tipica di chi ha appena assistito a qualcosa di unico.

- Report scritto redatto da Lorenzo Mezzina
- Report fotografico a cura di Marcella Fava

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