Megadeth: Live Report della data di Milano

Megadeth: Live Report della data di Milano

Megadeth | Evile |

  • Data del concerto: 04 marzo 2008
  • Città: Milano
  • Locale: Alcatraz

In una serata milanese funestata dal mal tempo e dal traffico impazzito, sul palco dell’Alcatraz figurano i britannici Evile come opener della serata. Il quartetto palesa da subito il leit motiv della propria esibizione, nonché carriera: un thrash metal anni ’80,con evidentissime influenze della Bay Area. Suoni abbastanza puliti, riff granitici e ben eseguiti accompagnati da una buona presenza scenica del chitarrista solista soprattutto e incattiviti parecchio dalla batteria secca, efficace e martellante, anche con repentini cambi di tempo. In sostanza da questi Evile non giunge nulla che un metallaro medio non abbia già ascoltato precedentemente provenire dagli “zii” più grandi quali Slayer, Testament, Metallica…e nonostante la prova vocale non sia delle più indimenticabili, il thrash proposto da questa giovane band è suonato con sufficiente precisione e cattiveria, abbastanza da fare smuovere la folla. Un’esibizione di poco più di 20 minuti però…gli stessi Evile riconoscono che la freddezza che il pubblico dimostra loro sta a significare che sono tutti lì per i Megadeth.

Dopo la convincente prestazione dell’estate scorsa al Gods Of Metal, la band del biondo Dave torna a farsi vedere dalle nostre parti. La curiosità è per tutti quella di osservare all’opera il nuovo axeman Chris Broderick che sostituisce il defezionario Glen Drover e ripropone l’eterna tematica dell’instabilità di una formazione che dipende esclusivamente dal leader Mustaine. Se l’attesa per il concerto diventa così giustificata anche per chi ha assistito più volte ad esibizioni dei Megadeth negli ultimi anni, il risultato di tanta tensione non è esageratamente entusiasmante: in primo luogo la band inizia con qualche problema di sound che non permette una buona acustica generale e penalizza soprattutto la voce. Clamoroso il caso di Cristina Scabbia che sale sul palco per un duetto con Mustiane in “A Tout Le Monde” che rimarrà virtuale, vista la totale assenza di volume del suo microfono. E poi ci si trova ad ascoltare una band formalmente precisa ma che stasera risulta fin troppo fredda con un rapporto con l’audience quasi azzerato (non che sia una novità, ma tre parole in un’ora e mezza di concerto sono davvero poche poche). Anche la scaletta ricalca di fatto quella portata in estate durante i vari festival rendendo il concerto una copia di quello citato ad inizio articolo. Per carità, si tratta di una scelta ben bilanciata tra passato e presente ed evidentemente la band (diciamo Mustaine…) ne era così soddisfatta da riproporla, ma qualche piccola sorpresa l’avremmo gradita in ogni caso. Non di meno quando si ascoltano classici come “Take No Prisoners”, “Hangar 18″, “Holy Wars”, “Peace Sells”, ecc… non ci si può certo lamentare. E anche le più recenti “Washington Is Next”, “Sleepwalker” e “Kick The Chair” hanno il loro bel perché. Qualche dubbio ci rimane sulla presa live di brani come “Gears Of War” e “Burnt Ice” che preferiamo nella loro veste su disco e che dal vivo ci sembrano poco cariche di tensione emotiva. Una sensazione che accompagna anche la presenza del nuovo guitar hero Broderick, davvero bravo tecnicamente e velocissimo nell’esecuzione di assoli funambolici, ma che per il momento appare avulso dal contesto e concentrato esclusivamente sul proprio strumento. Probabile che i tempi di inserimento siano stati troppo stretti e quindi aspettiamo a dare un giudizio definitivo. Una bella serata nel complesso, ma soprattutto perché di fronte alla qualità dei brani c’è poco da obiettare. Il resto poteva sicuramente essere migliore.

Foto di Andrea Sacchi

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