Marilyn Manson: Live Report della data di Milano

Marilyn Manson: Live Report della data di Milano

Esoterica | Marilyn Manson |

  • Data del concerto: 11 luglio 2012
  • Città: Milano
  • Locale: Ippodromo Del Galoppo

Ormai è dato di fatto che ogni calata del Reverendo Manson in Italia, è sinonimo di polemiche e di contestazioni e anche in questa occasione, non potevano mancare le consuete orde di proteste, da parte di svariate organizzazioni religiose e i soliti politicanti che non hanno niente di meglio a cui pensare che cercare di boicottare un evento rock. Poco male i suddetti predicatori, muniti di volantini all’ingresso, vengono allegramente ignorati dai più e si può iniziare ad assaporare un po’ di musica, con l’entrata sul palco della band inglese degli Esoterica. Formazione che ha già avuto modo di aprire per il combo statunitense nel tour precedente del 2009 e che riesce a convincere i presenti, con una sapiente miscela di musica alternativa e sonorità più cupe e avvolgenti prettamente dark. Spicca la cover di “Silence” dei Delerium e la ritmata “Don’t Rely On Anyone”. Dopo un breve cambio palco, però l’attesa si fa spasmodica e interminabile e alle ventidue e quindici, ha inizio il rituale che tutti aspettavamo sulle note di “Suspiria” dei mitici Goblin, cade l’enorme telo nero che copre il palco e veniamo investiti dalla terremotante energia di “Hey, Cruel World”, a cui fanno seguito le molto amate “Disposable Teens” e “The Love Song”, entrambe tratte dal magnifico album Holy Wood del 2000. Manson ringrazia più volte il pubblico presente, affermando di essere molto contento di esibirsi nuovamente a Milano e introduce un pezzo nuovo, tratto dal suo recente album “Born Villain” e più precisamente “No Reflection”, sicuramente uno dei brani più riusciti e che ha riportato sui giusti binari compositivi l’istrionico singer. Fortunatamente c’è da dire che questa sera, il caro Brian Warner è in ottima forma e si possono tranquillamente dimenticare le scarse esibizioni live, viste di recente ai Revolver Golden Gods Awards, in cui era parecchio appesantito e affaticato e la voce non riusciva a reggere per poco più di un paio di canzoni. Certo non siamo ai livelli delle esibizioni stellari di parecchi anni fa, ma l’energia e la carica dirompente ci sono tutte, come la sua capacità di tenere in pugno i quattromila paganti e di ammirare anche le sue mille sfaccettature, non solo di cantante, ma anche di intrattenitore e questo bisogna dargli atto, lo sa fare egregiamente, sia quando si presenta sul palco con un boa rosa shocking sulle note di “mOBSCENE”, che quando appare sul pulpito per la celeberrima “Antichrist Superstar” e come di consueto strappa pezzi della bibbia per i suoi fedeli. Cambio di atmosfera invece sulle struggenti e tristi note di “Coma White”, in cui cadono infiniti petali bianchi sul palco, mentre per il bis finale di rito, non poteva mancare l’inno generazionale “The Beautiful People”, che chiude una serata veramente riuscita anche se dalla durata troppo breve.

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