Manowar: Live Report della data di Madrid

Manowar: Live Report della data di Madrid

Manowar

  • Data del concerto: 10 aprile 2011
  • Città: Madrid, Spagna
  • Locale: La Riviera

I Manowar non vengono a suonare in Italia? E metallus.it va in Spagna dai Manowar!

E’ l’ultima data del Battle Hymns 2011 Tour e quindi l’ultima possibilità di godersi dal vivo per intero il fantastico “Battle Hymns” da poco re-inciso dalla band.
Occorre veramente che vi racconti quanto immenso, potente e devastante è stato il concerto? Sarà fatto.

Ore 17: ritiro dei biglietti al botteghino – tempo di esecuzione 1 minuto esatto, c’è  già di cui meditare.

Ore 19: ci piazziamo in coda, ce n’è parecchia, saremo sulle 3000 persone; nonostante gli spagnoli non siano riconosciuti per essere freddi e imperturbabili la fila si snoda ordinata lungo il viale che costeggia la discoteca la Riviera, in centro città, senza nessuno che spinge o che si accalca! Qui potete meditare mezzora per parola.

Ore 20: entriamo e in 5 minuti recuperiamo la nostra maglietta “Road Warrior” in quanto provenienti dall’estero; quanti gruppi si propongono di fare qualcosa del genere gratis ad ogni data del tour? Continuate la meditazione.

Ore 21: puntuali come la tasse si spengono le luci ed entrano in scena i (ormai ex) mutandati MANOWAR. Un muro di suono. Basterebbe questo. Un volume altissimo, ma pulito, incredibilmente limpido, gli strumenti si distinguono tutti alla perfezione e la voce non viene sopraffatta dalla sezione ritmica che assume un ruolo preponderante nel sound dei Manowar. In Italia un locale che sostenga questi volumi con questa qualità del suono non esiste, la meditazione continua.

La band esegue alla perfezione tutto Battle Hymns, ad eccezione di “William’s Tale”, eseguita più tardi dal solo DeMaio. La titletrack è qualcosa di veramente incredibile, gli occhi si gonfiano di emozione per uno dei brani più intensi dell’epic metal. La potenza e l’intensità di brani del genere acquisiscono dal vivo una forza tale da restare sbalorditi ed attoniti.

Piccola tregua per la band con il solo Karl Logan che esegue il suo classico assolo “Sun of Death”, sfoggiando una tecnica non sempre così evidente in studio, ma si riparte presto con “Brothers of Metal”. Il pubblico canta, segue i brani, ogni gesto e sguardo dell’accoppiata DeMaio-Adams scatenano il delirio e un ovazione generale.

Si pesca dal passato con una scaletta mai così ricca e così varia. Inutile citare ogni brano, basta che sappiate che sono stati eseguiti alla perfezione, senza alcuna pausa della band tra un brano e l’altro per un totale di 2h 30 (continua la riflessione sui concerti che durano 1h10 e costano 40euro).

Dopo l’incalzante “Fighting the World” la band si ferma per un attimo e sul palco si presenta il solo DeMaio con la canonica lattina di birra in mano: sappiamo tutti cosa si appresta a dire, non è la serata dell’esaltazione del vero metal, è la serata della celebrazione di un compagno che non c’è più, Scott Columbus sicuramente avrà gradito dal Valhalla l’ovazione a lui riservatagli dal pubblico e la successiva “Gates of Valhalla” dedicata al batterista scomparso lo scorso 4 aprile.

“Heart of Steel” gonfia ancora il cuore ma ci pensano “The Gods Made Heavy Metal”, “Hail & Kill” e a seguire gli altri brani a far riemergere lo spirito guerriero dei 3000 presenti. “The Power” chiude la parte ufficiale del concerto, riaperto subito dopo con i bis “Warriors of the World United” e la classica “Black, Wind Fire & Steel”  notevolmente allungata nel finale, con un DeMaio in totale delirio che stacca le corde del basso con le mani regalandole alle prime file. Manca “Kings of Metal” ma basta dare un occhio alla setlist per capire che non si può che essere soddisfatti lo stesso.

Saranno tamarri, saranno esagerati, saranno degli esaltati del cazzo; ne prendiamo atto: ma una prestanza live di questo tipo non la troverete in nessun altro gruppo; si parla d’insieme ovviamente, siamo d’accordo che i Maiden riempiono gli stadi, che i Priest sono i padri del metal, che i Dream Theater sono dei mostri tecnicamente ma stasera abbiamo assistito ad un concerto di vero heavy metal, come dovrebbe essere sempre suonato e come dovrebbe essere sempre vissuto.

A livello di singola performance nessun ha sopraffatto gli altri, ovviamente stupisce sempre la potenza vocale di Eric Adams.

Per quanto fossi un fan della band non avrei mai pensato di uscire così soddisfatto, appagato e contento da un loro concerto, un esperienza mitica.

Concludo con un ringraziamento grandissimo a mio PADRE che a 50 anni suonati ha vissuto con me questa meravigliosa esperienza, vi da la paglia a tutti ragazzuoli!

“The Other Bands Play, MANOWAR KILLS” Parole sante

Setlist:

  1. Manowar
  2. Death Tone
  3. Metal Daze
  4. Fast Taker
  5. Shell Shock
  6. Dark Avenger
  7. Battle Hymn
  8. Sun of Death (Karl Logan guitar solo)
  9. Brothers of Metal Pt. 1
  10. Blood of My Enemies
  11. Kill With Power
  12. Sign of the Hammer
  13. Fighting the World
  14. Gates of Valhalla (in memory of Scott Columbus)
  15. Heart of Steel
  16. William’s Tale (Joey DeMaio bass solo)
  17. Metal Warriors
  18. The Gods Made Heavy Metal
  19. Hail and Kill
  20. House of Death 
  21. Hand of Doom
  22. The Power
  23. Encore:
  24. Warriors of the World United
  25. Black Wind, Fire and Steel  (Joey DeMaio ended it pulling out the 4 strings of his bass)
  26. The Crown and the Ring (Lament of the Kings) – Outro

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3 Commenti

  1. Davide

    Rendiamocene conto ragazzi,ormai i gruppi tenderanno sempre di piu` a scartare l`Italia perche` ormai non investe piu` sui giovani…! E` triste come cosa ma cominciamo a farcene una ragione!

    • Lorenzo

      A me pare che l’unico gruppo che tende a snobbare l’italia sono proprio i Manowar, che non è certo poi un gruppo per giovani, anzi, poi mi sembra che in questi anni di concerti l’italia non può certo lamentarsi, ce ne sono fin troppi tra giugno e luglio 2011!!!

      • Il fatto è che in Italia pochissimi giovani (rispetto al resto) ascoltano musica Heavy Metal e quindi gli artisti internazionali (in questo caso stranieri) e le case discografiche si rifiutano di fare concerti qui perchè sanno che prima o poi i cari vecchi fan non riusciranno più ad andarci. E comunque vorrei sapere tutti questi grandi concerti in Italia dove si sono svolti: sono andato vedere il 30 giugno 2010 gli Slayer all’Alcatraz di Milano e poi il 6 luglio 2011 al Big Four sempre nella stessa città. Di tutti gli altri live non me ne importava perchè non mi attiravano le band. Cosa deve fare un Metalhead italiano per vedere un bel concerto? Andare all’estero?

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