Labyrinth - Hideweaver - Speed Stroke: Live Report della data di Riolo Terme (RA)

Labyrinth – Hideweaver – Speed Stroke: Live Report della data di Riolo Terme (RA)

Labyrinth | Speed Stroke | Hideweaver |

  • Città: Riolo Terme (RA)
  • Locale: Frogstock

La seconda serata del Frogstock 2011 è maggiormente orientata verso l’heavy metal in senso stretto. Mentre il fresco delle colline continua a dare sollievo dal caldo, le famiglie continuano a riempirsi di piadine e il tendone della Protezione Civile offre qualche ora di riposo a chi ha esagerato con l’alcool, salgono sul palco gli imolesi Speed Stroke. Nati dallo scisma dal resto del gruppo dei due chitarristi dei Johnny Burning, che si fecero notare a fine 2008 con un esplosivo disco glam, la band sta acquistando progressivamente maggior sicurezza e maggior padronanza di sè, grazie al lavoro di tutti e cinque i suoi componenti. I miglioramenti sono ancora più importanti se si considera che la prima apparizione dal vivo degli Speed Stroke risale a meno di un anno fa. Come già accaduto la sera precedente, il grande palco permette di sviluppare il dinamismo del’esibizione, incentrata su brani dal ritmo veloce e pochissime cover (fra queste, una sola del vecchio repertorio dei Johhny Burning). Ci sono ancora buoni margini di miglioramento, ma sembra che la strada intrapresa sia quella giusta.

Tocca poi ai forlivesi Hideweaver, cinque musicisti che, da veri romagnoli, amano scherzare, e soprattutto amano le donne, al punto da inventare un genere musicale, il P.O.M., cioè Patacca Oriented Metal. Gli Hideweaver sono attivi da oltre dieci anni, hanno registrato alcuni demo e un loro brano fu anche compreso nella prima compilation Italian Metal Alliance. Attualmente sono orientati verso un solido hard rock di stampo ottantiano,  gradevole ma che purtroppo non rimane impresso né in positivo né in negativo, per quanto si debbano riconoscere le doti di frontman e di intrattenitore dl cantante Nando Dessena.

I Labyrinth, pezzo di storia del metal italiano contemporaneo, costruiscono un concerto che è in pratica una parata di grandi successi, dove si salta fa un’epoca e l’altra con grande disinvoltura. Roberto Tiranti appare in grandissima forma, dialoga volentieri con il pubblico introducendo ogni pezzo, e in alcuni momenti si spinge là dove la voce umana non si sognerebbe mai di arrivare, mantenendosi sempre perfettamente credibile. I due “Return To Heaven Denied” occupano naturalmente un posto privilegiato, e da questi vengono eseguiti brani come “A Chance”, “Painting On The Wall” e le più anziane ma mai dimenticate “Moonlight”, “Lady Lost In Time” e “New Horizons”. In pratica viene ripercorsa un po’ tutta la discografia, con Tiranti capace di regalare un’esibizione impeccabile, a cui si accompagnano, senza essere mai gregari, Olaf Thorsen e tutti gli altri compagni. Non c’è quindi da stupirsi più di tanto quando lo stesso Tiranti ringrazia pubblicamente gli occupanti delle prime file, un gruppo di fan pugliesi che a quanto sembra presenziano a tutti i concerti dei Labyrinth, e anche questa volta si sono sciroppati mezza Italia per accompagnare i loro beniamini. Con questa prova di fedeltà illimitata di fronte a un’esibizione senza la minima sbavatura, il Frogstock si arricchisce di un’altra pagina importante.

Altro...

Lascia un commento

Login with Facebook:
Login