Katatonia: Live Report della data di Milano

Katatonia: Live Report della data di Milano

Ensoph | Katatonia | Ephel Duath |

  • Data del concerto: 21 maggio 2004
  • Città: Milano
  • Locale: Transilvania Live

Fin dal primo sguardo dato alla locandina, era auspicabile avere grandi aspettative per la serata in quel del Transilvania Live. Tre nomi di largo interesse, due giovani band italiane con qualcosa di significativo e fresco da dire di spalla ad un gruppo ormai ultra affermato. Gli ingredienti per un evento da ricordare c’erano tutti. Già in partenza. Solo qualche sfortunato inconveniente dell’ultima ora avrebbe potuto guastare la festa. Ma, per fortuna, non è stato questo il caso.

Così, puntualissimi, sono gli Ensoph ad aprire la serata. C’era curiosità di vedere questa band, messasi in mostra con l’ultimo ‘Opus Dementiae (Per Speculum Et In Aenigmate)’, di fronte ad una prova importante come quella on stage. Nella mezz’ora circa avuta a disposizione i Veneti hanno fornito una buona prestazione, sia dal punto di vista esecutivo che scenografico, grazie anche ai loro costumi da scena dark-goth (di ormai abusata abitudine, vero, ma che in fondo male alla vista non fanno). Forse i brani dal vivo non rendono a dovere e causa settaggio dei suoni imperfetto sembrano assomigliarsi un po’ troppo, ma alla fine l’esame è da considerarsi tranquillamente superato.

Passa il tempo, cresce l’attesa. Tocca ora agli Ephel Duath intrattenere i presenti (che come al solito aumentano man mano ci si avvicina all’inizio dello show degli headliner). I Padovani sono dei musicisti qualificati e di altissimo livello, e dimostrano una perizia tecnica fuori dal comune. Lo show è devastante, il singer Luciano George Lorusso è un vero animale da palco e trasmette grande energia al pubblico, saltando qua e là come un indemoniato, totalmente preda del dinamico incedere dei pezzi. Jazz, fusion e metal estremo grazie agli Ephel Duath sembrano fatti della stessa pasta e la miscela convince, travolge ed entusiasma sempre più. Purtroppo la band non ha ancora trovato un sostituto al defezionario Davide Tolomei (autore delle parti di cantato pulito su ‘The Painter’s Palette’), lacuna che non permette di godere a pieno delle sfumature artistiche degli Ephel Duath, ma quando ci si trova ad assistere a prestazioni di tale portata, non costa molto rinunciare a qualche particolare. Il pubblico è ampiamente soddisfatto e ne vorrebbe ancora, ma dopo un’ora per Tiso e compagni è tempo di congedarsi e lasciare spazio ai prim’attori della serata.

A questo punto ci si attende dai Katatonia uno show all’altezza, in grado di non sfigurare di fronte ai colleghi italiani. Dopo una lunga e stancante ora di attesa (sarà stato fatto appositamente, per far entrare il pubblico in Katatonico mood?), il sipario si riapre e Jonas Renkse e compagni salutano i presenti con il potente attacco di ‘Ghost Of The Sun’. I suoni sono ben calibrati e l’impatto è veramente devastante. Lo show degli Svedesi si concentra soprattutto sugli ultimi tre album della band. Renkse annuncia ad inizio concerto che verranno proposti ai propri fan anche pezzi raramente suonati dal vivo fino a quel momento. Tra le song proposte ‘Black Session’, ‘Teargas’, ‘Chrome’, ‘Tonight’s Music’, ‘Criminals’, ‘Complicity’ e ‘Wealth’ (tra gli highlight della serata). Lo stato di forma dei cinque svedesi è ottimo, lo show scorre via molto fisico e potente fino a ‘Sleeper’, che chiude la prima parte dello spettacolo. Al classico rientro sul palco per gli encore, dopo un altro paio di brani è la più volte invocata dal pubblico ‘Murder’ a segnare la conclusione dell’esibizione dei Katatonia, visibilmente soddisfatti della calda accoglienza riservata loro.

A conti fatti, chi ha avuto la fortuna di assistere allo spettacolo fornito dalle tre band non ha davvero (problemi di orologi a parte) alcunché di cui lamentarsi. Aspettative oltremodo rispettate, in conclusione.

Magari fosse così ad ogni occasione.

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