Jon Oliva's Pain - White Skull - Clairvoyants: Live Report della data di Trezzo

Jon Oliva’s Pain – White Skull – Clairvoyants: Live Report della data di Trezzo

White Skull | Jon Oliva's Pain | Kingcrow | Clairvoyants | Max Pie |

  • Data del concerto: 10 luglio 2012
  • Città: Trezzo sull'Adda (MI)
  • Locale: Live Club
Il 10 luglio 2012 Ronnie James Dio avrebbe compiuto 70 anni. E nemmeno a farlo apposta, quasi a voler tributare il mitico vocalist di Balck Sabbath e Rainbow con musica heavy metal d’autore, è andato in scena al Live di Trezzo un festival davvero speciale. Ospiti d’eccezione della serata i Jon Oliva’s Pain, supportati da una manciata di band chiamate ad aprire le danze, in quello che sarà ricordato come uno dei concerti più emozionanti degli ultimi anni tenutosi nel nostro paese. Sarà perché il leader dei Savatage aveva annunciato che avrebbe proposto in sede live l’intero, mitico album “Hall Of The Mountain King”, per festeggiarne degnamente il quarto di secolo, ma finalmente il pubblico italiano ha risposto presente di fronte ad un evento di tale portata. Adrenalina a fiumi, emozioni che sono corse lungo la schiena ai numerosi metallers assiepati nel locale, in visibilio durante la prestazione del mitico leader dei Savatage, che mantiene da sempre un feeling particolare con il nostro paese.

Ma veniamo con ordine, a rompere il ghiaccio è toccato ai belgi Max Pie, che siamo riusciti ad ascoltare soltanto in sottofondo, durante l’ingresso al Live.

E’ stata la volta poi dei Kingcrown, autori di un prog metal di classe, smaccatamente moderno nelle melodie vocali e negli inserti di keys e poggiato su un pregevole guitar work. La perfetta esecuzione, è risultata molto pulita, ma quasi fredda, tanto che le parti più coinvolgenti sono risultate quelle in cui i nostri si sono avvalsi di chitarre acustiche e ritornelli accattivanti (la brillante “Fading Out pt. III”). Sono saliti poi sul palco i Clairvoyants, freschi di uscita del nuovo album “The Shape Of Things To Come”. I nostri, ormai navigati e rodati on stage, hanno confermato di essere una macchina che viaggia col pilota automatico, mettendo in fila song che hanno animato i fans, decisamente presenti sulle note classicamente maideniane nelle ritmiche, ma più vicine al power metal negli irresistibili refrain.

Decisamente in palla anche i White Skull, rinvigoriti dal rientro in formazione di Federica De Boni e la recente pubblicazione del nono album in studio “Under This Flag”. La band capitanata dallo storico chitarrista Tony Mad, ha voluto intrattenere i fedelissimi con le hit del passato, dalla title track di “Tales From The North” all’epica “The Roman Empire”, in cui il funambolico Danilo Bar ha mostrato tutta la propria abilità alla sei corde. Il breve, ma intensissimo show, è stato chiuso degnamente con “Asgard”, cantata in coro dal pubblico del Live.

Come è possibile non provare un repentino impeto di affetto quando Jon Oliva fa il suo ingresso sul palco? Il Mountain King conosce più o meno due parole di italiano, ovvero “grazi” e “paisà”, a simboleggiare la fierezza con cui Oliva ricorda le sue origini italiane, e probabilmente uno dei tanti motivi per cui il personaggio è molto amato nel nostro Paese, ma sono i sorrisi, l’entusiasmo, il dinamismo, nonostante la mole, e l’opportunità di riascoltare finalmente molti fra i pezzi storici dei Savatage gli elementi che rendono memorabile l’esibizione.

Prima di quella che è, almeno sulla carta, la principale attrazione della serata, si entra immediatamente nel vivo, con Jon Oliva seduto dietro un grande pianoforte bianco e la triade magica fatta da “Gutter Ballet”, “Edge Of Thorns” e “Sirens”. La  risposta del pubblico e l’interazione di Jon Oliva e la sua band con esso è immediata, e anche se il tempo lasciato alle parole è poco, ciascuno dei piccoli discorsi intessuti è denso di significati ed ascoltato con la massima attenzione. Siamo sostanzialmente di fronte a una serata celebrativa, cosa testimoniata dal fatto che i pezzi tratti dagli album dei Jon Oliva’s Pain (che già di solito sono ridotti all’osso) sono appena due, per quanto validi. Un altro momento, fra gli altri, denso di emozione è la lunga esibizione di “Ghost In The Ruins”, che viene utilizzata, a differenza della solita (per modo di dire) “Believe”, che sarà eseguita come unico bis, per ricordare sia lo sfortunato Criss Oliva, da quasi vent’anni nell’empireo dei musicisti, che il fedele amico e chitarrista Matt LaPorte, che questo territorio lo ha raggiunto, improvvisamente e inaspettatamente, poco più di un anno fa. Subito dopo arriva il momento tanto atteso, ovvero l’esibizione consecutiva di tutti i pezzi che compongono l’album “Hall Of The Mountain King”; è una tipologia rievocativa che da qualche anno sta riscuotendo un grande successo e che anche in questo caso suscita una risposta unanime positiva.

Se quindi da un punto di vista emotivo non ci si può lamentare di nulla, da un punto di vista esecutivo è proprio la voce di Jon Oliva a fare cilecca in alcune situazioni. I problemi di voce troppo bassa e troppo rauca non scendono mai sotto il livello di guardia, e probabilmente vengono riconosciuti solo da chi conosce a menadito i Jon Oliva’s Pain e i brani dei Savatage. Le cose importanti sono i brividi che percorrono la schiena ogni volta che viene annunciato un nuovo brano targato Savatage, da un classico eseguito con frequenza come “24 Hours Ago” a uno molto meno noto come “Devastation”. Non manca poi, come già accennato inizialmente, il ricordo condiviso di Ronnie James Dio nel giorno del suo compleanno. Una serata praticamente perfetta, dunque, con un’affluenza inaspettata per un concerto infrasettimanale e il dono di una grande carica emotiva.

Setlist:

-          Gutter Ballet
-          Edge Of Thorns
-          Sirens
-          Don’t Talk To Me
-          Power Of The Night
-          Festival
-          Tonight He Grins Again
-          Walk Upon The Water
-          Ghot In The Ruins
-          24 Hours Ago
-          Beyond The Doors Of The Dark
-          Legions
-          Strange Wings
-          The Price You Pay
-          White Witch
-          Devastation
-          Prelude To Madness
-          Hall Of The Mountain King
-          Believe 
 
Report (escluso Jon Oliva’s Pain): Alessandro Battini.
Report Jon Oliva’s Pain e foto: Anna Minguzzi

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