Europe: Live Report della data di Pordenone

Europe: Live Report della data di Pordenone

Europe | Mantra |

  • Data del concerto: 11 marzo 2005
  • Città: Pordenone
  • Locale: Palasport

Un bel tuffo nel passato, quello che hanno regalato gli Europe ai loro fan (e viceversa, verrebbe da dire vista la partecipazione massiccia) con queste ulteriori date italiane a supporto del buon ritorno sulle scene con ‘Start From The Dark’. La scaletta varia poco rispetto alla loro apparizione novembrina di Milano, ma ciò non impedisce di far registrare un ottimo – almeno per gli standard di queste parti – successo di pubblico.

La serata è aperta dagli italiani Mantra, che offrono un buon antipasto grazie soprattutto alla prova del loro cantante, in grado di tirare fuori degli acuti davvero niente male. La band dimostra di rendere molto di più di quanto non faccia in studio, nonostante i pezzi suonino comunque un po’ troppo ripetitivi.

Durante il set dei Mantra, la gente arriva in massa e cambia notevolmente il colpo d’occhio di quello che ad inizio serata era un palasport semivuoto.

Passa più di mezz’ora prima che comincino gli Europe, sulle note di ‘Got To Have Faith’. Fin dai saluti, si sente che Tempest ha dei problemi alla gola, ma questo, sorprendentemente (e per fortuna, date le attese) non incide quasi per niente sulla sua resa della serata, eccezion fatta per una versione acustica poco convincente di ‘Carrie’, in cui il cantante è in palese difficoltà. Il primo botto della serata arriva con ‘Superstitious’, accolta con un boato dal pubblico, molto partecipe per tutta la durata del concerto. Tempest dialoga con i fan con diverse parole in italiano, ripetendo una decina di volte la parola "Pordenone", che sembra affascinarlo non poco… A parte questa considerazione, l’importante è che il cantante appaia in forma e divertito, lanciandosi spesso e volentieri nel gesto davvero anni ’80 della roteazione dell’asta del microfono. Norum, invece, è abbastanza sulle sue, anche se musicalmente non ne sbaglia una, infilando tra l’altro una performance da brivido nella dilatata intro strumentale di ‘Girl From Lebanon’. Gli Europe alternano i pezzi del passato a quelli tratti da ‘Start From The Dark’, tra cui spiccano l’esecuzione della title track e quella di ‘Flames’, tra le cose più riuscite della serata in assoluto. Fra gli altri estratti dell’ultimo album, funzionano bene ‘Wake Up Call’ e discretamente ‘Hero’, mentre non convince ‘America’. Interessante l’inclusione in scaletta di ‘Yesterday’s News’, così come la decisione di eseguire una sola ballad, la già citata e ovvia ‘Carrie’. Per il resto, fra le perle dal passato, trovano posto le convincenti ‘Ready Or Not’ e ‘Let The Good Times Rock’ e le meno riuscite ‘Sign Of The Times’ e ‘Wings Of Tomorrow’. Il set regolare si chiude con ‘Rock The Night’, per la quale l’entusiasmo del pubblico sale alle stelle.

I bis sono una splendida ‘Seven Doors Hotel’, apice qualitativo del concerto, ‘Cherokee’ e ‘The Final Countodown’, con la folla prevedibilmente in delirio.

Le considerazioni generali sono quelle di aver assistito alla prova di un gruppo di musicisti di prima categoria, molto lontano dall’idea che tanti hanno di loro, quella cioè di una band tanto fumo e poco arrosto. La caratura di Norum e Tempest è nota a tutti, grazie anche ai loro album solisti, ma va menzionata anche la consistenza della sezione ritmica di Haughland e Leven. Il risultato è un suono massiccio e aggressivo, altro che gruppo per ragazzine!

Foto: Luca Bernasconi

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